Bonucci ha deciso di fare causa alla Juventus

Leonardo Bonucci non perdona la Juventus. Dopo l’addio tribolato e l’approdo all’Union Berlino ora è arrivato il momento dell’azione legale nei confronti del suo ex club. Il giocatore ha deciso di andare fino in fondo e fare causa. Un momento nero per la società della famiglia Agnelli-Elkann, tra voci (smentite) di vendita e il caso doping che ha travolto Paul Pogba. Adesso tocca alla grana giudiziaria con l’ex difensore centrale che ha collezionato più di 500 partite in bianconero. Entro la mattina di martedì 12 settembre, i legali del giocatore Antonio Conte e Gabriele Zuccheretti provvederanno a dar seguito all’azione giudiziaria prevista dall’accordo collettivo dei tesserati. Un’azione che consiste in una richiesta di risarcimento danni dovuta alla presunta mancanza delle adeguate condizioni di allenamento e di preparazione a disposizione di Bonucci, subendo danni di natura professionale e d’immagine.

Juve-Bonucci, lo scontro finisce in tribunale: «Giocatore abbandonato dalla società»
Leonardo Bonucci il giorno in cui è stato premiato per le 500 presenze con la maglia della Juventus (Getty).

Il punto di vista del calciatore: «Abbandonato dalla società»

L’ormai ex capitano della Nazionale italiana ha chiarito fin da subito che la sua azione legale è legata a motivi di principio. In tutela di tutti i colleghi che non possono rivendicare i propri diritti come sta facendo lui e che dunque rimangono ai margini delle società. Nella richiesta di risarcimento, i legali di Bonucci definiscono «anomale» le situazioni che è stato costretto a vivere un atleta professionista. Infatti le decisioni seguite all’esclusione dalla rosa sono parse particolarmente lesive, tra queste l’obbligo a svolgere allenamenti serali in orari differenti rispetto a quelli dei compagni e senza mai incontrare lo staff tecnico. Ma anche il fatto di non avere accesso a palestra, piscina e ristorante, o comunque senza la dovuta assistenza. Nella documentazione prodotta dai legali, si sottolinea anche l’impatto psicologico della decisione sul calciatore che si è sentito volutamente abbandonato.

Juve-Bonucci, lo scontro finisce in tribunale: «Giocatore abbandonato dalla società»
Leonardo Bonucci con la nuova maglia dell’Union Berlino (Getty)

Situazione Juve, scenario da incubo: vendita (smentita) e caso Pogba

Le vie legali adite da Bonucci sono solo l’ultimo capitolo dell’ennesima settimana tribolata alla Continassa. Prima il difetto di competenza dell’inchiesta «Prisma», poi le voci di cessione della società e infine il caso Pogba, risultato positivo al testosterone. In ordine, il 7 settembre la Corte di Cassazione si è pronunciata su una questione di competenza territoriale rispetto alla sede dove si stesse tenendo il processo che è costato la condanna ad Andrea Agnelli e l’esclusione dalle coppe al club bianconero. L’esito è stato che la procura di Torino non era competente, a occuparsene ora sarà Roma. A gettare benzina sul fuoco poi ci ha pensato il Giornale che l’11 settembre ha ipotizzato la cessione della società da parte di Exor (holding della famiglia Agnelli). Ipotesi però duramente smentita dalla stessa Exor che ha definito l’eventualità «destituita di ogni fondamento». Infine il caso Pogba. Il giocatore che viene da un anno in cui ha totalizzato manciate di minuti in stagione per colpa di infortuni a catena è risultato positivo al testosterone in un controllo antidoping dopo la prima giornata di campionato. Quando la Juventus ha giocato in trasferta alla Dacia Arena contro l’Udinese e lui non era nemmeno sceso in campo.

Pogba positivo al doping: tracce di testosterone dopo Udinese-Juve

Paul Pogba sarebbe risultato positivo al testosterone in un controllo anti doping dopo la prima giornata di campionato quando la Juventus ha giocato in trasferta alla Dacia Arena contro l’Udinese. La notizia è filtrata nella mattinata di lunedì 11 settembre e riguarda il match del 20 agosto, durante il quale il francese non è nemmeno entrato in campo. Il centrocampista ha poi giocato 52 minuti complessivi contro Bologna ed Empoli. Si complica ulteriormente il ritorno definitivo, dopo i soli 108 minuti giocati durante la passata stagione a causa di un infortunio.

Pogba positivo al doping tracce di testosterone dopo Udinese-Juve
Pogba durante il match contro l’Empoli (Getty).

La squalifica per doping arriva fino a due o quattro anni

Secondo quanto spiegato da Sport Mediaset, adesso per Paul Pogba scatterà la sospensione in via cautelare. Il centrocampista avrà tre giorni di tempo per richiedere le controanalisi. Qualora la positività dovesse essere confermata, il francese potrà patteggiare o essere giudicato dal tribunale nazionale antidoping. La squalifica può arrivare fino a due anni, quattro in caso di accertata intenzionalità.

L’ultimo caso: Palomino dell’Atalanta

In Serie A, l’ultimo caso è stato quello di Josè Luis Palomino, centrale difensivo dell’Atalanta trovato positivo al nandrolone durante un test a sorpresa nel luglio 2022. L’argentino è stato assolto dopo quattro mesi, ma ha saltato tutta la prima parte del passato campionato e il Mondiale in Qatar.

Pogba prima della positività: «Non mi arrenderò mai»

Ironia della sorte, la notizia della positività arriva poche ore dopo le ultime dichiarazioni rilasciate dal francese. Pogba, in un’intervista ad Al Jazeera, si è rivolto a chi lo critica: «Voglio fargli rimangiare le parole, voglio mostrare loro che non sono debole. Possono parlare male di me, ma non mi arrenderò mai».

Pogba positivo al doping tracce di testosterone dopo Udinese-Juve
Paul Pogba (Getty).

Schira su X: «Pogba positivo»

Su X, l’ex Twitter, il dibattito è stato aperto da alcuni giornalisti. Tra loro Nicolò Schira, che ha scritto: «Paul Pogba sarebbe risultato positivo al testosterone in un controllo antidoping effettuato dopo Udinese-Juventus dello scorso 20 agosto. Il francese quest’anno ha disputato finora 52 minuti in Serie A che si sommano ai soli 108 giocati nella scorsa stagione».

Lucchetta contro Egonu: «In Turchia per riempire la valigia di soldoni»

Andrea Lucchetta ha duramente attaccato Paola Egonu in un’intervista ai microfoni di Radio anch’io: Sport su Rai Radio 1. L’ex pallavolista azzurro, uno dei fenomeni dell’Italvolley che ha vinto i Mondiali di Rio de Janeiro del 1990, l’Europeo del 1989 a Stoccolma e il bronzo olimpico nel 1984 a Los Angeles, ha criticato l’opposto, inserendosi nello scontro tra l’atleta e l’attuale ct della Nazionale italiana femminile, Davide Mazzanti, che non l’ha inserita tra i convocati per il preolimpico. Lucchetta ha dichiarato che «Paola Egonu si è fermata. È andata in Turchia per riempire la sua valigia di soldoni, ma doveva riempirla anche tecnicamente».

Lucchetta: «Lei atleta di interesse internazionale»

Dopo l’attacco sul trasferimento in Turchia della scorsa estate, alla VakıfBank Spor Kulübü, Lucchetta è tornato al presente. Per lui Egonu «è un’atleta di interesse internazionale, penso sia la quarta giocatrice nel suo ruolo. Deve continuare il suo percorso di crescita e Guidetti è un tecnico che riesce a dare gli strumenti giusti. Paola invece si è fermata». Paola Egonu è tornata in Italia e giocherà per la Pro Victoria Monza, in A1.

Lucchetta contro Egonu «In Turchia per riempire la valigia di soldoni»
Paola Egonu durante un match con la Nazionale femminile (Getty).

L’ex azzurro: «Problematiche anche di gruppo»

Andrea Lucchetta ha poi concluso: «Pressioni psicologiche non ci devono essere, bisogna avere degli obiettivi ben chiari. Rivelo una fragilità di gestione della sua immagine. Come giocatrice poi ci sono delle problematiche che il gruppo si porta dietro da qualche anno. La vittoria degli europei è stata solo una tregua».

