La Nazionale femminile di calcio iraniana ha scelto di non cantare l’inno della Repubblica Islamica prima della partita d’esordio in Coppa d’Asia contro la Corea del Sud. Cantare l’inno, ovviamente, non è obbligatorio. Ma in questo modo le calciatrici hanno deciso di protestare platealmente contro il regime, mentre sugli spalti alcuni tifosi sventolavano la bandiera iraniana pre-rivoluzionaria.
SILENCE. Les joueuses de l’équipe féminine de football d’#Iran n’ont pas chanté lundi 2 mars 2026 l’hymne de la République islamique lors du match du Championnat d’Asie 2026 contre la Corée du Sud. pic.twitter.com/59dYWhYaoD
— Armin Arefi (@arminarefi) March 3, 2026
La scelta di non cantare l’inno ricalca quella presa dalla Nazionale maschile durante i Mondiali del 2022. Prima e dopo la gara, l’allenatrice dell’Iran Marziyeh Jafari e le calciatrici si sono rifiutate di commentare sulla guerra e sulla morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Per la cronaca, l’Iran ha perso 3-0 nella partita d’esordio in Coppa d’Asia, che si sta svolgendo in Australia.





