Nonostante gli inviti alla distensione lanciati dal presidente Masoud Pezeshkian e la brutale repressione da parte del regime, le proteste popolari si stanno allargando a macchia d’olio in Iran. Secondo quanto riferito dall’emittente di opposizione Iran International, con sede a Londra, oggi si sono verificati scioperi di commercianti e venditori ambulanti anche in alcune zone delle province a maggioranza curda e in quella dell’Azerbaigian Orientale.
Protests and strikes expanded across Iran on Thursday, led by Kurdish cities as demonstrations continued nationwide.
— Iran International English (@IranIntl_En) January 8, 2026Live Blog: https://t.co/HDBmcdp74j pic.twitter.com/xJliHXcHjP
Secondo quanto riferito da Human Rights Activists News Agency, organizzazione indipendente che monitora le violazioni dei diritti umani nel Paese, il bilancio aggiornato degli scontri tra manifestanti e forze della sicurezza è di almeno 36 morti e 51 feriti. Oltre 2 mila gli arresti dall’inizio delle proteste.
Protesters in Shiraz appear to be pushing back against state security forces, a video obtained by Iran International on Thursday showed. pic.twitter.com/PtCeoKyGLg
— Iran International English (@IranIntl_En) January 8, 2026
Le proteste si sono estese a tutte le province
La mobilitazione popolare è iniziata il 28 dicembre nel Grande Bazar di Teheran, quando i negozianti sono scesi in piazza per esprimere la loro rabbia per l’ennesimo forte calo del valore della valuta iraniana, il rial. Da allora si sono estese ad almeno 111 centri abitati, sparsi in tutte le 31 province del Paese.
Protesters gathered in Kelachay, a city in northern Iran, on Thursday and chanted, “This is the final battle, Pahlavi will return,” according to a video received by Iran International. pic.twitter.com/BilIAIgMxU
— Iran International English (@IranIntl_En) January 8, 2026
A protestare non solo i commercianti: alle manifestazioni fin da subito si sono uniti gli studenti universitari. Frequenti i cori contro la Guida Suprema del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei. E non mancano quelli a sostegno di Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo scià.
My fellow countrymen, today, Wednesday January 7th, your presence across Iran was unprecedented.
— Reza Pahlavi (@PahlaviReza) January 7, 2026
And this constitutes a declaration of readiness for tomorrow’s plan (the call for Thursday January 8th, at 8 p.m.).
Of course, reports have reached us that the regime is deeply… https://t.co/JJiTNZ8cxW
A Qaemyeh, nella provincia di Fars, manifestanti hanno abbattuto una statua di Qasem Soleimani, capo della forza d’élite Quds, ucciso in un attacco aereo statunitense ordinato da Donald Trump nel 2020.
VIDEO:
— AFP News Agency (@AFP) January 8, 2026Violent clashes in Iran as protests spread to new areas
Twelve days of protests have rocked the country, spreading to all of its 31 provinces, according to the US-based HRANA monitoring group. The movement originated with a shutdown on the Tehran bazaar on 28 December… pic.twitter.com/MNP1uQ767D
Una manifestazione di commercianti a Lordegan è degenerata in scontri con le forze di sicurezza che hanno causato la morte di due poliziotti e il ferimento di decine di persone. A Bojnurd il lancio di pietre ha rotto le finestre della moschea Imam Khomeini, mentre altri manifestanti hanno incendiato una libreria che vendeva copie del Corano.
#Breaking: Brave protesters in the city of #Kerman, #Iran, are confronting security forces of Iran’s Islamic regime. Protesters can be seen setting special police units and their motorbikes on fire.#IranProtests pic.twitter.com/vrlg8vYPh7
— Babak Taghvaee – The Crisis Watch (@BabakTaghvaee1) January 7, 2026
Il governo ha reclutato milizie irachene sciite
Per reprimere le proteste in corso, il governo di Teheran ha reclutato alcune milizie irachene sciite: Iran International riporta che dal Paese confinante sono entrati circa 800 membri dei gruppi Kata’ib Hezbollah, Harkat al Nujaba, Sayyid al Shuhada e Badr. Le autorità di Baghdad sarebbero a conoscenza del reclutamento da parte dell’Iran. Le forze sciite irachene sarebbero entrate nella Repubblica Islamica attraverso tre valichi di frontiera (Shalamcheh, Chazhabeh, Khosravi), superando il confine con la motivazione di effettuare un pellegrinaggio ai luoghi sacri dell’Imam Reza a Mashhad. In realtà, spiega l’emittente, le milizie si stanno radunano presso la base militare di Ahvaz, da dove poi saranno dispiegati nelle varie città del Paese.
Protests are sweeping across Iran tonight with more cities joining by the minute despite violent regime crackdown. Videos are of the protests in Astara, Rasht, Khorramdarreh (Zanjan) and Mehran (Ilam) – people chant “we don’t want a clerical state!”#IranProtests#اعتراضات_سراسری pic.twitter.com/x708VX7mQ6
— Ali Javanmardi (@Javanmardi75) January 7, 2026

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