Lucchetta aveva attaccato Egonu dopo Sanremo

Soltanto pochi mesi fa, dopo Sanremo 2023, Lucchetta aveva attaccato Paola Egonu. All’ex azzurro non è piaciuto il monologo dell’atleta della Nazionale italiana femminile e ha attaccato: «Penso che un’atleta che ha la fortuna di vestire e rappresentare il tricolore deve avere assoluto rispetto dell’Italia, delle Istituzioni e del governo, qualsiasi colore politico rappresenti. Egonu non perde occasione per ribadire davanti alle telecamere che si sente discriminata per il colore della pelle. Se ci sono persone che la discriminano, è giusto che le denunci. Generalizzare e dire che gli italiani sono razzisti è ingeneroso e non veritiero».

Lucchetta contro Egonu «In Turchia per riempire la valigia di soldoni»
Paola Egonu sul palco del Teatro Ariston insieme ad Amadeus durante Sanremo 2023 (Getty).

 

L’indiscrezione: «La Juventus è in vendita». Exor smentisce

Un portavoce di Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, ha smentito l’indiscrezione pubblicata da Il Giornale secondo cui il club bianconero sarebbe in vendita e potrebbe cambiare proprietà per la prima volta nella sua storia. Il quotidiano aveva ventilato l’ipotesi alla luce «della manifesta crisi in cui versa la società, al centro di vicende giudiziarie, con l’ex presidente trasferitosi in Olanda e un bilancio devastato tra perdite e debiti».

L’indiscrezione de Il Giornale per la condizione contabile e le vicende giudiziarie

Dopo aver ripercorso decenni di vicende della famiglia Agnelli, il giornale di Sallusti ha descritto Andrea come capace di «grandiosi risultati calcistici- nove scudetti consecutivi rappresentano un unicum difficilmente ripetibile», ma, al tempo stesso, attore della caduta della società «nelle sabbie mobili di bilanci drammatici, diciotto consigli di amministrazione convocati in un solo anno e la vergogna per le vicende giudiziarie». Di qui «l’ipotesi, sempre più verosimile, di una vendita del club la cui condizione contabile – perdite per 240 milioni, ricavi inferiori a 600 milioni, debiti addirittura superiori e un valore di Borsa di 800 milioni – pesa in modo non sostenibile su Exor. Che, per l’appunto, non vuole più addossarsi l’impegno di sovvenzionare il club-idrovora».

Exor smentisce: «Ipotesi prive di fondamento»

A poca distanza dalla pubblicazione dell’indiscrezione, è prontamente arrivata la smentita di Exor che, tramite un portavoce, ha fatto sapere: «Le ipotesi ventilate da un quotidiano sulla cessione della Juventus sono destituite di ogni fondamento».

Us Open, Djokovic batte Medvedev e conquista il suo 24/o Slam

Novak Djokovic ha sconfitto Daniil Medvedev in due set vincendo il suo quarto US Open e il record di 24 titoli del Grande Slam in singolo, vendicando la sua sconfitta contro il russo nella finale di due anni fa. Il 36enne Djokovic ha vinto 6-3, 7-6 (7/5), 6-3 diventando il più anziano campione maschile nella storia degli Us open di New York eguagliando il record di Margaret Court per il maggior numero di vittorie del Grande Slam.

Us Open, Djokovic batte Medvedev e conquista il suo 24/o Slam
Novak Djokovic (Getty Images)

Ha indossato una maglia dedicata a Kobe Bryant

Djokovic è il primo tennista a vincere tre eventi del Grande Slam nella stessa stagione per quattro volte, pregustando il suo imminente ritorno al numero uno del mondo. Medvedev, nella finale del 2021, ha sconfitto Djokovic in due set evitando che il serbo diventasse il primo a vincere tutti e quattro i tornei del Grande Slam nello stesso anno, cosa che non accadeva dai tempi di Rod Laver nel 1969. Djokovic ha ammesso di essersi sentito sopraffatto in quell’occasione, ma oggi ha preso rapidamente il controllo della partita. Superato il russo 6-3 7-6 6-3, tra le grida del pubblico, ha indossato una maglia col 24 dedicata a Kobe Bryant, con scritto Mamba forever. Kobe è stato un mio grande amico oltre che un esempio di mentalità vincente – ha spiegato Djokovic -. Mi ha aiutato in momenti di difficoltà. Con la sua scomparsa ho perso un punto di riferimento. Per questo mi ero ripromesso che qualora avessi raggiunto questo traguardo lo avrei celebrato così». Adesso il record assoluto per il serbo è a un passo e in Australia, dove ha vinto già 10 volte, il numero 1 al mondo potrà tentare di diventare il più grande di sempre, con 25 titoli di Grande Slam.

Basket, Germania-Serbia 83-77: tedeschi campioni del mondo

La Germania ha battuto 83-77 la Serbia nella finale dei Mondiali di basket, conquistando il suo primo titolo di campione del mondo. I tedeschi, dati per sfavoriti alla vigilia del match, hanno avuto la la meglio anche grazie alla strepitosa prestazione di Dennis Schröder: il play dei Toronto Raptors ha messo a referto 28 punti, con percentuali altissime. Decisivo il parziale di 10-22 del terzo quarto.

Basket, Germania-Serbia 83-77: tedeschi campioni del mondo. Strepitosa prestazione di Schröder: 28 punti con percentuali altissime.
Un canestro di Dennis Schroder (Getty Images).

Tra i tedeschi sugli scudi anche Wagner: per lui 19 punti a referto

La gara è stata a lungo in equilibrio, poi nel terzo quarto la Germania ha approfittato di qualche passaggio a vuoto degli avversari per imporre la doppia cifra di distacco per la prima volta nella partita. E da quel momento i serbi non sono stati in grado di recuperare. Per i tedeschi allenati da Gordon Herbert sono stati 28 come detto i punti messi a segno da Schröder.

Sugli scudi anche Franz Wagner (Orlando Magic) con 19 punti all’attivo. Importante poi la prestazione di Johannes Voigtmann (Olimpia Milano), autore di 12 punti e capace di conquistare otto rimbalzi. Alla squadra di Svetislav Pesic non sono bastati invece i 21 punti di Aleksa Avramovic (Partizan Belgrado) e i 17 di Bogdan Bogdanovic (Atlanta Hawks).

Basket, Germania-Serbia 83-77: tedeschi campioni del mondo. Strepitosa prestazione di Schröder: 28 punti con percentuali altissime.
La grinta del tedesco Andreas Obst (Ansa).

Ancora una delusione per gli Usa, sconfitti dal Canada nella finalina

La Germania non era mai andata oltre il terzo posto ai Mondiali di basket, ottenuto nel 2002. Curiosità: Nei 37 tornei precedenti tra Europei, Mondiali e Olimpiadi, i tedeschi avevano sempre perso minimo due partite, mentre stavolta hanno fatto en plein: otto successi su otto. Mastica amaro la Serbia, che sognava l’oro: gli slavi avevano già vinto l’argento nel 2014. Ancora una delusione per gli Stati Uniti che perdono (127-118) anche la finalina per il bronzo contro il Canada.

Basket, Usa eliminati dal Mondiale: la Germania vince 113-111

Impresa della Germania ai Mondiali di Basket. La nazionale tedesca ha infatti battuto in semifinale gli Stati Uniti d’America con il punteggio di 113-111, qualificandosi così per l’ultimo atto per una finale interamente europea. Incontrerà infatti la Serbia che, in un altro incontro entusiasmante, ha avuto la meglio del Canada vincendo 95-86. Partita perfetta per l’ex Los Angeles Lakers Dennis Schröder, passato ai Toronto Raptors, autore di 17 punti e nove assist. Eccellente il lavoro di Andreas Obst e Daniel Theis, che rispettivamente hanno messo a referto 24 e 21 punti con una media del 60 per cento dal campo. A nulla è bastata per gli uomini a stelle e strisce una discreta gara di Anthony Edwards, troppo falloso nel finale, e soprattutto di Austin Reaves.

