Battipaglia: Pazienti sedati e abbandonati tra rifiuti speciali

Un esposto formale per gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie presso l’Unità Operativa Uosd di Gastroenterologia del presidio ospedaliero di Battipaglia è stato presentato ai Carabinieri nella giornata di ieri. La denuncia, ratificata presso la locale Stazione dell’Arma, punta il dito contro la Direzione Sanitaria e i responsabili del reparto per la gestione dei pazienti sottoposti a esami endoscopici. Il documento, ora al vaglio della Procura della Repubblica di Salerno e del Comando Carabinieri NAS, descrive una situazione di estremo pericolo per l’incolumità pubblica, supportata da documentazione fotografica che ritrae persone sedate in contesti degradanti. Secondo quanto emerge dall’istanza, la struttura presenterebbe irregolarità sistemiche nella gestione del paziente sottoposto a esami di endoscopia gastrica o colonscopia. Il reparto risulterebbe totalmente privo di una Recovery Room, ovvero un’area dedicata all’assistenza post-esame e al recupero post-anestesiologico. Questa mancanza violerebbe le normative vigenti che classificano tale unità operativa come un ambiente critico, dove la sicurezza deve essere garantita attraverso un monitoraggio costante dopo procedure eseguite in sedazione cosciente o profonda. La normativa richiamata nell’esposto prevede che ogni posto letto sia dotato di strumentazione multiparametrica per il controllo dell’attività cardiaca (Ecg), della saturazione di ossigeno e della pressione arteriosa, oltre a sistemi di ossigenoterapia con maschere e flussometri, aspiratori e defibrillatori con carrello di emergenza nelle immediate vicinanze. Al contrario, presso l’ospedale di Battipaglia, la cosiddetta sala risveglio sarebbe stata ricavata in modo del tutto improprio all’interno di un corridoio, risultando sprovvista di qualsiasi attrezzatura salvavita necessaria a gestire eventuali crisi respiratorie o cardiache post-operatorie. Il quadro delineato descrive una gestione definita come un angusto parcheggio abusivo di barelle, dove i pazienti ancora sedati resterebbero in attesa dei barellieri per il rientro negli ospedali di provenienza o nei reparti interni del presidio ospedaliero. In questo lasso di tempo, i degenti risulterebbero privi di assistenza poiché il personale resterebbe impegnato all’interno degli ambulatori per seguire gli esami in corso, lasciando i soggetti vulnerabili in uno stato di sostanziale abbandono. Particolarmente grave è la segnalazione riguardante l’igiene dei luoghi: i pazienti verrebbero lasciati tra contenitori di rifiuti speciali e biancheria sporca, in un ambiente giudicato assolutamente inadeguato e definito con toni durissimi come “da terzo mondo”. L’esposto evidenzia inoltre una presunta violazione delle procedure cliniche di sicurezza, segnalando che circa il 50% dei pazienti lascerebbe la struttura ancora con l’ago-cannula inserito in vena, contravvenendo alle rigide disposizioni in materia di dimissioni protette. La collocazione della zona di sosta nel corridoio, lontana dalle sale endoscopiche, impedirebbe inoltre un trasferimento rapido e sicuro del paziente o l’intervento tempestivo del medico in caso di complicanze improvvise. Per tali ragioni, è stata richiesta formalmente la punizione dei responsabili, invocando l’intervento della magistratura per accertare le responsabilità penali legate a quello che viene definito un grave caso di mala sanità dovuto a carenze strutturali. La denuncia si conclude con la richiesta di essere avvisati in caso di eventuale richiesta di archiviazione, ai sensi dell’articolo 408 del Codice di Procedura Penale, segno della ferma volontà di seguire l’iter giudiziario fino all’accertamento della verità. Le autorità dovranno ora verificare la corrispondenza tra quanto esposto nel verbale e lo stato reale dei luoghi, valutando se le immagini allegate, che mostrano un paziente barellato accanto a rifiuti speciali senza alcuno strumento di monitoraggio, rappresentino una prassi consolidata o un episodio isolato. La vicenda pone interrogativi urgenti sulla sicurezza dei protocolli sanitari adottati nel presidio di Battipaglia e sulla vigilanza esercitata dagli organi di direzione strategica sulla tutela della salute dei cittadini.

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