Petitto (Fi): In Campania è necessario che Forza Italia trovi una sintesi

di Erika Noschese

 

 

Sanità, infrastrutture e rilancio delle aree interne: sono queste le priorità dell’onorevole Livio Petitto, consigliere regionale della Campania al suo secondo mandato, eletto nelle fila di Forza Italia. Di recente, Petitto ha presentato una mozione, poi approvata dal Consiglio regionale, finalizzata alla valorizzazione del personale del Servizio sanitario regionale. Sul confronto interno a Forza Italia in Campania, invece, afferma: «Dobbiamo essere intellettualmente onesti: fino a questo momento, in Campania, non siamo ancora riusciti a trovare pienamente questa sintesi. L’auspicio e l’obiettivo devono essere quelli di raggiungerla quanto prima».

Onorevole Petitto, partiamo da un bilancio di questa sua esperienza in Regione Campania per il secondo mandato…

«È un bilancio certamente ricco di impegno, reso ancora più stimolante dal nuovo e delicato ruolo di Questore al Personale. È una responsabilità che sto affrontando con massima dedizione, pur consapevole che le criticità strutturali sul tavolo restano moltissime.  La verità è che ci troviamo a gestire un’eredità complessa: il governo De Luca ha lasciato un grande vuoto programmatico e gestionale, finendo per isolare le Istituzioni e scaricare sui territori e sulle strutture amministrative i costi di scelte mancate. Il mio impegno in questo mandato è proprio quello di riportare pragmatismo, presenza costante e tutela del personale, che rappresenta il vero motore della macchina regionale e senza il quale nessun servizio può davvero funzionare».

Lei di recente ha presentato una mozione per la valorizzazione del personale del Servizio Sanitario Regionale. Un segnale importante…

«Assolutamente sì, la valorizzazione di medici, infermieri e operatori è il primo tassello per qualsiasi rilancio. La realtà è sotto gli occhi di tutti: la sanità campana passa dal fallimento dell’amministrazione De Luca alla totale incertezza dell’attuale gestione Fico, rimanendo purtroppo all’anno zero.  Le recenti dichiarazioni del Governatore Fico ad Avellino — quando ha sostenuto che «non è necessario avere l’ospedale sotto casa» — sono un segnale allarmante. Questo approccio non garantisce in alcun modo presidi fondamentali come il Pronto Soccorso dell’ospedale Landolfi di Solofra, lasciando presagire scelte di smantellamento anziché di potenziamento. La salute dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare di un accentramento cieco: i territori e le comunità locali hanno diritto a una rete d’emergenza vera e tempestiva».

Quali sono le tre emergenze che ritiene debbano essere affrontate con urgenza in Campania?

«Se devo individuare le tre priorità assolute, non ho dubbi: Sanità, Infrastrutture e un Rilancio reale delle Aree Interne.  In tema sanità, ripeto, bisogna ricostruire la rete d’assistenza territoriale e garantire servizi d’emergenza efficienti, eliminando la disparità tra grandi centri e zone periferie. Sul fronte delle infrastrutture la Campania soffre ancora un divario infrastrutturale enorme che frena lo sviluppo economico, la mobilità dei pendolari e l’attrattività per le imprese. Oggi assistiamo al paradosso di chi si riempie la bocca parlando del rilancio dei treni e della riqualificazione della stazione di Avellino, proprio dopo aver passato anni e interi mandati senza muovere un dito e senza produrre un solo risultato per la nostra provincia. Le infrastrutture non si fanno con gli slogan dell’ultima ora, ma con progetti finanziati, cantieri aperti e collegamenti veloci per pendolari e studenti. Diretta conseguenza è il totale isolamento dei territori: non possiamo più permetterci di considerare l’Irpinia e le zone interne come territori di serie B. Servono investimenti mirati su trasporti, digitalizzazione e servizi essenziali per fermare lo spopolamento e dare un futuro ai giovani».

La sanità campana continua a registrare criticità, soprattutto nelle liste d’attesa e nella carenza di personale. Quali interventi ritiene prioritari?

