La polizia britannica ha rilasciato su cauzione Peter Mandelson, l’ex ministro ed ex ambasciatore negli Stati Uniti che era stato arrestato il 23 febbraio il suo coinvolgimento nel caso Epstein. Era finito dietro le sbarre con la stessa accusa dell’ex principe Andrea: condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche. Mentre era al potere nei primi Anni Duemila, Mandelson – considerato l’eminenza grigia dei governi laburisti di Tony Blair – avrebbe girato a Jeffrey Epstein (così come ad altri finanzieri) informazioni governative segrete, utilizzabili a scopo di lucro.

Di cosa è accusato Mandelson, ex eminenza grigia Labour
Il fermo per Mandelson era scattato dopo le perquisizioni nelle sue proprietà a Londra e nel Wiltshire, sud-ovest dell’Inghilterra: dalle email pubblicate negli Stati Uniti sul caso Epstein sono emerse fughe di informazioni riservate, risalenti al biennio 2009-2010, relative alla stretta fiscale ai bonus dei banchieri e al maxi-intervento da 500 miliardi di euro dell’Ue per il salvataggio degli istituti di credito dopo il crac di Lehman Brothers.

Mandelson non è più ambasciatore da settembre
L’arresto di Mandelson era arrivato a pochi mesi la rimozione dall’incarico diplomatico a Washington, avvenuta a settembre, dopo che erano venuti alla luce maggiori dettagli sul legame con Epstein, morto suicida in carcere nel 2019: in alcune email il diplomatico espresse solidarietà e vicinanza all’uomo d’affari dopo il suo arresto per traffico di minori. All’inizio di febbraio, Scotland Yard ha poi avviato un’indagine su Mandelson: quest’ultimo si era dimesso anche dal Partito Laburista (di cui è stato a lungo uno degli esponenti più importanti) e dalla Camera dei Lord.
Il governo di Starmer è sempre più sotto pressione
Ovviamente, l’arresto di Mandelson sta mettendo sotto enorme pressione il governo di Keir Starmer, che peraltro ha già perso dei pezzi. Domenica 8 febbraio si è dimesso infatti il capo di gabinetto Morgan McSweeney, che aveva fortemente insistito col premier affinché Mandelson (suo amico ed ex ministro) ottenesse l’incarico di ambasciatore a Washington, nonostante i conclamati rapporti intrattenuti da quest’ultimo con Epstein anche dopo la prima condanna inflitta al finanziere americano per traffico sessuale.
