Le spese, la card Ita, la mancata sanzione a Meta: cosa c’è nelle carte dei pm sul Garante della privacy

Giovedì la Guardia di finanza ha perquisito la sede del Garante per la privacy, nell’ambito di un’indagine della procura di Roma che coinvolge il presidente Pasquale Stanzione e i componenti Ginevra Feroni Cerrina, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. I pm, che indagano in seguito alle inchieste di Report, ipotizzano peculato e corruzione, concentrandosi su condotte «disinvolte», «che da meri illeciti offensivi del decoro» dell’autorità sono «sfociati con facilità» nelle «ipotesi delittuose» contestate.

Le spese dei membri del Garante della privacy

Dalle carte emerge che tra il 2021 e il 2024 «le spese per il Collegio sono aumentate del 46 per cento, con un incremento di circa 776 mila euro annui, in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria “cinque stelle”, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona». Viene poi evidenziato come meritevole di attenzione investigativa l’affitto della casa di Stanzione, coperto con i fondi del Garante, e la «contiguità spaziale […] con altro immobile nel quale risulta insistere una struttura ricettiva nella forma di B&B, riconducibile a società facente capo alle figlie del presidente».

Le spese, la card Ita, la mancata sanzione a Meta: cosa c’è nelle carte dei pm sul Garante della privacy
Il presidente del Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione (foto Ansa).

Il caso della card Ita Airways e la mancata sanzione a Meta

L’indagine si estende anche alle sanzioni comminate a società come Ita Airways e Meta. Su Ita, nel documento si afferma che «appare anomala la circostanza per cui componenti del Collegio del Garante sarebbero stati destinatari nel marzo 2023, di tessere Volare consegnate dalla compagnia aerea, per il valore di 6 mila euro ciascuna». Secondo Ita, scrivono i pm, «le tessere sarebbero state emesse direttamente con status Executive, chiarendo che esse riportavano inizialmente lo status Smart e che l’eventuale passaggio al livello Executive è avvenuto nel rispetto di una specifica procedura interna della Compagnia, la quale tuttavia non appare chiara». Sull’annullamente della sanzione a Meta «inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela». I magistrati intendono capire in che termini abbia avuto impatto «la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all’argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società».