Salerno. Braccialetti anti-sostanze nei drink

Braccialetti reattivi che cambiano colore in presenza di sostanze alteranti nei drink: è il progetto promosso da La Crisalide in Rete APS, insieme ai Centri Antiviolenza gestiti dall’ente, al Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, all’Ordine dei Farmacisti di Salerno, alla rete territoriale e al Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL Salerno, con l’obiettivo di tutelare giovani e giovanissimi. Il progetto «Io mi proteggo – Braccialetti che proteggono, voci che contano» prevede, appunto, l’utilizzo di braccialetti reattivi capaci di cambiare colore in presenza di sostanze alteranti nei drink, affiancati da laboratori scolastici, Safe Corner durante gli eventi, percorsi di formazione per adulti e una chat anonima gestita da professioniste dei CAV. Un’iniziativa che afferma un principio semplice: la sicurezza non limita la libertà, ma la rende possibile. È prevista anche una campagna di sensibilizzazione, in coprogettazione con il Comando provinciale dei Carabinieri, su tutto il territorio della provincia di Salerno, che coinvolgerà non solo le scuole ma anche i luoghi della movida frequentati dai più giovani: un modo concreto per sensibilizzare e prevenire. «Il progetto “Io mi proteggo” è frutto di un percorso di monitoraggio sul territorio, ma anche delle segnalazioni raccolte dai nostri centri antiviolenza — ha dichiarato Roberta Bolettieri, presidente dell’associazione e responsabile del CAV Febe —. Non seguiamo solo donne adulte: abbiamo spostato il focus anche sulle giovani donne e sugli adolescenti. Sempre più spesso riceviamo segnalazioni, anche attraverso chat anonime, di ragazzi e ragazze che, in contesti di socialità, si sono trovati in situazioni di vulnerabilità». La presidente ha inoltre sottolineato che il progetto prevede «una serie di iniziative nei prossimi dodici mesi che coinvolgono non solo i centri antiviolenza e la parrocchia San Giuseppe Lavoratore, ma anche il Comando provinciale dei Carabinieri e il Dipartimento Dipendenze dell’ASL di Salerno. Il nostro obiettivo è fare prevenzione tra i più giovani, attraverso corner informativi e presìdi nei locali e negli eventi, offrendo strumenti che non creano allarmismo ma aumentano la sicurezza. Questi braccialetti consentono di verificare eventuali alterazioni nelle bevande e aiutano i giovanissimi e le giovani donne a vivere le serate in modo più consapevole». Fondamentale anche il sostegno di Don Nello Senatore, parroco e direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno: «Si tratta di un obiettivo importante: mettere la donna al centro dell’attenzione è fondamentale, soprattutto in un momento storico complesso. Da un lato assistiamo a un’ampia riflessione sul femminicidio, dall’altro i casi continuano ad aumentare: un paradosso che deve far riflettere». Il contributo dell’Arma dei Carabinieri resta centrale. «Noi abbiamo una duplice funzione: preventiva e repressiva sul territorio. Sull’attività preventiva investiamo moltissimo, cercando ogni possibile soluzione per evitare che i reati vengano commessi», ha spiegato il maggiore Antonio Corvino. Come evidenziato dalla dottoressa Antonietta Grandinetti, è ancora difficile avere dati certi su questo fenomeno: «C’è molto sommerso, molta paura e vergogna. Intervenire con progetti di sensibilizzazione è il primo passo per far emergere il problema». La dirigente ha ricordato come il Dipartimento abbia rafforzato l’attenzione verso le pazienti donne, soprattutto in relazione all’uso di sostanze e ai comportamenti a rischio, attivando anche un ambulatorio per le malattie sessualmente trasmissibili e infettive, aperto a tutta la popolazione, e promuovendo azioni di prevenzione rivolte ai più giovani. «L’ultimo rapporto del Ministero della Salute — ha aggiunto — evidenzia come ragazzi tra gli 11 e i 16 anni siano sempre più esposti a dipendenze comportamentali, come l’uso eccessivo di cellulari e piattaforme online, che possono portare a forme di isolamento sociale. Strumenti che non vanno demonizzati, ma certamente monitorati». Infine, Aldo Addesso, consigliere dell’Ordine dei Farmacisti di Salerno, ha spiegato il funzionamento dei dispositivi: «Il braccialetto, realizzato in carta reattiva, è in grado di riconoscere sostanze con effetto sedativo, tra cui quelle comunemente note come “droga dello stupro”. A contatto con il liquido della bevanda cambia colore in presenza di sostanze stupefacenti, offrendo così un primo strumento di prevenzione». er.no

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