Bonifici bancari in 10 secondi, via libera alle nuove regole dall’Ue: costi e come funzioneranno


Il Parlamento europeo ha adottato il regolamento che introduce nuove regole per effettuare e ricevere bonifici. Il nuovo provvedimento consentirà di trasferire denaro entro 10 secondi, in qualsiasi momento della giornata e sette giorni su sette, negli Stati membri e in quelli dello Spazio economico europeo, senza costi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari.
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“Nessun crollo come nel 2008”: l’analisi di Forchielli dopo il crac del colosso cinese Evergrande


Alberto Forchielli commenta a Fanpage.it l'ordine di liquidazione per Evergrande, colosso immobiliare cinese, sommerso da debiti per circa 330 miliardi di dollari: "Non ci sarà alcun impatto sull'economia globale. Neanche i mercati ne hanno risentito oggi. La struttura finanziaria del mercato cinese fa sì che un nuovo caso Lehman sia impossibile".
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Pagamento Assegno di Inclusione a gennaio 2024, le date in calendario e chi può fare domanda


La prima mensilità dell'assegno di inclusione verrà erogata dal 26 gennaio 2024 a coloro che hanno presentato la domanda entro il 7 gennaio (con esito positivo) e con patto di attivazione digitale sottoscritto entro la medesima data. Dal 15 febbraio 2024, invece, partiranno i pagamenti per coloro che hanno presentato la domanda tra il 7 gennaio e il 31 gennaio, con Pad sottoscritto entro la fine del mese.
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Pagamento Assegno Unico a dicembre 2023: date accredito Inps e come regolarizzare l’Isee


L’assegno unico di questo mese verrà accreditato il 18, 19 e 20 dicembre 2023 alle famiglie per le quali la rata non ha subito nessuna variazione, dal 20 al 31 dicembre per chi ha subito una variazione dell'importo rispetto a novembre. I genitori che sono anche percettori del reddito di cittadinanza lo riceveranno dal 27 dicembre 2023 insieme all'Rdc. Vediamo quali nuclei potrebbero vedere ridotti gli importi e come fare per porre rimedio.
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Pagamento Assegno Unico a novembre 2023: date accredito Inps e per chi scatta il taglio degli importi


L'assegno unico di questo mese verrà accreditato il 16, 17, 20 novembre 2023 a quelle famiglie che l'hanno già ricevuto nei mesi scorsi e per i quali la rata non ha subito nessuna variazione. Mentre i genitori che percepiscono anche il reddito di cittadinanza e che, nelle scorse settimane, non hanno ricevuto nessun messaggio dall'Inps con l'avviso di sospensione riceveranno l'assegno unico dal 27 novembre 2023. Vediamo quali nuclei potrebbero vedere ridotti gli importi.
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Perché l’inflazione è crollata all’1,8% in Italia e cosa cambia davvero per chi fa la spesa


L'inflazione in Italia ha toccato il livello più basso dal luglio 2021: i prezzi sono saliti solamente dell'1,8% rispetto a un anno fa. Il motivo, però, ha poco a che fare con il trimestre anti inflazione del governo Meloni e molto con i prezzi dell'energia, che a ottobre 2022 ebbero un boom. Per il carrello della spesa, l'inflazione è rallentata ma in modo molto meno pronunciato.
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Codacons: «La guerra spinge il gas, in arrivo gli aumenti»

Dallo scoppio del conflitto in Israele «le quotazioni del gas sui mercati internazionali sono salite del +34 per cento, passando dai 38 euro al megawattora del 6 ottobre ai 51 euro di venerdì scorso», un incremento che, «se traslato sulla voce ‘approvvigionamento materia prima energia’ nelle prossime bollette di luce e gas, determinerebbe sul mercato tutelato una spesa aggiuntiva pari a +355 euro su base annua a famiglia». Lo ha affermato il Codacons in una nota, plaudendo alla proroga del mercato tutelato che lunedì 23 ottobre verrà varata dal Cdm.

