Pressioni sul Var e arbitri graditi all’Inter: perché è scoppiato un nuovo scandalo-arbitri

Come se non bastasse la terza mancata qualificazione ai Mondiali di fila, il calcio italiano si trova ad affrontare un altro scandalo: al centro (ancora) gli arbitri. Il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi, indagato dalla procura di Milano, avrebbe interferito in modo illecito sulle decisioni della sala Var di Lissone e scelto direttore di gara “graditi” all’Inter per le gare dei nerazzurri. Cosa sappiamo.

Perché Rocchi è indagato per frode sportiva

Rocchi, che si è autosospeso, è indagato dal pm della Procura di Milano Maurizio Ascione per concorso in frode sportiva. Avrebbe “combinato” le designazioni di due gare dell’Inter nel 2025: quella in trasferta a Bologna in campionato e il derby di ritorno di Coppa Italia col Milan, assegnandole rispettivamente a Andrea Colombo (gradito al club nerazzurro) e Daniele Doveri (sgradito, per «assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A»). Inoltre avrebbe violato il protocollo Var durante Udinese-Parma, sempre nella stagione 204/25.

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Gianluca Rocchi (Ansa).

Al di là di come siano effettivamente andate le partite (l’Inter perse a Bologna), la questione delle designazioni “pilotate” è facile da capire: il punto è dimostrare se davvero Rocchi sia stato indirizzato in qualche modo dal club nerazzurro. Per quanto riguarda l’altra accusa, in occasione di Udinese-Parma del primo marzo 2025 il supervisore Rocchi, «in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita» avrebbe condizionato l’addetto Var Daniele Paterna per fare in modo che l’arbitro Fabio Maresca chiedesse l’on field review, ritenendo ci fosse da assegnare un calcio di rigore a favore dei friulani. La tesi della Procura è che Paterna, secondo cui non c’erano gli estremi per l’on field review, abbia avuto indicazioni da Rocchi al di là del vetro della sala Var. Come? Tramite una bussata. E c’è un video che lo dimostrerebbe. Repubblica, addirittura, scrive addirittura che Rocchi avrebbe ideato gesti e segnali per suggerire ai varisti come comportarsi in determinate occasioni. Tutto questo mentre nel centro di Lissone i varisti avrebbero dovuto essere tenuti al riparo da ogni ingerenza esterna: da qui l’ipotesi di frode sportiva.

Iscritto nel registro anche il supervisore Gervasoni

Rocchi non è l’unico indagato. La Procura di Milano ha iscritto nel registro anche il supervisore Andrea Gervasoni, anche lui per frode sportiva e sempre per un’interferenza in sala Var, avvenuta in occasione di una partita di Serie B: Salernitana-Modena, marzo 2025. Nell’avviso di garanzia si legge che, «alla concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi lo all’on field review «ai fini della decisione iniziale sull’episodio». Anche Gervasoni si è autosospeso.

Paterna indagato per falsa testimonianza: il video che lo “incastra”

È poi indagato, ma per false informazioni, anche il già citato Paterna: convocato come testimone dal pm, ha negato ingerenze esterne, ma c’è un video in cui si vede che si gira di scatto verso un punto esterno alla sala Var e dire: «È rigore?», prima di chiamare Maresca all’on field review. Repubblica scrive che sarebbero poi indagati anche Nasca, Var in Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 ma anche in Inter-Verona del 6 gennaio 2024 in cui non fu sanzionata una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni a Ondrej Duda, pochi secondi prima della rete dei padroni di casa; e Rodolfo Di Vuolo, Avar della seconda gara.

Le indagini scattate dopo un esposto dell’ex assistente arbitrale Rocca

Le indagini sono scattate dopo un esposto inviato dall’ex assistente arbitrale Domenico Rocca (è stato dismesso nella scorsa stagione) alla Commissione Arbitrale Nazionale per denunciare gravi irregolarità nella gestione di Rocchi, tra cui episodi di mobbing. «Chi di spada ferisce, di spada perisce», ha scritto sui social dopo l’iscrizione del designatore nell’elenco degli indagati. Dopo la denuncia di Rocca, Antonio Zappi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), ha inoltrato la segnalazione alla procura della Figc e subito dopo c’è stato un cambio di regolamento: da allora chiunque si rechi nella sala Var di Lissone è tento a inviare una relazione in cui descrive le attività svolte. Secondo quanto risulta dalle indagini, nessuno della squadra di Rocchi ci sarebbe più andato. A mettere nel mirino la conduzione sospetta di Inter-Verona è stato invece l’esposto di un tifoso gialloblù, l’avvocato Michele Croce.

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Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter (Ansa).

Marotta: «Non abbiamo arbitri graditi o non graditi»

«Noi abbiamo appreso tutto dalla stampa. Le dichiarazioni e i comunicati che sono usciti ci meravigliano. Sappiamo di avere agito nella massima correttezza. Questa è la cosa più importante e che deve tranquillizzare tutti i tifosi», ha dichiarato Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, aggiungendo: «Di certo non abbiamo arbitri graditi e direttori di gara non graditi. Sono certo che l’Inter rimarrà estranea alla vicenda». E poi: «Lo scorso anno abbiamo avuto decisioni avverse e poi acclarate successivamente dai vertici arbitrali: penso per esempio al rigore non dato su Yann Bisseck in occasione di Inter-Roma».