Terremoto ai Campi Flegrei Lorenzo Benedetto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania

Terremoto ai Campi Flegrei: la scossa di magnitudo 4,7 conferma la necessità di considerare anche il rischio geologico nella mitigazione degli effetti del sisma. Lorenzo Benedetto – Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania: ” In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei, infatti, gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti, che possono determinare conseguenze anche molto gravi, come dimostrano i crolli verificatisi ieri”. “La scossa di magnitudo 4,7 registrata ieri sera, rappresenta il terremoto di maggiore magnitudo verificatosi ai Campi Flegrei negli ultimi quarant’anni, dall’inizio della crisi bradisismica degli anni Ottanta. Le prime ricognizioni evidenziano danni a numerosi edifici, alcuni feriti, ma soprattutto segnalano diversi crolli di costoni tufacei, con interessamento di abitazioni, infrastrutture e viabilità. Si tratta di un aspetto che merita particolare attenzione e che conferma quanto la comunità dei geologi sostiene da anni: la mitigazione del rischio sismico non può limitarsi esclusivamente alla vulnerabilità strutturale degli edifici. In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei, infatti, gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti, che possono determinare conseguenze anche molto gravi, come dimostrano i crolli verificatisi ieri. I costoni tufacei che caratterizzano ampie porzioni del territorio flegreo rappresentano elementi di particolare fragilità. L’azione combinata del bradisismo, della sismicità ricorrente e dei processi di alterazione naturale può contribuire a ridurne progressivamente le condizioni di equilibrio, aumentando la probabilità di distacchi e crolli in occasione di eventi sismici anche di moderata entità”. Lo ha affermato poco fa Lorenzo Benedetto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania. “Per questo motivo è necessario rafforzare le attività di monitoraggio, rilievo e controllo delle pareti rocciose, aggiornare costantemente gli studi di microzonazione sismica e integrare le valutazioni geologiche nei programmi di prevenzione e nella pianificazione di protezione civile. L’Ordine dei Geologi della Campania rinnova la propria piena disponibilità a collaborare con il Dipartimento della Protezione Civile, la Regione Campania, i Comuni dell’area flegrea e tutte le istituzioni competenti affinché le scelte future siano sempre più fondate su una conoscenza approfondita del territorio. La sicurezza delle comunità passa inevitabilmente attraverso una visione integrata del rischio – ha concluso Benedetto – nella quale la componente geologica costituisce un elemento essenziale e non accessorio. Gli eventi di oggi dimostrano che il territorio non risponde al terremoto soltanto attraverso il comportamento degli edifici, ma anche attraverso quello del suolo e dei versanti sui quali essi insistono. La crisi bradisismica dei Campi Flegrei ci sta insegnando che la prevenzione non può essere settoriale. La sicurezza dei cittadini dipende dalla capacità di affrontare congiuntamente il rischio sismico, quello geologico e quello geomorfologico, trasformando la conoscenza del territorio nel principale strumento di protezione”.

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