Caso Silvestro, Semenzato: “Rispetto per chi denuncia e per chi è accusato”

Un senatore accusato di una violenza sessuale avvenuta nel suo ufficio, su una donna che lo ha denunciato dopo oltre un anno, sostenendo di aver subito intimidazioni da un carabiniere, lontano parente del politico. Che è Francesco Silvestro, di FI, deciso nel negare ogni addebito: “Quando mai. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale…”. È in sintesi la storia rivelata da Repubblica, che ha provocato commenti molto duri da parte delle opposizioni, anche per le parole usate dal parlamentare. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha chiesto ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza, e li incontrerà martedì. Un atto dovuto, secondo il combinato del regolamento di Palazzo Madama e del codice di condotta, in cui si prevedono sanzioni dalla censura all’interdizione fino a 10 giorni per le violazioni più gravi. Il senatore, intanto, agli amici ha raccontato di essere rimasto sorpreso, al punto da pensare inizialmente a uno scherzo, quando la giornalista Conchita Sannino l’ha chiamato per chiedergli conto della denuncia. “Non è successo nulla – assicura -. Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine. Vediamo. Poi ci divertiamo”. Alla Procura di Roma ancora non sono arrivati atti. Non ci sono limiti di tempo per procedere sui casi di violenza da parte di pubblico ufficiale. Così la donna, indicata come V. nell’articolo, 52enne agente di commercio di vini di pregio, professionista autonoma, radici emiliane ma residente nel Sud Italia, può denunciare ora quanto ritiene sia avvenuto nel pomeriggio del 25 febbraio nell’ufficio del senatore, nell’edificio di San Luigi dei Francesi. È il loro primo incontro, lei è stata contattata dal carabiniere A.P. per una fornitura di bottiglie per l’inaugurazione della villa a Capri del parlamentare campano, collezionista di vini. Ma poi cestinerà l’ordinativo da 7mila euro. L’uomo, afferma nella denuncia, l’ha “costretta” all’atto sessuale “senza alcun consenso né espresso né implicito”. Dopo oltre un anno la querela. “Sono stata in terapia, ero sotto choc – spiega V. -. E ho avuto paura. Sono stata intimidita da un amico del senatore, un carabiniere anche suo lontano parente. Ha cercato di dissuadermi dal fare la querela”. “Se denunci, ti rovini la vita. Pensaci bene, i politici hanno un potere che neanche ti immagini. Se lo fai, non lavorerai più”, l’avvertimento che la donna dice di aver ricevuto da A.P. “in un anonimo bar di una zona industriale in Campania”. Letto l’articolo, Silvestro, 55 anni, imprenditore noto anche come “il principe della notte”, per l’azienda di famiglia colosso nel settore dei materassi, in mattinata è stato chiamato dalla capogruppo Stefania Craxi e si è confrontato con i suoi legali. È stupito e totalmente estraneo ai fatti, assicura l’avvocato Roberto Guida, spiegando che non ha ricevuto notizie di procedimenti a suo carico e, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. Pd, M5s, Avs e Iv, ferma restando la presunzione di innocenza, sottolineano la gravità delle accuse, e stigmatizzano anche le parole con cui si è difeso Silvestro. La dem Valeria Valente esorta la commissione Femminicidio a “interessarsi alla vicenda”. “Le indagini competono unicamente alla magistratura”, taglia corto la presidente della commissione, Martina Semenzato (Nm), secondo cui “la violenza sessuale è un reato gravissimo” ma “giudizi affrettati” danneggiano chi denuncia e chi è accusato. È l’unico esponente di centrodestra a esporsi. La carriera politica di Silvestro inizia nel 2000 nel suo Comune, Arzano (Napoli), si interrompe nel 2017 per la morte del figlio, e riprende nel 2020 con la candidatura alle Regionali, quando viene dichiarato ‘impresentabile’ per un’accusa di concussione poi archiviata. Dal 2022 è senatore, per cinque mesi in commissione Antimafia e poi presidente della bicamerale per le questioni regionali. Due anni fa viene nominato commissario provinciale di FI a Napoli, e poi eletto coordinatore. E tra i parlamentari c’è chi associa la storia della denuncia con le fibrillazioni nel partito in Campania.

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