Il più giovane candidato in assoluto in mezzo alla carica dei 600 scesi in campo in queste elezioni, con i suoi 18 anni compiuti domenica scorsa. Guido Sessa, seppur minorenne, non ha esitato un istante ad offrire la propria disponibilità per questa chiamata alle urne, inserendosi nella lista “Prima Salerno” a sostegno del candidato sindaco Gherardo Maria Marenghi, in un centrodestra unito per giocarsi le chances di conquista di Palazzo di Città. Nel caso di specie non si è trattato di una incoscienza tipica dell’età: al contrario, è stata la consapevolezza di voler misurare non solo le proprie capacità, ma anche di fare una esperienza per apprendere l’arte di amministrare dai più esperti e, perché no, dire anche la sua e sorprendere gli altri candidati.
Domenica scorsa hai compiuto 18 anni. Come ci si sente ad essere il più giovane in assoluto in questa competizione elettorale?
“E’ sicuramente una grande emozione, ma anche una responsabilità importante. Lo vivo con entusiasmo e con tanta voglia di dimostrare che noi giovani non siamo soltanto il futuro, ma possiamo essere anche il presente. Credo che portare idee nuove, energia e un modo diverso di vedere le cose possa rappresentare un valore aggiunto. Allo stesso tempo, però, penso che la politica non debba diventare uno scontro tra generazioni: i giovani devono collaborare con chi ha più esperienza, perché soltanto dall’unione tra innovazione ed esperienza può nascere qualcosa di concreto per la città”.
Ci racconti come hai festeggiato i tuoi 18 anni? Hai lasciato da parte per un giorno gli impegni elettorali?
“Ho festeggiato i miei 18 anni in modo semplice, anche perché la gita scolastica è coincisa proprio con il mio compleanno, e quindi ho deciso di posticipare la festa vera e propria anche per poter festeggiare con i miei compagni di classe. Mi sono comunque ritagliato un momento per spegnere la mezzanotte con alcuni amici e poi ho passato il giorno del mio diciottesimo con la mia famiglia. Diciamo che ho staccato abbastanza per un giorno, ma non completamente, perché tra scuola e campagna elettorale gli impegni restano tanti. Resta però un traguardo importante che festeggerò meglio a breve con tutti”.
Cosa ti ha spinto a scendere in campo e perché a sostegno di Marenghi?
“La scelta di scendere in campo nasce dall’amore per la mia città e dalla volontà di dare un contributo concreto. Ho sempre pensato che amare davvero il proprio territorio significhi anche assumersi la responsabilità di provare a migliorarlo. Ho deciso di sostenere Marenghi perché credo sia una persona seria, concreta e vicina ai cittadini. Mi riconosco nel suo modo di fare politica, basato sull’ascolto e sulla presenza costante tra la gente. Più che alle persone, però, io mi ispiro agli ideali: le figure possono cambiare nel tempo, mentre i valori restano. Cerco sempre di essere coerente con ciò in cui credo, perché penso che la politica abbia bisogno soprattutto di autenticità”.
Come ti organizzerai in questi ultimi 3 giorni prima della chiamata alle urne?
“Saranno tre giorni molto intensi. Continuerò a stare tra la gente, ad ascoltare i cittadini e a confrontarmi soprattutto con tanti ragazzi della mia età. Credo che il contatto diretto sia la parte più importante della politica, perché permette di capire davvero le esigenze delle persone. In queste ultime ore voglio continuare a trasmettere entusiasmo e dimostrare che dietro la mia candidatura non c’è improvvisazione, ma impegno quotidiano. L’impegno cittadino, secondo me, non comincia con una candidatura e non finisce con lo spoglio delle urne: è una costante della vita quotidiana, qualcosa che cerco di dimostrare ogni giorno sia come candidato sia come semplice cittadino”.
Cosa vuoi dire ai tuoi elettori per chiedere di preferirti? Un tuo pronostico su queste elezioni?
“Ai miei elettori voglio dire di avere fiducia e di credere nella possibilità concreta di cambiare la nostra città. Io non mi ispiro a singole persone, ma agli ideali: cerco di essere coerente con ciò in cui credo, perché penso che la politica debba essere fatta di autenticità e continuità. L’impegno civico, infatti, non comincia con una candidatura e non finisce con lo spoglio delle urne, ma è una costante della vita quotidiana, che cerco di portare avanti sia come candidato sia come cittadino. Voglio essere soprattutto un portavoce di tutti quei ragazzi che oggi non si sentono rappresentati dalle istituzioni: i giovani non devono essere trattati come spettatori passivi, ma come parte attiva della comunità, con idee e proposte concrete. Non credo in una sostituzione tra generazioni, ma in una collaborazione tra esperienza e innovazione, tra chi ha già un percorso alle spalle e chi porta nuove energie e nuove idee. Per quanto riguarda il pronostico, è chiaro che chi ha governato questa città per molti, forse troppi anni, sia in maniera diretta che indiretta, parte da una posizione di vantaggio e che la presenza di tanti candidati sindaci finisca per rafforzare chi ha già un elettorato solido e strutturato. Però noi ci crediamo, altrimenti non saremmo qui: crediamo nel cambiamento e nei salernitani, e fino a quando non sarà la matematica a dirci il contrario continueremo a credere nella vittoria e nella possibilità concreta di cambiare la città”. La determinazione tipica di un veterano: Guido Sessa c’è e in questi ultimi giorni di incontri elettorali vorrà gridarlo a gran voce, con entusiasmo, aspirazioni e voglia di fare bene per la sua Salerno.
Mario Rinaldi
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