Gedi, il greco Kyriakou vuole Mirja Cartia D’Asero come ad

Mancano ancora alcuni dettagli che le parti, con la diplomazia tipica di chi ha già incassato, si affrettano a definire trascurabili. Questione di giorni, forse di ore, ma la lunga e tormentata telenovela editoriale tra il gruppo Antenna Group del greco Theodore Kyriakou e la Gedi di John Elkann sembra arrivata ai titoli di coda. Ultimo atto di una storia che ha tenuto col fiato sospeso giornalisti e intere redazioni, in attesa tutt’altro che serena di conoscere il proprio destino. Ma la notizia nella notizia riguarda la guida del futuro gruppo. Seguendo le indicazioni dello stesso Kyriakou, a prendere le redini sarà Mirja Cartia D’Asero: ex amministratrice delegata del Sole 24 Ore, oggi presidente di Clessidra Holding e di Clessidra Private Equity SGR. Una manager che conosce bene le stanze dove si decide, che muove un network di potere non trascurabile, ma che ha lasciato la casa editrice di Confindustria dopo un duro scontro con l’allora presidente Edoardo Garrone su un tema di mancati accantonamenti.

Gedi, il greco Kyriakou vuole Mirja Cartia D’Asero come ad
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La due diligence che ha preceduto l’accordo è stata di quelle che restano negli annali: definirla accurata sarebbe come chiamare La guerra dei Roses un diverbio condominiale. I consulenti del greco hanno passato al setaccio conti, contratti, passività e probabilmente anche le piante degli uffici. Alla fine, però, le parti sembrano aver trovato la quadra. E così la Repubblica, La Stampa, i pochi periodici superstiti come Limes, le radio e la concessionaria pubblicitaria Manzoni si apprestano a battere bandiera greca. Kyriakou, imprenditore navigato che nel suo Paese controlla un pezzo consistente del sistema mediatico, aggiunge all’impero un asset che in Italia vale ancora qualcosa in termini di influenza, anche se molto meno in termini di bilancio.