Nessy Guerra, cittadina italiana originaria di Sanremo, madre di una bambina di tre anni, è stata condannata in Appello da un tribunale egiziano a sei mesi di carcere con l’accusa di adulterio. A denunciarla era stato l’ex marito, Tamer Hamouda, italo-egiziano. «Sono sconvolta, non me l’aspettavo. Ho paura di finire in carcere qui e temo di perdere la mia bambina. Sto solo cercando di proteggerla e di scappare da un uomo violento. Aiutatemi», ha detto Guerra in un’intervista al Corriere. «Nel luglio del 2024 ho divorziato da Tamer e lui non l’ha accettato. Mi ha denunciato per rapimento di minore, poi per avergli svuotato la casa e i conti in banca, accuse tutte archiviate». L’ultima è quella di adulterio, reato che in Egitto comporta il carcere. «Uno di questi presunti amanti ha negato tutto e ha detto di aver ricevuto minacce morali e psicologiche da parte del mio ex marito, eppure sono stata condannata lo stesso». Nella sentenza di primo grado, i giudici avevano richiamato una dichiarazione acquisita agli atti e ritenuta attendibile, nella quale un uomo ammetteva di aver avuto rapporti sessuali con lei nel marzo 2024. Elemento che il tribunale ha considerato decisivo per la condanna. Fra due settimane arriveranno anche le motivazioni della conferma in Appello, mentre lei vive con la paura di essere arrestata.
L’uomo è stato condannato in Italia per stalking, lesioni e maltrattamenti
«Ho interrotto la relazione anche per lei perché lui era violento, aveva manie di persecuzione e grazie alla mia avvocata ho scoperto che Hamouda è stato condannato in Italia per stalking, lesioni e maltrattamenti nei confronti di una precedente compagna. Il nostro Paese per tre volte ha chiesto l’estradizione, l’ultima volta a settembre scorso, ma non gli è stata concessa», ha aggiunto Nessy, che per paura è costretta a vivere in luoghi segreti e a cambiare spesso appartamento. La Farnesina ha reso noto che sta seguendo il caso: «È stato ripetutamente posto all’attenzione delle autorità egiziane dall’ambasciatore d’Italia al Cairo e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ne ha discusso con il collega egiziano Badr Abdelatty».
