Giustizia, nuovo scontro tra Gratteri e Nordio sugli organici

Nuovo botta e risposta tra il magistrato Nicola Gratteri e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Dopo lo scontro sulle correnti del Csm, questa volta la querelle riguarda gli organici. «Bisognerebbe coprire tutti i buchi, tutte le scoperture che ci sono e poi rivedere la geografia giudiziaria. Anziché riaprire i tribunali come ha fatto adesso il ministro, riaprendo Bassano del Grappa, bisognerebbe chiudere i piccoli tribunali perché non funzionano bene», ha detto il procuratore di Napoli a margine dell’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola superiore della magistratura a chi gli chiedeva quali fossero gli interventi necessari per migliorare l’amministrazione della giustizia. «Bisogna fare sinergia perché ogni volta che si apre un ufficio giudiziario c’è sempre un procuratore della repubblica con tutta la struttura amministrativa che ne consegue. Bisognerebbe accorpare e fare sinergia, altrimenti saranno sempre più in difficoltà. Se pensa alla proposta di Nordio che ha detto che nella riforma del codice di procedura penale si prevede che un’ordinanza di custodia cautelare venga firmata da tre giudici, voi capite il livello di incompatibilità che si creerà nei piccoli tribunali. Il presidente del tribunale dovrà chiedere altri magistrati, dovrà chiedere al presidente della corte d’appello l’applicazione di un magistrato dal tribunale più vicino. Il tribunale più vicino sarà nelle stesse difficoltà, con gli stessi problemi e quindi sarà come il cane che si morde la coda».

Giustizia, nuovo scontro tra Gratteri e Nordio sugli organici
Nicola Gratteri (Ansa).

La replica di Nordio: «Smentito dai numeri»

A stretto giro è arrivata la replica del Guardasigilli: «Prendo atto delle dichiarazioni odierne del procuratore Gratteri alla Scuola superiore di magistratura in merito alla copertura degli organici. Rilevo che, per la prima volta da mezzo secolo, stiamo colmando gli organici della magistratura attraverso ben sei concorsi, alcuni dei quali già definiti. Di conseguenza dalla fine di quest’anno avremmo in servizio 10.853 magistrati che contribuiranno ad accelerare la definizione dei processi. I nostri numeri lo smentiscono ancora una volta». E ancora: «Siamo rammaricati per questa ennesima sterile polemica che non asseconda quel clima di pacatezza e razionalità giustamente invocato dal presidente della Repubblica. Oltre alla copertura della piante organiche della magistratura, abbiamo provveduto al potenziamento delle strutture amministrative attraverso la stabilizzazione di circa 10 mila addetti all’Ufficio del processo, a suo tempo assunti a tempo determinato. Abbiamo finalmente regolarizzato la posizione dei giudici onorari, che erano privi di garanzie salariali e previdenziali. Abbiamo inoltre assunto dall’ottobre 2022 ad oggi circa 20 mila addetti alle funzioni amministrative».