Dopo giorni di proclami in senso contrario, Donald Trump ha esteso il cessate il fuoco con l’Iran, in scadenza oggi, fino al momento in cui arriverà una proposta dalla Repubblica Islamica e «le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro». In questo contesto, il viaggio del vice JD Vance a Islamabad – inizialmente dato solo come sospeso – è stato «rinviato a tempo indeterminato», scrive Axios citando fonti di Washington. Resta intanto in vigore il blocco navale Usa.

Il consigliere di Ghalibaf: «La proroga della tregua è una trappola»
«La proroga del cessate il fuoco è certamente uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa», ha dichiarato Mahdi Mohammadi, consigliere di Mohammad Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore. Quest’ultimo, però, ha fatto sapere di non condividere questa osservazione. «In qualità di presidente dell’Assemblea Consultiva Islamica, il signor Ghalibaf si avvale della consulenza di stimati esperti in ambito culturale, economico, sociale, politico e in altri settori, dalle cui opinioni trae sempre beneficio. Tuttavia, le opinioni espresse da questi consulenti, che è loro naturale diritto, non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale del signor Ghalibaf», ha dichiarato un alto funzionario del parlamento all’agenzia Tasnim.
Trump: «Senza blocco navale non ci sarebbe mai un accordo»
Dopo la proroga della tregua, Trump ha scritto di Truth di non aver intenzione di togliere il blocco navale nello Stretto di Hormuz, perché questo impedirebbe un accordo: «L’Iran lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!) […] Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendomi: “Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente”. Ma se lo facessimo, non ci sarebbe mai un accordo con l’Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!». Teheran ha chiarito che i negoziati potranno iniziare dopo la revoca del blocco navale, aggiungendo che, in ogni caso, non intende trattare con gli Stati Uniti dei suoi programmi nucleare e missilistico. Secondo Axios, uno dei motivi che hanno spinto Trump a prorogare la tregua è che Stati Uniti e il mediatore Pakistan si aspettano che il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, risponda oggi all’ultima proposta di Washington.

Per le Nazioni Unite è un «passo importante verso la de-escalation»
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha accolto con favore la decisione di Trump di estendere il cessate il fuoco con Teheran. «Questo è un passo importante verso la de-escalation e la creazione di uno spazio cruciale per la diplomazia e la costruzione della fiducia tra Iran e Stati Uniti». L’ambasciata di Teheran presso l’Onu ha però condannato gli Usa per una condotta che presenta «i tratti distintivi della pirateria», dopo che le forze americane hanno attaccato nel Mar d’Oman una nave mercantile iraniana. Successivamente, una nave pasdaran ha colpito una portacontainer al largo dell’Oman.
I pasdaran tornano a minacciare i Paesi del Golfo Persico
Intanto, però, i Guardiani della rivoluzione hanno aggiornato la lista dei possibili obiettivi nel Golfo Persico, nel caso dovesse riprendere la guerra: non più siti militari Usa, ma impianti di produzione energetica. Tra essi giacimenti petroliferi e raffinerie in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein e Qatar. «Se i Paesi confinanti a sud consentiranno ai nemici di utilizzare il loro territorio e le loro strutture per attaccare il popolo iraniano, dovranno dire addio alla produzione petrolifera in Medio Oriente», ha avvertito il generale Seyyed Majid Mousavi, comandante della forza aerospaziale dei pasdaran.
