Migranti, ambiente, nazionalismi. Sono questi alcuni dei temi toccati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è intervenuto al Meeting di Rimini a sette anni dalla sua ultima volta. Ed è partito dalla Costituzione e dall’Assemblea costituente in cui «opinioni diverse si sono incontrate in spirito di condivisione, per affermare i valori della dignità, ed eguaglianza, delle persone, della pace e della libertà».
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Mattarella: «Esprimere l’umanità e superare l’odio»
Il presidente della Repubblica lancia il suo appello alla riscoperta dei veri valori degli esseri umani, partendo proprio da un momento storico per l’Italia: «Ecco come nasce la nostra Costituzione: con l’amicizia come risorsa, a cui attingere, per superare, insieme, le barriere e gli ostacoli. Per esprimere la nostra stessa umanità. Per superare, per espellere, l’odio, come misura dei rapporti umani. Quell’odio che, la civiltà umana, ci chiede di sconfiggere nelle relazioni tra le persone. Sanzionandone, severamente, i comportamenti e creando le basi delle regole della nostra convivenza». E continua chiedendo «su cosa si fonda la società umana?». La risposta non è né l’odio né lo scontro: «Ogni volta che l’umanità si è trovata di fronte al baratro ha trovato, dentro di sé, le risorse morali per ripartire, per costruire un mondo diverso».

«L’amicizia non unisce solo chi è simile»
Il lungo discorso di Mattarella prosegue: «”Homo homini lupus”, di Plauto, e il presunto “stato di natura”, di Thomas Hobbes, hanno sempre rappresentato ostacoli per la soluzione dei problemi dell’umanità. L’aspirazione non può essere quella di immaginare che l’amicizia unisca soltanto coloro che si riconoscono come simili. Al contrario. Se così fosse, saremmo sulla strada della spinta alla omologazione, all’appiattimento. L’opposto del rispetto delle diversità, delle specificità proprie a ciascuna persona. Non a caso, la pretesa della massificazione è quel che ha caratterizzato ideologie e culture del Novecento, che hanno portato alla oppressione dell’uomo sull’uomo».
E il capo dello Stato insiste sul tema: «Le identità plurali delle nostre comunità sono il frutto del convergere delle identità di ciascuno di coloro che le abitano, le rinnovano, le vivificano. Nel succedersi delle generazioni, e delle svolte della storia. È la somma dei tanti “tu”, uniti a ciascun “io”, interpellati dal valore della fraternità, o, quanto meno, del rispetto e della reciproca considerazione. È il valore della nostra Patria, del nostro straordinario popolo, tanto apprezzato e amato nel mondo, frutto dell’incontro di più etnie, consuetudini, esperienze, religioni, di apporto di diversi idiomi per la nostra splendida lingua e diretto a costruire il bene comune».
Migranti, Mattarella all’Ue: «Ingressi regolari in numero ampio»
Da qui si arriva ai fenomeni migratori. Per Mattarella «vanno affrontati per quel che sono: movimenti globali, che non vengono cancellati da muri o barriere. Nello studio dell’appartamento dove vivo, al Quirinale, ho collocato un disegno, che raffigura un ragazzino, di quattordici anni, annegato, con centinaia di altre persone nel Mediterraneo. Recuperato il suo corpo, si è visto che nella fodera della giacca aveva cucita la sua pagella: come fosse il suo passaporto, la dimostrazione che voleva venire in Europa per studiare». Il presidente si rivolge direttamente all’Ue: «Serve un impegno concreto e costante. Occorre sostegno ai Paesi di origine dei flussi migratori. È necessario rendersi conto che, soltanto ingressi regolari, sostenibili, ma in numero adeguatamente ampio, sono lo strumento per stroncare il crudele traffico di esseri umani: la prospettiva, e la speranza di venire, senza costi e sofferenze disumane, indurrebbe ad attendere turni di autorizzazione legale».
Mattarella sull’Ucraina: «Non rinunciamo a una speranza di pace»
Il capo dello Stato ha parlato anche della guerra in Ucraina: «Non vogliamo rinunciare, oggi, alla speranza della pace in Europa. L’Europa, che conosciamo, è nata da un reciproco impegno di pace che i popoli e gli Stati si sono scambiati, dopo l’abisso della seconda guerra mondiale. Su quella pace sono stati edificati i nostri ordinamenti di libertà, di democrazia, di diritto eguale. Su quella pace è cresciuta la cultura, la civiltà degli europei. Non ci stancheremo di lavorare per fermare la guerra. È contro lo strumento della guerra che siamo impegnati nell’impedire una deriva di aggressioni del più forte contro il più debole. Per costruire una pace giusta».

Sull’ambiente: «La speranza è in voi giovani»
Mattarella si è poi rivolto ai giovani quando ha parlato dell’emergenza globale legata all’ambiente: «Siamo di fronte a un’altra, grande, e grave evidenza, che comporta responsabilità. L’ambiente, che abbiamo incrinato e impoverito. Non si possono ignorare gli appelli dell’Onu, attraverso le parole, allarmate, del suo Segretario generale. La speranza è in voi giovani. Avete la coscienza che l’ambiente è parte della nostra vita sociale. Che non ci sarà giustizia sociale senza giustizia ambientale e viceversa». Da lì il passaggio all’alluvione in Emilia Romagna: «Ha lasciato ferite profonde. I cittadini non vanno lasciati soli. La ripartenza delle comunità e, con esse, di ogni loro attività, è una priorità, non soltanto per chi vive qui, ma per l’intera Italia».