Impresa della Germania che batte gli Usa e raggiunge la Serbia in finale al Mondiale di Basket. Sugli scudi Schröder, Obst e Theis.
La gioia tedesca dopo la vittoria contro gli Usa (Getty Images).

Basket, la cronaca della vittoria della Germania sul Team Usa

La Germania ha messo le cose in chiaro sin dal primo minuto del quarto iniziale. Con un’ottima circolazione di palla ha ingabbiato la costruzione degli americani, che hanno preferito affidarsi alle azioni personali dei loro talenti piuttosto che puntare sugli schemi di coach Steve Kerr. Dopo la prima frazione, terminata sul punteggio di 31-33 per i tedeschi, il Team Usa ha spinto subito sull’acceleratore per provare a dare uno strappo decisivo alla gara. Migliori in campo Reaves e Jalen Brunson, playmaker e guardia dei New Yorks Knicks. I tedeschi però, a differenza di quanto fatto vedere dagli Azzurri nel quarto di finale, hanno retto l’urto degli statunitensi, chiudendo il secondo parziale appena un punto sotto sul 60-59.

Impresa della Germania che batte gli Usa e raggiunge la Serbia in finale al Mondiale di Basket. Sugli scudi Schröder, Obst e Theis.
Un’immagine della partita fra Germania e Usa (Getty Images).

È però nel terzo quarto, soprattutto nei primi tre minuti inziali, che la Germania ha costruito gran parte della sua impresa. Per 180 secondi infatti gli Usa non sono mai riusciti ad andare al tiro, registrando anche tre palle perse. Issatisi sul vantaggio in doppia cifra, quando il tabellone ha recitato 92-82 è arrivato il vero colpo dell’orgoglio americano. Con una schiacciata e una tripla di Edwards, gli Stati Uniti hanno ristretto lo svantaggio a tre punti sul 103-106 a tre minuti dal fischio finale. Una tripla incredibile di Obst e un grande tiro di Dennis Schroder sono valsi il 107-113, cui gli americani non hanno saputo porre rimedio. Intanto il 9 settembre alle 10.45 sarà in campo per l’ultima volta anche l’Italbasket di Gianmarco Pozzecco contro la Slovenia per il settimo posto.

Mondiale di rugby al via: gironi, calendario e partite dell’Italia

Tutto pronto per la decima edizione del Mondiale di rugby. Dall’8 settembre al 28 ottobre, per un mese e mezzo i maestri della palla ovale si sfideranno in Francia per togliere lo scettro al Sudafrica, campione in carica dopo la vittoria nel 2019 contro l’Inghilterra. Nel match inaugurale, in diretta su Sky Sport alle 21.15, i padroni di casa affronteranno i favoritissimi All Blacks della Nuova Zelanda, prima partita del Gruppo A in cui è presente anche l’Italia. Gli Azzurri saranno in campo il 9 settembre alle 13 contro la Namibia, che completa il raggruppamento con l’Uruguay. Un incontro alla portata dei nostri ragazzi, che però dovranno compiere un miracolo per passare il turno. Si qualificheranno infatti soltanto le prime due, pertanto sarà difficile strappare il pass a transalpini e neozelandesi, favoriti anche per il trionfo finale.

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Mondiale di rugby, il calendario e la formazione dell’Italia per il torneo

Già disponibile la prima formazione ufficiale dell’Italia al Mondiale di rugby. Il commissario tecnico Kieran Crowley, che lascerà la panchina della Nazionale al termine della competizione, ha diramato i nomi dei 15 che affronteranno la Namibia a Saint Etienne. In prima linea Danilo Fischietti partirà dal primo minuto a sinistra al posto di Nemer, al fianco di Giacomo Nicotera e Simone Ferrari. In seconda linea invece spazio per Dino Lamb al posto di Niccolò Cannone, che ha giocato invece l’ultima amichevole contro il Giappone. Accanto a lui ci sarà Federico Ruzza. Con il capitano Michele Lamaro ci saranno invece in terza linea Lorenzo Cannone e Sebastian Negri. Trequarti saranno Ange Capuozzo, fra i più promettenti giovani della competizione, schierato ala con Montanna Ioane, mentre Juan Ignacio Brex e Luca Morisi saranno i due centri. In mediana spazio a Stephen Varney e Paolo Garbisi, playmaker assieme a Tommaso Allan.

Al via in Francia il Mondiale di rugby. Italia nel Gruppo A con le favorite Francia e Nuova Zelanda. Convocati e calendario degli Azzurri.
Stephen Varney durante un’azione con la maglia azzurra (Getty Images).

A disposizione per entrare a gara in corso Pierre Bruno, Paolo Odogwu, Martin Page-Relo, Manuel Zuliani e David Sisi. Completano la rosa degli Azzurri anche Ivan Nemer, Epalahame Faiva e Marco Riccioni. Dopo la partita contro la Namibia, l’Italrugby tornerà in campo al Mondiale mercoledì 20 settembre alle 17.45 a Nizza contro l’Uruguay. Venerdì 29 settembre l’attesa sfida agli All Blacks a Lione, mentre il 6 ottobre l’ultimo incontro del girone contro i padroni di casa della Francia sempre all’OL Stadium. Quanto agli altri gironi, nel Gruppo B ci sono i campioni in carica del Sudafrica oltre a Irlanda, Scozia, Tonga e Romania. Nel Girone C figurano Australia, Galles, Georgia, Fiji e Portogallo, mentre nel D spazio ai vicecampioni in carica dell’Inghilterra. I britannici se la vedranno con Samoa, Argentina, Cile e Giappone.

Dagli All Blacks al Sudafrica, chi sono i favoriti alla vittoria finale

Quanto alle formazioni favorite per il gradino più alto del podio, due si trovano nel girone dell’Italia. Francia e Nuova Zelanda, per i bookmakers e gli esperti, sono infatti candidate per un posto in finale. «Rendeteci felici e fieri», ha detto ai suoi il capo dell’Eliseo Emmanuel Macron, in visita al campo di allenamento. «Siete i più preparati del torneo». I padroni di casa potranno contare sulla stella Antoine Dupont, mediano e capitano già nel corso del Sei Nazioni di cui è stato eletto miglior giocatore. Gli All Blacks, veterani della competizione che hanno vinto per tre volte come il Sudafrica, avranno dalla loro la giovane ala Will Jordan, autore di 23 mete in 24 presenze con la maglia nera della sua nazionale di rugby. Occhi puntati anche sui campioni in carica del Sudafrica che vanterà nella sua formazione il talentuoso Siya Kolisi. Da non sottovalutare nemmeno l’Irlanda, in cui milita il miglior giocatore del 2023, la terza linea Josh Van Der Flier.

Al via in Francia il Mondiale di rugby. Italia nel Gruppo A con le favorite Francia e Nuova Zelanda. Convocati e calendario degli Azzurri.
I giocatori della Nuova Zelanda durante l’haka (Getty Images).

Tennis, Us Open 2023: nelle semifinali tutte atlete statunitensi

Madison Keys si qualifica per le semifinali dell’Us Open, ultimo torneo stagionale del Grande Slam. La statunitense ha battuto l’estone Kaia Kanepi con un doppio 6-3 raggiungendo al prossimo turno la connazionale Coco Vandeweghe. I match si disputano sul centrale di Flushing Meadows e in sessione serale (all’1 di venerdì 8 settembre).

Dove seguire le partire degli Us Open

Le semifinali femminili di New York saranno dunque tutte made in Usa, con Venus Williams e Sloane Stephens pronte a giocarsi l’altro posto per la finale. Le partite degli US Open saranno trasmesse in esclusiva su Supertennis (canale 64 del digitale terrestre) e su SuperTenniX in streaming.

