Tensione alle stelle tra fratelli in casa Elkann. Lapo non ha preso bene il fatto che, sulla vicenda Repubblica, John abbia chiuso la porta in faccia al suo amico Leonardo Maria Del Vecchio senza nemmeno incontrarlo. Il giovane LMVD era entrato a gamba tesa nella trattativa tra Gedi e il gruppo Antenna (secondo le voci di corridoio giunta faticosamente alle battute finali) offrendo sull’unghia 140 milioni di euro, cioè molti più soldi di quelli che verserà l’armatore-editore greco Theo Kyriakou a Exor per rilevare la casa editrice. Lapo, secondo le voci di corridoio, avrebbe perorato fino all’ultimo la causa del suo amico. Ma John è stato irremovibile.
E da Bettini arriva D’Alema, il decostruttore
Arriva Massimo D’Alema alla corte di Goffredo Bettini: all’evento romano per la rivista Rinascita, il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte appare solo in collegamento ed elogia il suo vice Mario Turco, destinato a contare sempre di più nella geografia politica pentastellata. C’è Elly Schlein, la segretaria del Partito democratico, poi ecco tutto il quartier generale di Alleanza Verdi e Sinistra con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Ma il più atteso è lui, “Baffino”, che ha tanta voglia di parlare: «Oggi da pensionato posso offrire un contributo di idee e di passione», dice Max. «Bisogna lavorare ancora per allargare il nostro campo ad altre forze democratiche, anche decostruendo quello della destra». Citando come esempio il 1996, quando lui stesso lavorò per far divorziare Umberto Bossi da Silvio Berlusconi. Chissà da chi vuol cominciare questa “decostruzione”, D’Alema…
Ma che Fao? Candidi proprio lui?
Il governo di Giorgia Meloni ha dovuto candidare chi guiderà la Fao. Una personalità di destra? Macché. Il dem Maurizio Martina. Proprio l’ex segretario del Partito democratico – in quel periodo del 2018 da reggente, a cavallo tra i regni di Matteo Renzi e Nicola Zingaretti – è stato candidato dal governo italiano e dai ministri Francesco Lollobrigida e Antonio Tajani alla guida dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, a partire dal 2027. Martina ricopre già il ruolo di vicedirettore generale dell’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. E dal 2014 al 2018 è stato ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali nei governi Renzi e Gentiloni. Chi ha festeggiato per questa decisione? Coldiretti, che ha espresso grande apprezzamento per la decisione attraverso il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo: «La candidatura di Martina rappresenta un’opportunità strategica e ci auguriamo che l’Europa prenda una posizione unitaria su una nomina di tale rilievo». A destra, invece, polemiche a non finire: non c’era proprio nessuno da candidare dei “nostri”?
Zuppi da “papa” Carlin Petrini
Lo hanno sempre chiamato “il papa di Slow Food”, Carlin Petrini. E il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Matteo Zuppi, è andato dal papa. Dicendo che «oggi stiamo rimettendo in discussione diritti e sistemi che sembrerebbero acquisiti, ma non lo sono. È il tempo della forza che li sminuisce, i diritti, si dice che ce ne sono troppi, che la logica della produzione e del mercato è quella che guida le scelte. Ma il “buono pulito e giusto” di Slow Food in realtà è l’unico modo per sopravvivere, non è una cosa per poche persone per bene, è l’unico modo per andare avanti. Il tempo della forza è pericoloso, serve consapevolezza». Non solo: «Scegliere il buono, pulito e giusto, e soprattutto il giusto, è una buona strada, l’unica. È l’unico modo in cui si guadagna tutti, solo così ci può essere futuro. La solidarietà non è un lusso, è l’unico modo sostenibile di vivere. Il senso della vita, per chi crede, si trova anche nella religione, ma per tutti c’è quando costruiamo la comunità». E poi tutti a bere…
Il parlamento alle prese con le arti culinarie
Di cosa si occupa questa settimana il parlamento? Di tanti dettagli, secondo il calendario d’Aula della Camera dei deputati. Leggiamone qualcuno. «Modifica dell’intesa tra il governo della Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione». Poi: «Modifica dell’intesa tra il governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione (approvato dal Senato)». Quindi: «Modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio (approvate dal Senato)». Nelle commissioni, «disposizioni concernenti la denominazione degli anni del corso di studi del liceo classico», «istituzione del Premio Formatore dell’anno», «disposizioni per la celebrazione del quinto centenario della morte di Niccolò Machiavelli». E, tra gli atti del governo, «proposta di nomina del generale di brigata Giovanni Capasso a direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi dell’Unità Grande Pompei», «valorizzazione della canzone napoletana classica». Gran finale con il presidente della commissione Cultura Federico Mollicone per «inserimento delle arti culinarie e dell’ospitalità tra le discipline artistiche tutelate e riconosciute nell’ambito del sistema Afam».




