«Per abbattere le liste d’attesa e offrire prestazioni adeguate occorre una visione integrata. Innanzitutto, è fondamentale tutelare e valorizzare le strutture sanitarie convenzionate, che rappresentano un pilastro indispensabile del sistema ma che oggi vengono penalizzate dal continuo azzeramento o esaurimento dei budget a metà anno, lasciando i cittadini senza coperture.   È inaccettabile che i pazienti debbano pagare di tasca propria o rinunciare alle cure perché la programmazione regionale fallisce. Proprio su questo aspetto ho annunciato e depositato una nuova interrogazione consiliare: voglio risposte chiare dalla Giunta sui tetti di spesa e sulla gestione delle convenzioni, perché la tutela della salute pubblica passa indispensabilmente da una collaborazione trasparente ed efficiente tra sanità pubblica e privato convenzionato».

Forza Italia sta affrontando alcune delle grandi questioni che riguardano il futuro del Paese, a partire dalla giustizia, sicurezza e tutela delle garanzie individuali. Lei viene professionalmente dal mondo della sicurezza e conosce questi temi anche nella loro dimensione concreta: quale contributo può dare oggi la cultura politica di Forza Italia per tenere insieme l’esigenza di garantire sicurezza e legalità e quella, altrettanto fondamentale, di tutelare i diritti e le garanzie dei cittadini?

«Come ha giustamente osservato lei, provengo professionalmente dal mondo della sicurezza e conosco bene le dinamiche reali con cui gli uomini e le donne delle forze dell’ordine si confrontano ogni giorno. Per questo condivido e sostengo appieno la linea di Forza Italia e di tutto il Governo centrale: la sicurezza non si fa con gli slogan, ma con interventi concreti. Occorre un piano straordinario di assunzioni per integrare l’organico, servono stipendi adeguati al rischio che questi operatori corrono quotidianamente e, soprattutto, serve una concreta tutela legale e giudiziaria per chi indossa una divisa e difende lo Stato. Non è accettabile che un agente, nell’esercizio del proprio dovere, debba temere ripercussioni economiche e giudiziarie personali prima ancora di agire. Parallelamente, la visione garantista di Forza Italia è l’unico vero argine a ogni deriva giustizialista. Dobbiamo ripartire con determinazione dai principi cardine dei quesiti referendari sulla giustizia: anche se il referendum non ha raggiunto il quorum, i temi posti — presunzione di innocenza, equo processo, giuste tutele per il cittadino — restano del tutto validi e prioritari. Tenere insieme sicurezza e garanzie significa far sentire il cittadino protetto sia dalla criminalità sul territorio, sia da un sistema giudiziario che deve sempre rispettare la dignità e i diritti della persona».

⁠In Forza Italia in Campania è evidente che ci sia in corso un confronto interno, anche articolato, sul futuro del partito. Al di là delle letture che tendono a ricondurlo a contrapposizioni personali, quali sono, secondo lei, i temi politici e le diverse visioni sull’organizzazione, sul radicamento territoriale e sulla prospettiva di Forza Italia che oggi animano questo dibattito?

«In una grande comunità politica il confronto interno non solo è fisiologico, ma è sintomo di vitalità. Tuttavia, la discussione democratica deve poi sfociare in una sintesi condivisa ed efficace. Dobbiamo essere intellettualmente onesti: fino a questo momento, in Campania, non siamo ancora riusciti a trovare pienamente questa sintesi, ma l’auspicio e l’obiettivo devono essere quelli di raggiungerla quanto prima. Abbiamo davanti scadenze elettorali fondamentali che toccano anche per il futuro della nostra regione e dobbiamo farci trovare pronti, credibili e compatti per continuare a crescere. Per farlo, però, dobbiamo rivedere i metodi organizzativi, valorizzando il reale radicamento sui territori e dando voce ai dirigenti e agli amministratori locali che vivono quotidianamente i problemi dei cittadini. Anche sul piano dei contenuti occorre un passo in avanti. Penso al dibattito sui diritti civili e sulle questioni etiche sollevato di recente da Marina Berlusconi: sono spunti di riflessione fondamentali per dimostrare che Forza Italia non si appiattisce sul passato, ma sa interpretare la modernità. Dimostrare questa capacità di evoluzione e apertura significa dare continuità autentica al grande patrimonio liberale, garantista ed europeo che Silvio Berlusconi ci ha lasciato, calandolo nelle sfide di oggi».

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