Egonu, Mazzanti e l’incapacità di gestire un talento d’eccezione e sovraesposto

Almeno su una cosa si sono trovati d’accordo: che è inutile provare a andare d’accordo. Paola Egonu e il commissario tecnico della Nazionale di pallavolo femminile Davide Mazzanti hanno deciso di separarsi per interposta federazione, nel senso che è dovuta intervenire la Federvolley per dare una parvenza di decisione consensuale a ciò che è una rottura forse insanabile. Ma al di là delle interpretazioni rimane il dato di fatto: la più forte volleysta italiana in attività resta fuori dal giro azzurro. Decisione data come momentanea e che dunque pone l’atleta fuori dal torneo preolimpico in programma a Lodz, in Polonia. Ma l’impressione è che quel “momento” sia destinato a durare almeno fino a quando Mazzanti siederà sulla panchina di una Nazionale reduce da un Europeo molto deludente, concluso con una bella medaglia di legno al collo.

Egonu, Mazzanti e l'incapacità di gestire un talento d'eccezione e sovraesposto
Paola Egonu nella sconfitta contro la Turchia (Getty).

Complicato gestire un talento dalla personalità debordante

Di questa situazione è ben consapevole il presidente federale Giuseppe Manfredi, il cui tentativo di mediazione ha prodotto null’altro che un comunicato congiunto in cui si parla di «scelta concordata». Ma una volta salvata la forma, rimane la sostanza: come è stato possibile che l’Italia trasformasse in un problema la sua principale risorsa? E qui si arriva al punto della questione: la gestione del talento individuale, specie quando si tratti di soggetti dalla personalità debordante. Impresa complicata, soprattutto se la persona in questione finisce, suo malgrado, per essere perennemente al centro della pubblica attenzione.

Rifondare? No, affondare: l’insensato ruolo da riserva

La Nazionale campione d’Europa in carica è arrivata quarta agli Europei. Se non si vuol proprio parlare di fallimento, certamente si può dire di un risultato nettamente deludente. Edificato già in sede di convocazioni, quando Mazzanti ha scelto la strada dello “svecchiamento”, perché sentiva di non avere più il polso della squadra. E dunque sono state lasciate a casa atlete che hanno fatto la storia recente del volley italiano come Monica De Gennaro, Cristina Chirichella e Caterina Bosetti. A Paola Egonu è stato riservato un trattamento che è una via di mezzo: convocata ma destinata a essere l’opposto di riserva, per lasciare spazio a Ekaterina Antropova. Una scelta che il campo non ha legittimato, tanto da costringere Mazzanti a ripensarci e chiamare in causa Egonu per farsi risolvere situazioni imbarazzanti.

Egonu, Mazzanti e l'incapacità di gestire un talento d'eccezione e sovraesposto
Il ct della Nazionale di pallavolo femminile Davide Mazzanti (Imagoeconomica).

La sconfitta con l’Olanda, epilogo degno di un’indegna storia

È stato sufficiente per un po’, ma poi lo scoglio della nazionale turca è stato troppo duro anche per Paola e per una squadra che evidentemente non ha risposto all’impulso di rinnovamento voluto dal commissario tecnico e dalla federazione. E la mesta finale per il bronzo, chiusa con una sconfitta 3-0 contro le olandesi senza che Egonu scendesse in campo, è stata l’epilogo degno di un’indegnissima storia. Che adesso è chiusa fino a che i protagonisti decidono di tenerla chiusa. O fino a che Mazzanti, che fra l’altro gode di una discreta sfiducia da parte del resto della squadra, rimane alla guida della Nazionale femminile. Perché è chiaro che i due litiganti siano ormai incompatibili. L’uno esclude l’altra. Se davvero voleva essere rinnovamento, questo rischia di fare un giro largo e compiersi eliminando chi ha pigiato il bottone d’avvio.

Egonu, Mazzanti e l'incapacità di gestire un talento d'eccezione e sovraesposto
Paola Egonu (Imagoeconomica).

Mediaticamente sovraesposta, ma Egonu resta quella che fa la differenza

Resta irrisolta la questione: si può rinunciare al migliore talento che si ha a disposizione per inseguire un’idea progettuale di squadra? Interrogativo che prima o poi ciascun allenatore di qualsiasi disciplina deve affrontare. E che nel caso specifico deve mettere in bilancio il sovrappiù di una personalità debordante, emotivamente esplosiva e mediaticamente sovraesposta. Paola Egonu è tutto questo, un profilo pubblico altissimamente sensibile. Non frazionabile, nel senso che non puoi scindere l’atleta dal personaggio pubblico, dal soggetto di carattere bizzoso, dal simbolo di un’italianità di nuovo tipo che proprio per questo deve passare parte del tempo a parare il malanimo degli hater o le minchiate del generale Vannacci. Rimane comunque la giocatrice che fa la differenza, che ti fa vincere le partite o quantomeno ti evita di perderle in modo umiliante. Chi gestisce un’atleta così deve gestire tutto il pacchetto. O altrimenti avere il coraggio di rinunciarvi in toto, senza compiere la scelta di compromesso qual è stata quella di inserirla nel gruppo ma metterla in posizione di rincalzo; salvo poi fare ricorso alla sua forza nei momenti d’emergenza. Un segno di debolezza del commissario tecnico, che in questa circostanza ha certamente dimostrato dei limiti nella gestione del talento d’eccezione.

Ryder Cup 2023, all’All Star Match di Roma Djokovic, Bale e Sainz

Parata di stelle nell’All Star Match, evento che il 27 settembre a Roma precederà la Ryder Cup 2023 di golf, in programma dal 29 settembre all’1 ottobre. Al Marco Simone Golf & Country Club della capitale, infatti, approderanno campioni del tennis, del calcio e dei motori, che sfideranno all’ultima buca esponenti del cinema e dello spettacolo internazionale. Hanno confermato la loro presenza, tra gli altri, il fuoriclasse serbo del tennis Novak Djokovic, già in semifinale agli Us Open 2023, e gli ex calciatori Gareth Bale, grande appassionato di golf, e Andriy Shevchenko. Presente anche il pilota della Ferrari Carlos Sainz, sul podio al recente Gran premio di Monza alle spalle delle due Red Bull. «Non vedo l’ora di giocare a Roma», ha detto Djokovic sul sito della Ryder Cup. «Sarà un grande spettacolo soprattutto per i fan». L’evento sarà in diretta streaming sui canali social della competizione.

Da Fioravanti a Newton, chi ci sarà all’All Star Match della Ryder Cup

La partita amichevole vedrà scontrarsi due squadre con atleti di diversa nazionalità, diversificandosi così dall’evento professionistico che vedrà affrontarsi giocatori europei e statunitensi. Capitani dei due team saranno due volti storici della Ryder Cup, ossia Colin Montgomerie e Corey Pavin, che si affrontarono sul campo da golf nell’edizione del 2010 al Celtic Manor. «Abbiamo atleti di altissimo livello», ha spiegato il primo. «Una squadra variegata che porterà una propria abilità personale». Entusiasta anche il secondo, desideroso di rimettersi in gioco sui campi di Roma. «Sarà una partita divertente, anche se c’è sempre una vera voglia di vincere. Mi aspetto che il feroce istinto competitivo prenda il sopravvento».

L'evento si terrà al Marco Simone Golf & Country Club il 27 settembre, due giorni prima della Ryder Cup. Tutte le star attese nella capitale.
Gareth Bale durante una partita di golf dopo il ritiro dal calcio (Getty Images).

Nel team di Montgomerie, oltre a Djokovic e Bale ci saranno anche il surfista italiano Leonardo Fioravanti, il golfista paralimpico Kipp Popert e lo youtuber Garrett Hillbert. Vera e propria star del web, il creator vanta 12 milioni di follower sul suo canale YouTube e 18 milioni sul profilo TikTok. Nell’altra squadra invece, sotto la guida di Pavin, ci saranno Sainz e Shevchenko, assieme all’atleta paralimpico Tommaso Perino. Con loro anche l’attrice americana Kathryn Newton, nota per aver recitato nella serie Provaci ancora Gary e per aver vestito i panni di Cassie Lang nella saga Marvel Ant Man. All’All Star Match della Ryder Cup anche il giornalista sportivo ed ex atleta di fooball americano Victor Cruz, vincitore del Super Bowl nel 2012 con i New York Giants.

