L’assenza del ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato con la famiglia a Dubai, dai tavoli in cui si seguiva l’evoluzione della crisi in Medio Oriente dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran è diventata un caso politico. A quanto pare, nessuno al governo, e nemmeno l’Aise, i servizi esteri, sarebbero stato a conoscenza del viaggio del ministro negli Emirati «per motivi personali». Crosetto come ricostruito da Repubblica, era partito venerdì con un volo di linea per raggiungere e mettere in sicurezza la famiglia che si trovava proprio a Dubai. Vista l’accelerazione militare, lo spazio aereo però è stato chiuso e il ministro si è trovato bloccato insieme con molti connazionali. Crosetto come riportato da Palazzo Chigi avrebbe partecipato da remoto ai tavoli sulla crisi. La domanda però resta: come questo sia potuto accadere, visto che un attacco degli Stati Uniti alla Repubblica Islamica era nell’aria da giorni come confermavano report delle intelligence di mezzo mondo, condivisi evidentemente anche con quelle italiane.

Il governo Meloni avvisato dagli Usa solo ad attacco iniziato
Il caso aumenta l’imbarazzo internazionale del governo Meloni. Nonostante la premier sia considerata una delle più strette alleate europee di Donald Trump, gli Usa avrebbero avvisato Roma di primo mattino, solo a blitz iniziato.

M5s all’attacco: il ministro si dimetta
Il M5s è così partito all’attacco chiedendo le dimissioni del ministro. «Alla luce dell’attacco in corso in Iran e dell’escalation militare che sta infiammando il Medio Oriente, abbiamo appreso ieri che il ministro della Difesa italiano si trova attualmente bloccato a Dubai a causa della chiusura degli spazi aerei», ha dichiarato in una nota il vicepresidente M5s Stefano Patuanelli. «È un fatto oggettivo che colpisce e che impone una riflessione seria. In una delle fasi più delicate per la sicurezza internazionale degli ultimi anni, il titolare del Dicastero della Difesa non è fisicamente nel Paese e non può rientrare tempestivamente sul territorio nazionale».

Patuanelli sottolinea che non si tratta di una «questione personale, ma istituzionale». «È legittimo chiedersi quale sia stato il livello di informazione preventiva del Governo rispetto agli sviluppi militari in corso, quale coordinamento vi sia con gli alleati e come si stia garantendo la piena operatività della catena di comando in una fase tanto critica». Quindi l’affondo: «Da tempo riteniamo questo governo politicamente inadeguato. Ma mai come in questo caso la posta in gioco riguarda direttamente la sicurezza nazionale. Quando sono in discussione la stabilità internazionale, i nostri militari all’estero e la tutela degli interessi strategici del Paese, l’improvvisazione non è ammessa. Per queste ragioni, riteniamo che il Ministro della Difesa dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni. Non per una polemica politica, ma per rispetto delle istituzioni e per il bene del Paese». La risposta di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere. Il deputato Mauro Malaguti ha accusato i cinquestelle di «approfittare» della situazione invece di auspicare «il veloce rientro in Italia in sicurezza dei Crosetto», parlando di polemiche costruite «in perfetto stile 5 stelle».
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