di Erika Noschese
Un paradosso di transenne, degrado e promesse mancate che si trascina ormai da ben ventiquattro mesi. Era il 2024 quando la Giunta guidata dal sindaco Vincenzo Napoli deliberava con somma urgenza un intervento straordinario sulla rete fognaria di Torrione, uno dei quartieri più popolosi e congestionati di Salerno. Quella che doveva essere un’operazione rapida e risolutiva si è però trasformata nell’ennesima opera incompiuta della città. Ieri, varcando la soglia dei due anni esatti dall’apertura di quel cantiere fantasma situato nella strategica area di sosta tra via Bello e via Galloppo, i residenti hanno constatato per l’ennesima volta l’immobilità assoluta di una situazione che sta esasperando l’intero quartiere. L’area, originariamente adibita a parcheggio pubblico e vitale per la sosta delle vetture in una zona ad altissima densità abitativa, è stata recintata e sottratta alla cittadinanza con la promessa di una celere restituzione. La realtà odierna racconta purtroppo una storia completamente diversa. I lavori, formalmente affidati alla società Sistemi Salerno – Servizi Idrici Spa in qualità di soggetto realizzatore dell’intervento, non sono in verità mai partiti. Nessun operaio ha mai preso in mano un piccone, nessun mezzo meccanico ha mai scagliato il primo colpo sull’asfalto. L’unico risultato tangibile di quella delibera comunale è la sottrazione sistematica di decine di posti auto, un danno incalcolabile per la quotidianità dei salernitani che risiedono o lavorano nel comparto urbanistico compreso tra via Bello e via Galloppo. Nel corso di questi due anni, l’assenza di controlli e il totale abbandono del cantiere hanno generato un inevitabile effetto collaterale, trasformando lo slargo recintato in una vera e propria discarica a cielo aperto. Dietro le reti arancioni sbiadite dal sole e parzialmente divelte dal vento, si accumulano oggi rifiuti di ogni genere, sterpaglie incontrollate e detriti, che minano non solo il decoro urbano ma anche le condizioni igienico-sanitarie dell’intera area circostante. Una ferita aperta nel cuore di Torrione che testimonia la distanza tra l’atto burocratico e la sua effettiva esecuzione sul campo. Sulla vicenda è intervenuto con fermezza l’avvocato Sisto Gatto, fustigatore di una gestione amministrativa che ha lasciato in eredità un problema cronico alla nuova guida della città. Il legale ha voluto accendere nuovamente i riflettori su un disagio che non è più tollerabile, sottolineando come la privazione di un’area di sosta così rilevante incida in modo pesante e quotidiano sulla qualità della vita dei cittadini, costretti a interminabili giri nel traffico alla ricerca di un posteggio. Secondo il professionista salernitano, l’avvicendamento alla guida di Palazzo di Città deve rappresentare un punto di svolta e non un pretesto per l’oblio. La speranza, espressa chiaramente dall’avvocato Gatto, è che la nuova Amministrazione Comunale dimostri una necessaria continuità istituzionale, prendendo tempestivamente in carico quanto deliberato in precedenza dalla Giunta Napoli. Il nodo della questione resta legato all’efficacia dei sistemi di controllo sulle partecipate e sulla reale esecuzione delle opere pubbliche programmate. Il quartiere Torrione chiede risposte immediate e non è più disposto ad accettare giustificazioni legate a intoppi burocratici o passaggi di consegne tra vecchie e nuove compagini politiche. I residenti si domandano come sia possibile che un intervento qualificato come urgente nel 2024 sia rimasto congelato per ventiquattro mesi, senza che nessuno a Palazzo di Città o negli uffici di Sistemi Salerno si sia accorto del blocco o abbia provveduto a sollecitare l’inizio delle attività. La palla passa ora inderogabilmente ai nuovi inquilini del Comune di Salerno. L’auspicio della cittadinanza e delle opposizioni è che la nuova giunta di Vincenzo De Luca provveda a rispolverare i vecchi faldoni, verifichi le cause del blocco con la società idrica e sblocchi una situazione paradossale. In caso contrario, il rischio concreto è quello di veder consolidata l’ennesima discarica urbana, lasciando che il parcheggio tra via Bello e via Galloppo resti un monumento allo spreco di spazio pubblico e all’inefficienza amministrativa.
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