Mondiali di basket, Italia ko contro gli Stati Uniti: il match finisce 100-63

Finisce il sogno dell’Italia ai Mondiali di basket in corso nelle Filippine. Dopo essere arrivati ai quarti (cosa che non accadeva dal 1998), gli azzurri sono stati sconfitti dagli Stati Uniti in un match che si è concluso 100 a 63. Gli americani si sono così qualificati per le semifinali dove affronteranno la vincente della partita Germania-Lettonia. A Manila, la squadra di Gianmarco Pozzecco è stata travolta dai rivali con parziali di 24-14, 46-24 e 83-44. Ora è in gioco il torneo di consolazione dal quinto all’ottavo posto e giovedì affronterà la perdente di Germania-Lettonia.

Pozzecco: «Presente e futuro promettente»

Queste le prime parole dell’allenatore ai microfoni Rai: «I ragazzi sono delusi e amareggiati, ma resta il fatto che siamo tra le prime otto squadre al mondo, e questo è qualcosa di straordinario. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto e questa nazionale ha un grande presente e un futuro promettente». E ancora: «Battere la Serbia e arrivare primi nel girone per poi trovarsi con gli Usa… serviva un po’ di fortuna negli incroci. Avremmo dovuto affrontare la Lituania, e invece. Sono convinto che con qualsiasi altra squadra saremmo arrivati in semifinale. Speravo di battere anche l’America, ma loro sono stati troppo precisi al tiro». Nonostante i 18 punti di Fontecchio e i 9 rimbalzi di Melli, un devastante Bridges (24), i punti dalla panchina di Haliburton e l’energia di Banchero (8 punti) hanno segnato sin dai primi minuti il destino della partita.

 

Inzaghi, ufficiale il prolungamento di contratto con l’Inter fino al 2025

La notizia è stata confermata in forma ufficiale martedì 5 settembre: Simone Inzaghi prolungherà il suo rapporto di lavoro con l’Inter in veste di allenatore per un altro anno. L’ex calciatore ha firmato un rinnovo contrattuale che lo vedrà al fianco dei nerazzurri fino al 2025.

Simone Inzaghi resta all’Inter fino al 2025

La conferma dell’accordo raggiunto tra le parti è giunto sulla scia di un esordio di Campionato che ha visto l’Inter salire in cima alla classifica insieme al Milan, la squadra che i nerazzurri dovranno affrontare alla ripresa del torneo subito dopo la sosta delle Nazionali. Al momento l’Inter vanta un totale di nove punti in classifica, guadagnati grazie alle tre vittorie portate a casa nell’ordine contro Monza, Cagliari e Fiorentina, per un bottino complessivo di otto reti segnate e zero subite. Almeno per ora, l’Inter è la sola squadra dei cinque principali campionati top europei a non aver subito nemmeno una rete in questa stagione.

Per lui 5,5 milioni di euro di stipendio

L’ingaggio varrà a Inzaghi uno stipendio di 5,5 milioni di euro all’anno. A questa parte fissa andranno poi aggiunti eventuali bonus in base alle performance sul campo del suo team nei prossimi mesi. Nel suo palmarès da allenatore dell’Inter, fino a questo punto, Inzaghi vanta quattro trofei (ovvero due Supercoppe italiane e due Coppe Italia) oltre alla finale di Champions League di giugno 2023, persa però contro il Manchester City a Istanbul. «FC Internazionale Milano è felice di comunicare il rinnovo di contratto dell’allenatore Simone Inzaghi. Grazie al nuovo accordo, il tecnico sarà alla guida dei nerazzurri fino al 2025», questo il comunicato del club meneghino.

Mondiali di basket: 87-68 alla Lituania, Serbia prima semifinalista

La Serbia è la prima semifinalista ai mondiali di basket in corso nelle Filippine. A Manila, la nazionale di Pesic si è imposta 87-68 sulla Lituania ed è così tornata nella rosa delle prime quattro al mondo. In semifinale affronterà la vincente del quarto di finale tra Slovenia e Canada in programma mercoledì 6 settembre.

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La svolta nei due quarti centrali

La partita ha avuto una svolta decisiva nei due quarti centrali, quando la squadra allenata da Svetislav Pesic ha piazzato un parziale di 49-30. Bogdan Bogdanovic è risultato il migliore in campo con 21 punti, seguito da Filip Petrusev con 17 punti e 3/3 dalla lunga distanza.

US Open: spettatore canta l’inno nazista, Zverev lo fa cacciare

Uno spettatore è stato espulso dagli US Open durante la partita tra Alexander Zverev e Jannik Sinner per aver gridato dalle tribune le parole dell‘inno della Germania nazista. Il tedesco Zverev stava servendo nel quarto set degli ottavi contro Sinner sul campo intitolato ad Arthur Ashe, quando è avvenuto l’incidente. Lo stesso Zverev si è rivolto all’arbitro James Keothavong per lamentarsi.

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Lo spettatore allontanato dalla sicurezza

«Ha appena detto la frase di Hitler più famosa al mondo» – ha spiegato all’arbitro – «È incredibile». Keothavong ha quindi consultato gli agenti della sicurezza nel tentativo di identificare il colpevole. Alla fine, un uomo che indossava un berretto da baseball blu è stato individuato e allontanato dal complesso.

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«Non è proprio una buona cosa da fare»

Zverev ha poi detto ai giornalisti di aver sentito lo spettatore cantare le parole di apertura dell’inno tedesco dell’era nazista, Deutschland Uber Alles. «Ha iniziato a cantare l’inno di Hitler dell’epoca, era un po’ troppo» – ha aggiunto Zverev – «Mi piace quando i tifosi sono rumorosi, mi piace quando sono emozionati, ma penso che come tedesco non sono molto orgoglioso della storia, non è proprio una buona cosa da fare».

Il calciatore Gilberto Hernandez ucciso a colpi di pistola a Colon

Il difensore della nazionale panamense Gilberto Hernandez è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella città di Colon, sulla costa caraibica del paese. A dare la notizia è stata la polizia che ha arrestato un sospetto.

Arrestato un individuo sospettato di essere coinvolto nei fatti

Domenica 3 settembre 2023, il calciatore 26enne era stato crivellato di proiettili da uomini non identificati che hanno sparato da un’auto, secondo quanto riferito dagli agenti. Diverse altre persone sono rimaste ferite, in una città dove sono frequenti i regolamenti di conti tra narcotrafficanti. Il vice commissario Hermogenes Argüelles, capo della polizia della regione di Colon, ha dichiarato che «è stato arrestato un individuo» sospettato di essere coinvolto nell’omicidio, senza fornire ulteriori dettagli.

Chi era Gilberto Hernandez

Il 26enne era approdato nel 2022 al Club Atletico Independiente de La Chorrea, uno dei più importanti del campionato panamense con il quale ha vinto un campionato di Apertura e di Clausura tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. In Nazionale il difensore vantava due presenze: aveva debuttato a marzo 2023 in un’amichevole contro il Guatemala e aveva poi giocato contro l’Argentina il 24 marzo, match terminato 2-0 per i campioni del mondo.

Us Open, Sinner battuto da Zverev al quinto set

Jannik Sinner non ce l’ha fatta. Dopo 4 ore e 40 di gioco, il 22enne azzurro è stato sconfitto dal tedesco Alex Zverev per 6-4, 3-6, 6-2, 4-6, 6-3 ed eliminato agli ottavi di finale dell’US Open 2023. Numerosi errori (67 contro i 46 dell’avversario) e un rendimento di servizio altalenante (53 per cento di prime) hanno portato il numero 1 italiano alla sconfitta. I 50 colpi vincenti non sono stati sufficienti a battere il tedesco in stato di grazia, che ora affronterà ai quarti Carlos Alcaraz (numero 1 al mondo) che ha battuto in 3 set Matteo Arnaldi.

Us Open, Sinner battuto da Zverev al quinto set
L’abbraccio tra Alexander Zverev e Jannik Sinner (Getty Images).

 

Sinner e Zverev si erano scontrati agli Us Open già due anni fa. Anche nel 2021, il tedesco con alle spalle quattro tornei vinti più le Finals di Torino e la medaglia d’oro olimpica a Tokyo, si impose in tre set contro il campione azzurro.

