Nocera. Luciana Capozzoli uccisa per strangolamento

Nocera Inferiore. Domani la convalida del fermo, martedì l’autopsia sul corpo di Luciana Capozzoli, 56 anni, trovata senza vita nella sua abitazione in via Elia Di Florio, traversa di via Napoli, a Nocera Inferiore. Per il marito Gerardo Iapicco, pensionato 67enne, decreto di fermo con l’accusa di omicidio volontario basato sulle dichiarazioni contraddittorie rese agli inquirenti mentre lui, difeso da Sabato Romano, si professa innocente. Continua a dire dal carcere di Fuorni di non c’entrare nulla con la morte della moglie.. La Procura presso il Tribunale di Nocera inferiore alla luce dei primi riscontri ha disposto nella serata di venerdi il fermo. Secondo gli inquirenti avrebbe strangolato la donna chiudendole la bocca con un nastro adesivo. Ovviamente sono ipotesi che devono essere suffragate dai riscontri. Le indagini, avviate dopo che il personale del 118 ha segnalato elementi sospetti sul corpo della donna, hanno portato così rapidamente a una svolta. Decisive le verifiche dei carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore guidati dal comandante Gianfranco Albanese con le indagini coordinate dalla procura di Nocera guidata da Luigi Alberto Cannavale (pubblico ministero Marco Fiorillo) . I fari si sono accesi soprattutto dopo le presunte contraddizioni emerse durante l’interrogatorio dell’uomo, ascoltato nella giornata di venerdi e nelle ore successive al ritrovamento del corpo della donna riversa sul letto della sua abitazione. La casa con cui viveva con il marito è stata infatti sottoposta a sequestro venerdì mattina con i rilievi disposti dal sostituto procuratore che anche nella giornata di venerdì si è recato sul posto per cercare elementi utili a chiarire cosa è successo immediatamente prima l’allarme lanciato per la morte di Luciana. Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso, mentre il giudice dovrà pronunciarsi sulla convalida del fermo. Agli inquirenti qualche vicino avrebbe detto che la coppia era innamoratissima e che sempre camminavano mano nella mano. Al centro del provvedimento cautelare, ci sarebbe la versione fornita dall’uomo che avrebbe presentato più di una contraddizione. In un primo momento, avrebbe dichiarato di essere stato lui a chiedere l’intervento del 118, salvo poi sostenere che l’allarme fosse stato dato dai vicini di casa. Circostanze che, insieme agli altri accertamenti investigativi, hanno spinto i militari ad approfondire la sua posizione fino al provvedimento di fermo. La salma di Capozzoli è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Fucito di Mercato San Severino, dove martedì sarà sottoposta ad autopsia. L’esame dovrà stabilire le cause del decesso e chiarire se la donna sia morta per strangolamento, ipotesi che al momento rappresenta la principale pista seguita dagli inquirenti. Solo l’esito degli accertamenti medico-legali potrà fornire risposte definitive sulla dinamica dell’accaduto e contribuire a delineare l’eventuale movente.

L'articolo Nocera. Luciana Capozzoli uccisa per strangolamento proviene da Le Cronache.