Iran, le proteste si allargano: Teheran recluta milizie irachene

Nonostante gli inviti alla distensione lanciati dal presidente Masoud Pezeshkian e la brutale repressione da parte del regime, le proteste popolari si stanno allargando a macchia d’olio in Iran. Secondo quanto riferito dall’emittente di opposizione Iran International, con sede a Londra, oggi si sono verificati scioperi di commercianti e venditori ambulanti anche in alcune zone delle province a maggioranza curda e in quella dell’Azerbaigian Orientale.

Secondo quanto riferito da Human Rights Activists News Agency, organizzazione indipendente che monitora le violazioni dei diritti umani nel Paese, il bilancio aggiornato degli scontri tra manifestanti e forze della sicurezza è di almeno 36 morti e 51 feriti. Oltre 2 mila gli arresti dall’inizio delle proteste.

Le proteste si sono estese a tutte le province

La mobilitazione popolare è iniziata il 28 dicembre nel Grande Bazar di Teheran, quando i negozianti sono scesi in piazza per esprimere la loro rabbia per l’ennesimo forte calo del valore della valuta iraniana, il rial. Da allora si sono estese ad almeno 111 centri abitati, sparsi in tutte le 31 province del Paese.

A protestare non solo i commercianti: alle manifestazioni fin da subito si sono uniti gli studenti universitari. Frequenti i cori contro la Guida Suprema del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei. E non mancano quelli a sostegno di Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo scià.

A Qaemyeh, nella provincia di Fars, manifestanti hanno abbattuto una statua di Qasem Soleimani, capo della forza d’élite Quds, ucciso in un attacco aereo statunitense ordinato da Donald Trump nel 2020.

Una manifestazione di commercianti a Lordegan è degenerata in scontri con le forze di sicurezza che hanno causato la morte di due poliziotti e il ferimento di decine di persone. A Bojnurd il lancio di pietre ha rotto le finestre della moschea Imam Khomeini, mentre altri manifestanti hanno incendiato una libreria che vendeva copie del Corano.

Il governo ha reclutato milizie irachene sciite

Per reprimere le proteste in corso, il governo di Teheran ha reclutato alcune milizie irachene sciite: Iran International riporta che dal Paese confinante sono entrati circa 800 membri dei gruppi Kata’ib Hezbollah, Harkat al Nujaba, Sayyid al Shuhada e Badr. Le autorità di Baghdad sarebbero a conoscenza del reclutamento da parte dell’Iran. Le forze sciite irachene sarebbero entrate nella Repubblica Islamica attraverso tre valichi di frontiera (Shalamcheh, Chazhabeh, Khosravi), superando il confine con la motivazione di effettuare un pellegrinaggio ai luoghi sacri dell’Imam Reza a Mashhad. In realtà, spiega l’emittente, le milizie si stanno radunano presso la base militare di Ahvaz, da dove poi saranno dispiegati nelle varie città del Paese.