Elisabetta Barone: Biblioteca comunale nell’ex Ostello della Gioventù”

di Erika Noschese

Una biblioteca comunale nell’ex Ostello della Gioventù e l’apertura serale della biblioteca digitale di Palazzo Fruscione: sono queste due delle proposte lanciate da Elisabetta Barone, candidata alla carica di sindaca della città di Salerno. La già consigliera comunale, ieri mattina, presso lo studio Armando Cerzosimo di via Giovanni da Procida, nel cuore del centro storico, ha presentato il programma di governo e la lista “Semplice Salerno” che l’accompagnerà in questa nuova avventura. «Una lista composta da 32 cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco per rinnovare la nostra città. Abbiamo bisogno di tornare a essere dinamici, di restituire a Salerno la vitalità che le appartiene: identità, orgoglio, bellezza, trasparenza e attrattività. Solo così potremo attirare imprenditori che non vogliano semplicemente sfruttare il territorio, ma contribuire a costruire un futuro significativo insieme alla comunità», ha dichiarato la candidata sindaca. Nel corso della conferenza stampa, Barone ha spiegato i motivi alla base della sua candidatura: una decisione assunta con l’obiettivo di riattivare il dialogo politico e stimolare una discussione aperta e trasparente tra cittadini, categorie e pubblica amministrazione, per costruire una nuova strategia per Salerno. Una candidatura che nasce dall’esigenza di dare una risposta ai salernitani, che da tempo avvertono come la città stia vivendo una fase di profonda crisi identitaria. «“Semplice” non significa banale, ma essenziale. Non abbiamo più bisogno di figure narcisistiche che utilizzino la città come palcoscenico e i cittadini come sudditi. Abbiamo bisogno di concretezza», ha aggiunto. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare l’ampio programma amministrativo per Salerno. Dieci i punti su cui si fonda il progetto per un’idea diversa di governo della città: partecipazione e trasparenza amministrativa; recupero del patrimonio storico e stop al consumo di suolo; mobilità, sviluppo e infrastrutture strategiche; società partecipate; bilancio; turismo, cultura e lavoro di qualità; scuola e formazione; politiche sociali e lotta all’emarginazione; sanità e salute; sicurezza, legalità e vivibilità dei quartieri. «Abbiamo bisogno di rimettere in moto la macchina amministrativa affinché gli uffici siano efficienti e non ostacolino l’attuazione degli indirizzi politici del Consiglio comunale. Il tema del bilancio, poi, è essenziale: dobbiamo recuperare risorse ed evitare sprechi che spesso si annidano nei rivoli delle società partecipate e in consulenze più o meno fittizie. Infine, è fondamentale recuperare gli spazi pubblici e restituirli ai giovani e ai meno giovani, perché non possono essere chiusi o sottratti alla collettività», ha spiegato. Ampia attenzione sarà dedicata anche alla gestione dei beni comunali: «Abbiamo un ostello della gioventù chiuso da anni: il piano terra di quella struttura potrebbe diventare la sede della biblioteca comunale, in collegamento con la biblioteca digitale di Palazzo Fruscione, che deve essere resa immediatamente disponibile e fruibile per tutti i cittadini. È fondamentale prevedere anche aperture serali, almeno in alcuni giorni del mese, per offrire spazi vivi e accessibili – ha aggiunto –. Tutto questo serve a rivitalizzare un centro storico che, ormai, rischia di trasformarsi in un dormitorio, considerando che gran parte degli edifici è occupata da B&B che ospitano turisti spesso di passaggio. È quindi urgente riaprire nel centro storico spazi di partecipazione, cultura e vita condivisa: un’esigenza non più rinviabile». «Bisogna partire dalla ristrutturazione della macchina amministrativa. Serve rendere gli uffici più efficienti, evitare sovrapposizioni e duplicazioni di ruoli, superare situazioni in cui più dirigenti si occupano delle stesse materie. Abbiamo bisogno di una struttura amministrativa efficace, moderna e produttiva, capace di dare attuazione concreta e tempestiva a idee, progetti e programmi per il rinnovamento della città. Non possiamo restare fermi al 1993: è il momento di guardare avanti e costruire una Salerno più funzionale, aperta e proiettata nel futuro». Infine, la presentazione della squadra: «Una squadra di cittadini che non hanno dimestichezza con pratiche distorte della politica e che vogliono mettere a disposizione la propria professionalità, il proprio entusiasmo e le proprie competenze, affinché questa città possa ripartire, rinascere e tornare a essere bella, attrattiva e interessante per tutti», ha concluso Elisabetta Barone.

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