Dal nostro inviato
SANREMO. “Perché Sanremo è Sanremo.” La frase simbolo della storia del Festival risuona come una dedica naturale a Pippo Baudo, volto iconico di edizioni che hanno segnato generazioni. L’apertura della 76ª edizione del Festival di Sanremo si carica così di memoria e continuità, un ponte ideale tra passato e presente. Si alza il sipario sul Teatro Ariston e la sensazione è chiara fin dai primi minuti: meno sovrastrutture, più musica. Alla guida Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e dalla presenza internazionale di Can Yaman. Ritmo serrato, conduzione essenziale, centralità assoluta dei trenta artisti in gara. I primi cinque secondo la Sala Stampa La classifica della prima serata, votata esclusivamente dalla Sala Stampa, vede nei primi cinque (in ordine casuale): ● Serena Brancale ● Arisa ● Fedez & Masini ● Fulminacci ● Ditonellapiaga Una top five che premia identità forti e interpretazioni solide. Il momento memoria: Gianna Pratesi Tra i passaggi più significativi, l’omaggio a Gianna Pratesi, figura simbolo di impegno civile. Una vita tra Chiavari e la Scozia, tra le prime donne italiane a votare nel referendum del 2 giugno 1946. Il suo percorso artistico,canto, pianoforte, pittura diventa racconto di emancipazione. Un momento sobrio, ma di forte valore simbolico. L’inchino di Can Yaman a Kabir Bedi: “Essere Sandokan è una responsabilità” Arriva Kabir Bedi, storico interprete di Sandokan, l’eroe nato dalla penna di Emilio Salgari. L’attore, che interpretò il ruolo di protagonista nella serie tv targata Rai del 1976, si confronta con Can Yaman sulla responsabilità di dare vita a “un personaggio positivo e combattivo”. E, commentando il filmato della tigre della Malesia, Bedi lancia un messaggio animalista: “Oggi dobbiamo preservare le tigri, non ucciderle”. I look più iconici La moda si conferma linguaggio parallelo alla musica. Arisa in Des_Phemmes con scarpe Casadei: silhouette strutturata e presenza scenica potente. Fulminacci in AMI Paris: tailoring morbido e minimalismo sofisticato. Michele Bravi in Antonio Marras: volumi fluidi e poetici, eleganza teatrale. Laura Pausini in Giorgio Armani: abito luminoso, silhouette avvolgente, equilibrio tra autorevolezza e femminilità. Il senso della prima notte Sanremo 2026 parte con equilibrio tra memoria e contemporaneità. Luci immersive, palco dinamico, musica protagonista. Cinque nomi emergono, ma la partita è lunga. E mentre l’Ariston si spegne lentamente, resta una certezza: “Perché Sanremo è Sanremo.”
Gaia Afeltra
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