44 persone, di cui 21 tra carabinieri e poliziotti, sono indagate per furto aggravato dal pm Stefano Opilio. L’accusa è di aver sottratto oggetti alla Coin di via Giolitti, in Stazione Termini a Roma, causando un buco di 184 mila euro nel fatturato del 2024. Numeri che hanno spinto il negozio a installare telecamere ovunque per indagare sull’origine delle sparizioni, affidandosi a una società investigativa privata. È stata quest’ultima a scoprire il meccanismo: una cassiera della Coin metteva da parte la merce (borse, cappelli, giacche, intimo, cosmetici e profumi), la nascondeva in un armadio, rimuoveva le tacche anti taccheggio e preparava le buste che consegnava poi a militari e agenti.
Chi sono gli indagati tra le forze dell’ordine
Nel registro degli indagati figurano nove membri della Polizia tra cui un primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo e un’agente. A questi si aggiungono 12 esponenti dell’Arma dei Carabinieri tra cui un brigadiere, diversi vice brigadieri e appuntati scelti in servizio presso la stazione. In tutte le occasioni non si è mai trattato di colpi eclatanti, perché il meccanismo era stato costruito per non dare nell’occhio con piccoli furti costanti. Oltre alle forze dell’ordine ci sono un’altra ventina di indagati tra cui dipendenti di negozi vicini, tutti sorpresi a fare shopping alla Coin con lo stesso metodo e con la complicità della stessa cassiera.
