Pagani. Il saluto dei tifosi a Francesco Sessa

Pagani. Rientrata a Pagani la salma di Francesco Sessa, il pizzaiolo di 35 anni ucciso con una coltellata al torace il 28 aprile scorso ad Ibiza dove prestava la sua opera presso la pizzeria “”Pummarola”.  Per quel delitto unico indagato il 45enne originario di Avellino Annibale Damiano rinchiuso in carcere alle Baleari. La salma di Sessa e arrivata a Capodichino nel pomeriggio, poi il trasferimento nella sua Pagani dove si sono svolte le esequie presso la Basilica di Sant’Alfonso alla presenza di tantissima gente che si è stretta intorno alla famiglia. Lacrime, commozione. Rabbia e incredulità. Le maglie di più tifoserie e un silenzio carico di emozione hanno accompagnato l’ultimo saluto a  “Franco” Sessa: c’erano rappresentanze dei tifosi di Frosinone, Cavese e Nocerina. Rito funebre officiato  da padre Francesco Ansalone, parroco di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, e da don Giuseppe Pironti. “La vita eterna ci dice che è valsa la pena per Francesco vivere, per il suo sorriso, la sua bontà”, ha detto don Pironti. . Chiesa gremita in ogni ordine di posto, con fedeli presenti anche nel sagrato e nella piazza antistante. Nel suo intervento, don Pironti ha invitato a “togliere dal cuore la rabbia per fare spazio all’incontro»” ricordando come il dolore lasci comunque una ferita profonda e difficile da colmare: “Non è giusto, queste cose non devono accadere”.  Al termine della celebrazione, il feretro ha lasciato la Basilica tra un lungo applauso e il coro dei tifosi: “Francesco sempre con noi”. All’esterno, il lancio di palloncini bianchi e i fumogeni accesi dalla curva nord della Paganese hanno accompagnato un ultimo saluto. Il corteo funebre ha poi raggiunto il  piazzale , antistante lo stadio “Torre”, dove in tanti hanno atteso il passaggio del feretro per un ultimo momento di raccoglimento prima del trasferimento al cimitero dove la sua salma sarà tumulata nella mattinata di oggi. Intanto a Ibiza la Guardia Civl sta cercando ancora i riscontri sulle dichiarazioni di colleghi, datore di lavoro e testimoni che scagionerebbero l’unico indagato dietro le sbarre da quasi due settimane.

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