Pallavolo: Egonu dice no all’Azzurro, niente preolimpico

Dopo la delusione dell’Europeo, la nazionale femminile di pallavolo si appresta a ritrovarsi per il torneo preolimpico e nel gruppo delle convocate dal Ct Davide Mazzanti non c’è Paola Egonu. Si tratta, spiega la federazione, «di una scelta concordata» con il tecnico e il presidente federale sulla volontà della Egonu. «L’atleta, pur ribadendo il proprio attaccamento alla maglia azzurra, ha concordato con il ct ed il presidente Manfredi di non partecipare al torneo preolimpico per prendersi un periodo di riposo».

Quindici atlete convocate

Concluso l’Europeo di pallavolo 2023, la nazionale italiana femminile si ritroverà il 9 settembre a Cavalese per preparare il torneo di qualificazione olimpica in programma a Lodz (Polonia) dal 16 al 24 settembre. Per il collegiale in Val di Fiemme Mazzanti ha convocato quindici atlete, da questo gruppo saranno scelte le quattordici che disputeranno il torneo preolimpico.

Questo l’elenco delle convocate:

– Palleggiatrici: Alessia Orro, Francesca Bosio;
– schiacciatrici: Myriam Sylla (C), Elena Pietrini, Loveth Omoruyi, Alice Degradi, Francesca Villani;
– opposti: Sylvia Nwakalor, Ekaterina Antropova.
– Centrali: Marina Lubian, Anna Danesi, Federica Squarcini, Linda Nwakalor;
– liberi: Eleonora Fersino, Beatrice Parrocchiale.

Basket: il serbo Simanic operato d’urgenza, perde un rene

Il cestista serbo 25enne Borisa Simanic è stato operato d’urgenza per la rimozione di un rene, dopo essersi infortunato durante la Coppa del mondo di basket in corso in Asia. Simanic era stato portato in un ospedale della capitale filippina Manila dopo essere stato colpito con una gomitata da Nuni Omot del Sud Sudan in una partita della fase a gironi il 30 agosto.

Il medico: «il decorso postoperatorio procederà senza intoppi»

Le complicazioni derivanti da una prima operazione hanno costretto Simanic a subire un ulteriore intervento chirurgico il 3 settembre, quando uno dei suoi reni è stato rimosso. Il medico della squadra serba Dragan Radovanovic ha detto di aspettarsi che «il decorso postoperatorio procederà senza intoppi».

 

Capello: «Mancini ha commesso un gravissimo errore»

«Mancini ha commesso un gravissimo errore, ha accusato il presidente della federazione dicendo che non sentiva la fiducia quando in realtà sarebbe stato più semplice dire “guardi presidente ho ricevuto un’offerta a cui non posso dire di no ed accettare l’offerta”». L’ex tecnico dell’Inghilterra e di Milan, Juve, Roma e Real Madrid Fabio Capello ha criticato ai microfoni di Radio Anch’io Sport la scelta di Roberto Mancini di lasciare l’azzurro per l’Arabia Saudita.

Su Spalletti Ct azzurro: «Sono contento perché ci voleva uno un po’ matto

«Si è arrampicato sugli specchi accusando il presidente e la federazione di non sentire più la fiducia e di avergli cambiato lo staff», ha aggiunto. Poi su Spalletti Ct azzurro: «Sono contento perché ci voleva uno un po’ matto e Luciano è un po’ matto ad accettare subito di rientrare ad allenare la Nazionale. L’emozione è grande e la voglia altrettanto, essendo un allenatore ispirato che sa dove portare le sue squadre mi sembra sia stata una bellissima scelta da parte di Gravina».

MotoGp, Bagnaia: «Farò di tutto per esserci a Misano»

Il campione del mondo della Ducati Francesco Bagnaia ha rassicurato i tifosi all’uscita dell’ospedale di Barcellona, dove sono state escluse fratture nonostante il terribile incidente nel GP Catalunya. Il motociclista ha raccontato ai microfoni di Sky: «Avevo poco grip nel giro di ricognizione, ho preso una grande botta. Al momento è difficile capire cosa sia successo, di sicuro non è stata una caduta normale. Farò di tutto per essere a Misano». E Davide Tardozzi, team manager Ducati, ha aggiunto: «Fortunatamente non ci sono fratture, molto probabilmente Pecco sarà in pista a Misano».

La Ducati: «Nessuna frattura»

Il pilota sudafricano che ha investito Bagnaia, Brad Binder, ha così raccontato: «Quando ho visto la moto di Pecco ho fatto di tutto per evitarlo, ma non ci sono riuscito. È stato spaventoso, il peggiore incubo di noi piloti è quello di fare male a un altro pilota. Ho parlato con lui al centro medico per sincerami delle sue condizioni. Ma l’ho trovato cosciente, meno peggio di quanto mi aspettassi». Anche la Ducati, in una nota, ha dichiarato: «Francesco ha riportato contusioni multiple, ma ulteriori accertamenti medici non hanno evidenziato fratture. Il campione del mondo in carica volerà stasera in Italia con la squadra».

Cori anti-Juve intonati dai calciatori Milan: indaga la procura Figc

Secondo quanto appreso dall’Ansa, la procura della Federcalcio ha aperto un’indagine sui cori anti-Juve intonati dai calciatori del Milan durante il trasferimento in aeroporto dopo la partita con la Roma e poi postati sui social. Il procuratore federale Giuseppe Chinè, secondo quanto appreso, acquisiti i filmati diventati subito virali ha deciso di fare luce sull’episodio «per accertare l’eventuale violazione dei canoni di lealtà, probità e correttezza ed individuarne i responsabili». Il coro incriminato, partito dal bus rossonero, è stato: «Chi non salta è un gobbo juventino».

Mondiali di basket, l’Italia batte il Portorico e vola ai quarti di finale

L’Italbasket ha conquistato l’accesso ai quarti di finale ai Mondiali in corso nelle Filippine battendo il Portorico per 73 a 57. Un quarto di finale iridato mancava all’Italia dal Mondiale 1998, edizione in cui scese in campo anche l’attuale coach azzurro Gianmarco Pozzecco. Il successo sulla squadra portoricana garantisce agli azzurri un posto tra le migliori otto nazionali del mondo. La gara è stata dominata per larga parte dall’Italia trascinata da Ricci (15 punti) e dall’esperienza di Datome.

Pozzecco: «Partita tremenda»

Sarà il risultato di Serbia-Repubblica Dominicana a stabilire il posizionamento nel girone e il prossimo avversario (Stati Uniti o Lituania). La vittoria della Serbia ci darebbe il primo posto e, con ogni probabilità, lo scontro con i baltici. Queste le prime parole dell’allenatore dopo l’impresa: «Dedichiamo la partita a Matteo Spagnolo e alla sua famiglia per la perdita del nonno materno. Lui è un ragazzo meraviglioso. Sono cose a cui do un valore esagerato. Gli ho chiesto come stesse, lui mi ha detto “andiamo a vincere questa c… di partita”. Di quelli che capiscono il basket, solo il padre di Datome aveva previsto tutto ciò. È stata una partita tremenda». Gli ha fatto eco il presidente federale Gianni Petrucci: «Troppi anni che non arrivavamo tra i primi otto. Ora possiamo continuare a sognare».

Ginnastica dinamica militare italiana: cos’è, chi l’ha creata e le accuse di fascismo

Da alcune settimane la Ginnastica dinamica militare italiana, una forma di allenamento a corpo libero di radice marziale, è tornata a essere protagonista di spot sui canali Mediaset. Simile al crossfit, si tratta di un allenamento certificato e con un vero e proprio copyright che è in capo alla Gdm Italia Srl, società di Brescia in cui nel 2013 ha preso il via la storia di questa disciplina che molto dice del milieu socio-culturale in cui è nata.

