Altro che Iran, la vera minaccia per Trump è l’aumento del costo della vita

Prima di salire sull’Air Force One diretto a Pechino, Donald Trump ha messo in chiaro di non essere preoccupato «nemmeno un po’» dell’inflazione cresciuta più delle attese e dei prezzi della benzina schizzati alle stelle (almeno per gli standard Usa), dicendosi convinto che tutto tornerà alla normalità una volta terminata la guerra contro l’Iran. Sarà. Ma i fatti dicono che il presidente americano è volato da Xi Jinping in un periodo di crisi economica tra i più cupi della sua permanenza alla Casa Bianca, con un Paese duramente colpito dall’aumento del costo della vita. Una minaccia gravissima in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, ben più del nucleare di Teheran.

Altro che Iran, la vera minaccia per Trump è l’aumento del costo della vita
La corsia di un supermarket Walmart negli Usa (Ansa).

I prezzi stanno crescendo più degli stipendi

Secondo il Bureau of Labour Statistics, i prezzi al consumo hanno registrato nel mese di aprile un aumento dello 0,4 per cento su base mensile, superiore al +0,3 stimato dal mercato, dopo il +0,2 di marzo. Su base annua, l’inflazione è arrivata al 3,8 per cento: per la prima volta in tre anni, i prezzi stanno crescendo più velocemente dei salari (cresciuti del 3,6 per cento), annullando i guadagni in termini di potere d’acquisto reale.

Negli Usa è salita alle stelle persino la benzina

Il prezzo medio della benzina è ora vicino a 4,50 dollari al gallone, che equivale a 3,7 litri. Costo che sarebbe ottimo per gli italiani, ma non per gli statunitensi, che un anno fa per un gallone pagavano 3,14 dollari. Per alleviare la pressione sugli automobilisti, Trump sta valutando una sospensione temporanea della tassa federale sulla benzina.

Altro che Iran, la vera minaccia per Trump è l’aumento del costo della vita
I prezzi della benzina a un distributore negli Usa (Ansa).

Il debito delle famiglie ha raggiunto il massimo storico

Secondo i nuovi dati pubblicati dalla Federal Reserve, il debito delle famiglie statunitensi, che si affidano sempre più a carte di credito e prestiti per assorbire l’aumento dei costi, ha raggiunto il massimo storico di 18.800 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2026. Axios scrive che gli americani hanno subito un aumento dei prezzi al consumo di quasi il 30 per cento dal 2020, cioè dall’inizio della pandemia di Covid: un costo cumulativo che non si è mai completamente riassorbito. E a marzo il tasso di risparmio personale è sceso al 3,6 per cento: si tratta del livello più basso dal 2022, dovuto al fatto che le famiglie a basso reddito hanno utilizzato i propri risparmi per coprire le spese essenziali.

Altro che Iran, la vera minaccia per Trump è l’aumento del costo della vita
La Federal Reserve (Imagoeconomica).

L’accelerata del debito pubblico dal suo ritorno al potere

A questo si aggiunge un debito pubblico federale che supera i 39 mila miliardi di dollari (oltre il 120 per cento del Pil, che va detto è in aumento). Un debito enorme lasciato in buona parte dall’Amministrazione Biden e dovuto alla crisi pandemica, certo. Ma con il ritorno alla Casa Bianca di Trump c’è stata un’accelerata senza precedenti del ritmo dell’indebitamento. Insomma, la credibilità economica degli Stati Uniti, promessa centrale del ritorno al potere di The Donald, sta crollando.

Altro che Iran, la vera minaccia per Trump è l’aumento del costo della vita
Donald Trump (Ansa).

Per due terzi degli americani il Paese è «fuori controllo»

Un nuovo sondaggio della Cnn ha rilevato che il 70 per cento degli americani disapprova la politica economica di Trump: il dato non aveva mai superato il 50 per cento durante il suo primo mandato, nemmeno in tempo di Covid. E il 77 per cento degli intervistati, inclusa la maggioranza dei repubblicani, ritiene che le politiche di Trump abbiano fatto aumentare il costo della vita. Un’indagine YouGov/Economist ha invece rilevato che due terzi degli americani ormai considerano il Paese «fuori controllo». Secondo i sondaggisti di AtlasIntel, i democratici alle midterm potrebbero prendersi il 55 per cento dei seggi alla Camera.

Altro che Iran, la vera minaccia per Trump è l’aumento del costo della vita
Donald Trump (Ansa).

La strategia di Trump tra rassicurazioni e misure d’emergenza

Oltre ad appoggiare la sospensione della tassa federale sulla benzina, misura di emergenza solitamente riservata ai periodi di grave crisi per i consumatori, Trump ha inoltre esortato il Congresso ad approvare il disegno di legge bipartisan 21st Century ROAD to Housing Act, che mira a ridurre i costi abitativi, incentivare lo sviluppo edilizio e vietare ai grandi investitori di Wall Street di acquistare abitazioni unifamiliari. Un modo per strizzare l’occhio a tutto l’elettorato: l’accessibilità economica degli alloggi, un elemento centrale dell’American dream, negli ultimi anni è diventata una chimera a causa di tassi ipotecari elevati e prezzi delle case saliti alle stelle. «Con la normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz, gli americani vedranno nuovamente crollare i prezzi della benzina, crescere i salari reali, rallentare l’inflazione e continuare ad affluire trilioni di investimenti», ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Kush Desai, sottolineando che Trump «era stato chiaro riguardo ai disagi a breve termine derivanti dall’operazione Epic Fury». Basteranno una manciata di rassicurazioni e qualche misura d’emergenza a salvare Trump e i seggi del Grand Old Party al Congresso?