Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti

Una manifestazione per chiedere «pace e sicurezza» e dare la sveglia all’Europa affinché permetta ai singoli Stati di agire con sostegni economici per imprese e famiglie prima che sia troppo tardi. La Lega scende in piazza per la prima grande manifestazione da quando è al governo.

Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti
Matteo Salvini a un gazebo della Lega (Imagoeconomica).

A Milano tornano anche i trattori

Il partito di Matteo Salvini rincorre l’eco del passato. In piazza Duomo a Milano con i Patrioti europei, “Senza paura” cerca di replicare le grandi manifestazioni degli anni scorsi, come quella del 2014, “Stop invasione”, sempre nel capoluogo lombardo, contro il governo Renzi, l’operazione Mare nostrum e l’immigrazione irregolare. Oppure quella del febbraio 2015 a Roma, sempre contro Renzi, per la prima volta insieme con CasaPound. O ancora l’8 dicembre del 2018, “L’Italia rialza la testa”, nella Capitale, per celebrare i successi del governo con i 5 stelle. E la più nota, quella della chiusura della campagna elettorale delle Europee del 2019, con il giuramento di Salvini sul Vangelo davanti a un’affollata piazza Duomo milanese. Il tragitto è sempre lo stesso: si parte da piazza Oberdan alle porte dell’area C e si arriva sotto la Madonnina. Tornano persino i trattori (20 ne ha annunciati Salvini) con gli agricoltori, azzoppati dal caro energia, ad aprire e chiudere il corteo.

Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti
Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti
Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti

È scattata l’operazione riempi-piazza

«Ma altro che trattori», è lo sfogo di un big che interpreta il sentimento di segretari regionali, provinciali e tutti gli eletti, martellati da settimane. «Qui per far ‘schiodare’ la gente da casa ci servivano le gru», aggiunge. «Sarà per la guerra e perché la gente fa fatica ad arrivare alla fine del mese, ma mai avevo incontrato così tante resistenze a partecipare tra i nostri». Da settimane il tam tam di via Bellerio è assillante: Salvini chiama, chiede, pretende un censimento accurato di chi sarà presente. Il partito certo non è arrivato con le gru, ma ha messo a disposizione centinaia di pullman gratuiti da tutte le province. La macchina si è messa in moto soprattutto al Nord. E il segretario non si è risparmiato, impegnandosi nelle ultime ore prima della manifestazione in un tour de force di interviste a radio e tv.

Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti
Matteo Salvini durante una conferenza stampa in via Bellerio (Imagoeconomica).

Il momento no dell’internazionale sovranista

Il risultato di questa campagna dovrebbe portare a un afflusso di almeno 5.000 persone in piazza, è stato calcolato dalla Lega. Insomma, non un pienone (piazza Duomo contiene 10 mila persone) ma, viste le premesse, per i leghisti sarebbe una sfida vinta. Anche perché non è facile organizzare manifestazioni di questo tipo quando si è al governo, e non all’opposizione, soprattutto quando ci sono due guerre in corso, è il commento generale. Se poi sul palco si alterna l’internazionale sovranista, che, con Donald Trump, ha portato a questo caos, la manifestazione leghista sembra quasi un miracolo.

Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti
Matteo Salvini durante una conferenza stampa in via Bellerio (Imagoeconomica).

Dal Veneto di Stefani scarseggiano le adesioni

E forse lo è se si origlia alle porte delle stanze del partito. Per esempio, c’è chi fa notare che dal Piemonte dovrebbero arrivare circa 500 militanti. Più del doppio le presenze dalla Lombardia. E dal Veneto? Ecco, dalla Regione presieduta dal pupillo di Salvini, Alberto Stefani, fino a pochi giorni fa le adesioni arrivate erano solo 300. Uno scandalo per i leghisti non veneti. Se ne sarebbe lamentato anche il segretario.

Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani (Ansa).

Quel sospetto di boicottaggio interno…

E poi c’è quella storia della “squadra di controllo” che avrebbe messo su la fronda anti-Romeo in Lombardia. I tre componenti del team avrebbero proceduto a un lungo giro di telefonate ai militanti lombardi per verificare la loro presenza o i motivi dell’eventuale assenza alla manifestazione. Telefonate già fatte dai segretari provinciali e da quello regionale, il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo. Di cui evidentemente non si fidano. Non è chiaro se l’operazione ‘Stasi’ sia stata ispirata da Salvini o sia autonoma. Nel primo caso sarebbe grave se il segretario avesse pensato che qualcuno in Lombardia stia remando contro di lui tanto da cercare di boicottare la manifestazione. Ma queste ormai sono storie di ordinario veleno in via Bellerio.

Salvini porta la Lega in piazza Duomo tra pullman, trattori e sospetti
Massimiliano Romeo (Imagoeconomica).