Una ginnastica ispirata alla preparazione militare

Il fondatore è Matteo Sainaghi, fisioterapista, che nel 2014 ha depositato il marchio della società e, a quanto si apprende dalle informazioni disponibili sulla Gdmi, ha studiato a lungo i protocolli di allenamento degli atleti degli Anni 70, con il supporto del dottor Mario Tagliaferro, specializzato in ortopedia e medicina dello sport, per creare un sistema di allenamento ispirato alla concezione della ginnastica come preparazione militare. Il sito della società non ne fa certo mistero, affermando di pescare a piene mani dallo «spirito e corpo delle dinamiche di appartenenza militare in quanto le esercitazioni proposte vengono date in forma di comando, un metodo atto a forzare con la dovuta aggressività le barriere resistenti psico-culturali che sono alla base dei processi di adattamento alla sedentarietà e alla disapplicazione fisico sportiva». I punti di riferimento sono gli olimpionici Piero Mennea e Sara Simeoni che Sainaghi riconosce come i “genitori” della moderna Ginnastica dinamica militare italiana con i loro metodi di allenamento intensivi.

Contro la sedentarietà di oggi e contro il comfort delle palestre

Ampi spazi, allenamenti in gruppi numerosi, esercizi a corpo libero ad alta intensità, comandi urlati come ordini militari, inno nazionale alla fine di ogni sessione: il militarismo è insito nei programmi di allenamento della Gdmi. Il punto di partenza di questa disciplina è chiaro: la società moderna sta creando incentivi alla sedentarizzazione che vanno combattuti con un metodo di allenamento dichiaratamente ostile a ogni tipo di comfort. Associato, tra le altre cose, anche alle palestre contemporanee. Sainaghi lo scriveva nel 2019 in una riflessione: «Negli ultimi 50 anni, abbiamo visto come la fisicità abbia perso di pertinenza nelle attività umane, e come la tecnologia sia vicariante ormai in molte attività che un tempo erano sostenute a braccia. Questo ha fatto nascere in compensazione strutture per l’esercizio fisico come le palestre, e centri fitness o sport che via via si sono arricchiti attrezzature e marchingegni nella speranza di far esercitare gambe e braccia di un uomo che non le utilizza più come un tempo». L’unione tra fisicità in declino e attenzione all’intelletto porterebbe, secondo questa teoria, a situazioni estreme: «Arrivare a dire che tra 1000 anni avremo testa grossa e arti inconsistenti non è infondato».

Trecentosessanta centri in Italia e 37 mila iscritti: i numeri della Gdmi

Un tipo di allenamento, questo, che secondo i suoi promotori starebbe riscontrando un crescente successo: la rete della Gdmi, come si legge sul sito, conta 360 centri diffusi in tutta Italia e 37 mila iscritti. La società-capo è attiva dal 2014 e secondo il registro delle imprese di Brescia fatturava prima della pandemia 868 mila euro stando al bilancio 2019. Complice il Covid-19, le entrate sono scese nel biennio successivo: 463 mila euro nel 2020 e 591 mila nel 2021. Sarà interessante avere a disposizione i dati sul 2022 che non appaiono ancora, mentre l’associazione sui suoi canali social rivendica nuove aperture di centri e una rinnovata diffusione della disciplina.

Le polemiche in Toscana per il coinvolgimento delle scuole

È evidente il richiamo di questo metodo di allenamento a una concezione “retrò” della ginnastica. Un istruttore di Gdmi, negli anni scorsi, sosteneva che «risvegliare il guerriero»  dentro ogni iscritto era l’obiettivo primario della disciplina. In passato, lo sbarco della Gdmi in alcune città aveva creato polemiche perché associata inevitabilmente alla concezione della formazione ginnica fascista. E non a caso le tensioni maggiori si sono verificate quando corsi di Gdmi, riconosciuti dal Coni, sono entrati nelle scuole. «Si diffondono sempre di più le presentazioni nelle scuole per l’orientamento ai percorsi post-scolastici da parte di Forze Armate, al pari delle Università statali e (purtroppo) private», hanno scritto a fine maggio i Cobas in un comunicato contro la promozione della “cultura di guerra” in Italia, in cui veniva citata proprio «la diffusione e promozione della cosiddetta Ginnastica Dinamica Militare, svolta nelle palestre scolastiche di alcune regioni». Tre i casi segnalati in Toscana. A fine aprile la scuola secondaria di primo grado Pier Cironi di Prato aveva ospitato un corso interno di Gdmi contestato duramente da due associazioni locali, il Comitato 25 Aprile e Priorità alla Scuola di Prato. A Pisa, la lista civica Una città in comune, area centrosinistra, aveva contestato un evento di Gdmi all’Istituto comprensivo Fucini del settembre precedente. Lo stesso è accaduto a Livorno, per una volta d’accordo con Pisa. E a ottobre a Firenze, dove un evento di Gdmi ha coinvolto gli impianti di Sassetti-Peruzzi, Vittorino Da Feltre e Palarcobaleno, suscitando addirittura un’interrogazione delle civiche di sinistra al sindaco Dario Nardella per la presunta ideologizzazione dell’addestramento ginnico-militare. Sainaghi dal canto suo ha sempre negato la politicizzazione della disciplina e la vicinanza alla “cultura fascista”. Ma che la destra sia – indubbiamente – più sensibile a una tale visione dello sport e a una mentalità aggressiva e militaresca lo testimoniano diverse iniziative ibride tra vita giovanile e cultura militare nate in passato. Il cui caso più noto è la “mini-naja” introdotta, senza grandi successi concreti, da Ignazio La Russa negli anni in cui rivestiva la carica di ministro della Difesa (2008-2011).

Il successo della disciplina nelle Marche, laboratorio della destra meloniana

Se la Gdmi è stata ostacolata in Toscana, nelle vicine Marche – laboratorio dell’Italia meloniana – ha invece trovato terreno fertile. Ad Ascoli Piceno, città che non solo è capitale culturale della Gdmi, in quanto ha dato i natali a Carlo Vittori, storico allenatore di Mennea, ma è anche epicentro della destra nella regione, è presente un’attiva e dinamica sezione. E sempre nelle Marche governate dal 2020 da Francesco Acquaroli, esponente di Fratelli d’Italia, nel 2022 dopo l’incontro nazionale di Gdmi tenutosi a Grottammare, nel Piceno, la direzione Ginnastica Dinamica Militare Italiana ha siglato un patto con la Regione per contribuire, attraverso le sue scuole e le sue palestre, alla diffusione della sana promozione dell’attività fisica. A siglare il patto, in nome della maggioranza, il consigliere di Fdi e ex deputato Carlo Ciccoli. Sebbene la Gdmi non abbia una dichiarata collocazione politica, l’area che finora l’ha incentivata con accordi espliciti è chiara. E non potrebbe esserci tempo migliore dell’era Meloni per espandere la popolarità di questa disciplina a 10 anni dalla sua ideazione.

Bebe Vio vince in Coppa del mondo a Busan: quarto oro su quattro gare

Bebe Vio è tornata. La campionessa azzurra ha vinto la tappa di Coppa del mondo di scherma paralimpica a Busan, in Corea del sud. È il quarto oro consecutivo (su altrettante prove) da quando ha ripreso a gareggiare a marzo 2023, in cui è arrivato il successo a Pisa, seguito da quelli di Nimes a maggio e Varsavia a luglio.

L’atleta punta ai Mondiali di Terni

Nella finale a squadre ai Giochi di Tokyo, l’azzurra si era sublussata il gomito e da allora è stata ferma per quasi due anni. Un’assenza dalle gare che l’aveva fatta crollare nel ranking mondiale. Con questi quattro ori è tornata tra le prime cinque del mondo. Il prossimo appuntamento è con i Mondiali in programma a Terni dal 3 all’8 ottobre 2023. A Busan sono arrivate anche le medaglie di Andrea Mogos, argento nel fioretto categoria A, Edoardo Giordan argento nella sciabola categoria A e Matteo Dei Rossi bronzo sciabola categoria A.

Bebe Vio vince in Coppa del Mondo a Busan: quarto oro su quattro gare
Bebe Vio (Imagoeconomica).

«Sono super felice per questa vittoria, ma lo sono ancora di più per le tante medaglie che abbiamo vinto oggi», ha commentato Bebe Vio all’Ansa. «E tra un mese esatto ci saranno i Mondiali a Terni, non vedo l’ora».

