Il deputato democratico statunitense Ro Khanna ha rivelato i nomi di sei uomini le cui identità erano state oscurate nei fascicoli su Jeffrey Epstein dal Dipartimento di Giustizia, apparentemente senza alcuna base legale. I sei uomini comparirebbero in una raccolta di fotografie e potrebbero essere implicati in accuse legate al traffico sessuale, anche se non ci sono prove dirette di reati né incriminazioni formali. Tra essi anche un Nicola Caputo, che secondo i media Usa sarebbe l’ex europarlamentare italiano e non un omonimo: il diretto interessato ha prontamente smentito.
Il nome più in vista è quello di Wexner, fondatore di Victoria’s Secret
Il nome più pesante è quello dell’88enne Leslie Wexner, miliardario fondatore di marchi come Victoria’s Secret e Abercrombie, i cui investimenti sono stati gestiti per anni da Epstein: l’Fbi lo avrebbe indicato come co-cospiratore dei traffici sessuali del finanziare morto suicida in carcere nel 2019.

Nei documenti viene citato anche il sultano emiratino Bin Sulayem
C’è poi il sultano Ahmed bin Sulayem, presidente e amministratore delegato del gigante della logistica DP Dp World, così come della Ports, Customs & Free Zone Corporation di Dubai. Il Dipartimento di Giustizia lo avrebbe indicato come destinatario di una email di Epstein che parlava di un «video della tortura». Inoltre, in un altro messaggio del 2015, il finanziere raccontava di aver incontrato due anni prima una ragazza che frequentava una università americana a Dubai, spiegando di aver fatto con lei «il miglior sesso» della sua vita.
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Nei file viene nominato poi un Nicola Caputo, che secondo i media Usa l’ex europarlamentare prima del Partito democratico, poi passato a Italia Viva e infine a Forza Italia. Consigliere per l’export del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Caputo in una nota ha escluso «in maniera categorica di aver mai avuto alcun tipo di contatto con Epstein e/p il suo mondo», respingendo ogni accusa. Anche perché, ha spiegato, i file associano Epstein a un Nicola Caputo nel 2009, quando lui era consigliere regionale in Campania e dunque non particolarmente famoso, né influente.

Gli altri nomi: Zurab Mikeladze, Leonic Leonov e Salvatore Nuara
Gli altre tre nomi svelati da Khanna sono quelli di Zurab Mikeladze, Leonic Leonov e Salvatore Nuara. Scarsissime o nulle le informazioni sui tre: i giornali americani scrivono che Nuara, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe un ex detective del dipartimento di polizia di New York.