Atletica, Marcell Jacobs settimo nei 100 metri in Cina: vince Coleman

Il campione olimpico Marcell Jacobs ha corso in 10.05 nei 100 metri al meeting della Wanda Diamond League a Xiamen, in Cina, pareggiando il primato stagionale ottenuto in semifinale ai Mondiali di Budapest. Al traguardo l’azzurro ha chiuso settimo nella gara vinta dall’ex iridato statunitense Christian Coleman, che ha eguagliato la migliore prestazione mondiale dell’anno con 9.83 davanti al 9.85 del sorprendente giamaicano Kishane Thompson. Terzo Fred Kerley in 9.96. Quarto e quinto gli statunitensi Brandon Carnes (10.01) e Marcin Bracy-Williams (10.02), sesto il vecchio leone giamaicano Yohan Blake (10.04). Ottavo il cinese Xie Zhenye (10.12), nono il giamaicano Rohan Watson (10.18), mentre Ackeem Blake si è infortunato uscendo dai blocchi.

Spalletti, le prime parole da ct della Nazionale: «Vivo un sogno. Clausola col Napoli? Avvocati al lavoro»

Luciano Spalletti, che ha ufficialmente iniziato venerdì 1 settembre 2023 la sua avventura da ct della Nazionale con le prime convocazioni, ha tenuto una conferenza stampa di presentazione accanto al presidente federale Gabriele Gravina. Dopo aver osservato un minuto di silenzio in memoria dell’incidente di Brandizzo consumatosi pochi giorni prima – in cui hanno perso la vita cinque operai -, non ha nascosto «l’emozione indescrivibile» e la «grandissima responsabilità» che accompagnano l’accettazione del nuovo ruolo.

«Col Napoli ho preso la decisione giusta»

«Grazie alla Federazione e al presidente Gravina per avermi dato questo incarico», ha esordito davanti ai giornalisti. «Spero di far rinascere quel sogno di poter portare con orgoglio la bandiera italiana a festeggiare a tutte le migliaia di bambini che guardano la Nazionale». A chi gli ha chiesto quanto ci ha messo ad accettare il compito, ha risposto di essere stato «felicissimo già dalla prima chiamata ricevuta». Poi il capitolo addio al Napoli e clausola di non concorrenzialità di De Laurentiis: «La città, i tifosi e la squadra sono stati qualcosa di travolgente, più di quanto uno possa aspettarsi. Ho un ricordo bellissimo, ma per quanto riguarda la clausola niente mi farà retrocedere dal pensiero di aver preso la decisione corretta. Ci sono delle cose da mettere a posto, stanno lavorando gli avvocati e spero si arrivi il più velocemente possibile alla migliore soluzione per entrambe le parti».

Sulle convocazioni: «Non voglio avere un numero esagerato di giocatori»

Spalletti ha continuato spiegando come vuole impostare la nuova esperienza con la Nazionale: «Cerco la felicità, è questo ciò di cui abbiamo tutti bisogno. Non riesco di solito a essere felice da solo, o per qualcosa che riguarda me stesso. La mia felicità riflette verso gli altri, se la gente intorno a me non è felice non riesco neanch’io. Napoli e i napoletani sono stati la mia felicità. Questa cosa è da chiarire subito coi calciatori, perché loro devono essere felici di vestire questa maglia e solo così possono dare il meglio in campo». Infine il criterio delle convocazioni: «Dobbiamo giocare due partite fondamentali e quindi ci serve spessore internazionale ed esperienza. Non voglio avere un numero esagerato di giocatori perché poi dispiacerà dover mandare qualcuno in tribuna. In questo momento è fondamentale guardare il minutaggio, perché è diverso adesso rispetto a dicembre. Verratti e Jorginho non li ho chiamati perché non avendo mai giocato è impensabile convocarli. Non conta il nome, ma il comportamento e quello che accade».

Il tribunale sportivo spagnolo apre un procedimento contro Luis Rubiales

Il tribunale amministrativo dello sport spagnolo (Tad) ha aperto un procedimento disciplinare per «condotta grave» contro il presidente della Federcalcio spagnola, Luis Rubiales. Lo hanno riferito fonti dell’Afp vicine alla vicenda. Il procedimento per «condotta grave» e non «molto grave», come chiesto dal governo spagnolo, non consente al Consiglio superiore dello sport (Csd) di pronunciare una nuova sanzione contro Rubiales, già sospeso dalla Fifa per 90 giorni.

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«Sospensione fino alla risoluzione del caso»

Il governo ha riferito che chiederà in ogni caso al tribunale di sospendere Rubiales dalle sue funzioni durante l’indagine. Il Consiglio nazionale dello sport inoltre chiederà al tribunale di «sospendere temporaneamente Luis Rubiales dalle sue funzioni fino a quando il caso contro di lui non sarà risolto definitivamente», ha detto il ministro dello Sport Miquel Iceta in una conferenza stampa.

Rugby, Abodi alla Nazionale: «Rappresentate la maglia azzurra in modo esemplare»

Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha preso parte alla presentazione della Nazionale di rugby in partenza per i Mondiali in Francia in programma dall’8 settembre al 28 ottobre. L’esponente del governo ha salutato gli azzurri con il seguente messaggio: «Porto i saluti della premier Meloni e durante il Mondiale sentirete il nostro orgoglio nazionale. Voi rappresentate la maglia azzurra in modo esemplare. La World Cup non ci vede in primissima linea, ma comunque con ambizioni alte. Conosciamo i nostri limiti, ma ci avete insegnato a sapere andare oltre. Il rugby non si improvvisa, ma avete qualcosa nell’animo e nei vostri occhi. E mi auguro che il vostro comportamento possa essere poi d’esempio. Ci vedremo in Francia». L’esordio della Nazionale sarà il 9 settembre contro la Namibia a St. Etienne.

Il calendario delle partite

Ai Mondiali, l’Italia farà parte del gruppo A e affronterà: Namibia (9 settembre a St. Etienne), Uruguay (20 settembre a Nizza), Nuova Zelanda (29 settembre a Lione) e Francia (6 ottobre a Lione). Le prime due classificate nel girone si qualificheranno per i quarti di finale.

Mondiali di Basket 2023, l’Italia batte la Serbia: azzurri a un passo dai quarti

Impresa dell’Italia del basket guidata da Gianmarco Pozzecco, che nella prima partita della seconda fase dei Mondiali 2023 è stata in grado di superare la Serbia per 78-76, avvicinandosi così ai quarti di finale che ora sembrano essere a un passo.

L’Italia batte la Serbia ai Mondiali di basket 2023

Una vittoria decisiva per l’Italia trainata da un’eccellente performance in campo di Simone Fontecchio (che in questa occasione ha realizzato il suo record personale di canestri in Nazionale), da quella di Marco Spissu (14 punti) e da quella del capitano Gigi Datome, che è stato in grado di far guadagnare al suo team 10 preziosi punti in una fase particolarmente delicata della partita, a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, quando tutto sembrava già perduto. Niente da fare invece per la squadra serba, nonostante i 18 punti segnati da Bogdan Bogdanovic. I serbi, in ogni caso, restano al comando del girone, ma l’Italia li tallona e si prepara a sbarcare ai quarti grazie allo scontro decisivo con Portorico, in programma domenica 3 settembre alle ore 10 (secondo il fuso italiano).

Un rimonta da manuale: la gioia di Pozzecco

Sconfiggere i serbi non è stata una passeggiata per la Nazionale azzurra, che nel quarto periodo è riuscita a risorgere da un -16 grazie a un Fontecchio capace di segnare 30 punti. Ma il suo impegno  non sarebbe bastato senza la forza difensiva di Alesssandro Pajola (sempre con gli occhi puntati sul temibile Bogdanovic) e il controllo dell’area di Nicolò Melli. Il team è dunque pronto a giocarsi le sue ultime carte in occasione di un match che potrebbe riportare l’Italia a giocare i quarti di finale dei Mondiali di basket a ben 45 anni di distanza dal torneo organizzato nel 1978 a Manila. Qui alcune delle immagini del match contro i serbi.