Gli aumenti della bolletta media

«Con il nuovo fronte di guerra», spiega l’associazione, «la bolletta media del gas potrebbe salire di 210 euro, attestandosi a 1.537 euro annui a nucleo, mentre quella dell’elettricità aumenterebbe, nell’ipotesi di prezzi costanti, di 145 euro, portandosi a quota 909 euro annui, con una spesa complessiva per le forniture energetiche di 2.446 euro e un incremento complessivo del +17 per cento rispetto alle tariffe attualmente in vigore.

Per risollevare Confindustria serve il contrario di un Bonomi

Sorpresa, ma non tanto. Confindustria non conta più nulla. I quattro anni della presidenza Bonomi (quasi all’unanimità una delle più incolori di quelle passate ai piani alti di viale dell’Astronomia) stanno finendo e il sindacato degli imprenditori si trova per l’ennesima volta al bivio: scegliere un leader forte e carismatico che ridia lustro a un’organizzazione arrivata ai minimi, o pescare un altro «professionista di Confindustria», come li chiamava con un certo sprezzo Gianni Agnelli, un imprenditore senza impresa che ne perpetui l’ineluttabile declino.

Il progressivo distacco del governo e della politica da Confindustria

D’accordo, in questi tempi liquidi bisogna fare i conti con la crisi della rappresentanza, l’evanescenza dei corpi intermedi che ne mette in discussione ruolo e identità. Però mentre la triplice sindacale si agita, vuol dare segni di viat e far vedere che, indipendentemente da quale sia il suo peso reale, l’antagonismo al governo è sempre un buon collante, Confindustria resta avvolta nel suo esiziale torpore. Qualche intervista, qualche dimenticabile convegno, qualche uscita spesso relegatasolo  tra le pagine rosa del giornale di casa. Ma al dunque, quando il gioco si fa duro, resta ai margini del campo. Sarà forse perché, eravamo agli inizi della sua presidenza, Bonomi si lanciò incautamente a dire che la politica era peggio del Covid, ma da allora il distacco con i suoi palazzi che gliel’hanno giurata  è stata una costante. Basta, dialogo ai minimi, non ci confrontiamo con chi ci considera più deleteri di un’ epidemia. Al punto che, quando lo scorso febbraio Giorgia Meloni decise di passare un colpo di spugna sul Superbonus edilizio, che pur coinvolgeva migliaia di aziende del settore, in viale dell’Astronomia non arrivò nemmeno una telefonata di cortesia. Si dirà che quando l’organizzazione celebra la sua assemblea generale, leader di partito e cariche istituzionali sono sempre lì a far passerella. Ma  è diventata seempre più una partecipazione di circostanza, un rito cui sembra troppo non presenziare (lo fece una volta Matteo Renzi, quando da premier ancora infervorato nel suo afflato rottamatore, disertò l’assise al Parco della Musica). Vuoi mettere la corrispondenza di amorosi sensi con Coldiretti, il caldo abbraccio degli iscritti, la confort zone dove Meloni si rifugia quando ha bisogno di sentirsi coccolata e acclamata?

Per risollevare Confindustria serve il contrario di un Bonomi
Carlo Bonomi (Imagoeconomica).

L’identikit del successore ideale di Bonomi

Ma Confindustria, oltre che essere in crisi col mondo esterno, ha problemi anche con se stessa. L’ultimo episodio di cui questo giornale ha dato notizia, ossia il furibondo scazzo tra Bonomi e Francesca Mariotti, la direttrice generale, una testa finissima in fatto di fiscalità, culminata con il siluramento della manager, è la spia che la struttura sta cadendo a pezzi. Ma se dai un’immagine di profonda spaccatura al tuo interno come puoi pensare che la tua rappresentatività non ne esca intaccata? Quello di Mariotti è solo l’ultimo di una sequela di scontri dove a far da teatro è stata anche la Luiss, ovvero la Bocconi di Confindustria, l’università da sempre suo fiore all’occhiello. Così, alla vigilia della campagna elettorale da cui uscirà il nuovo presidente, viale dell’Astronomia è dilaniata da un tutti contro tutti che ne intacca gravemente l’immagine. Per colui che succederà a Bonomi, sarà un compito ingrato e faticoso. Ma serve un requisito imprescindibile da cui partire. Dovrà essere un imprenditore che vive del suo lavoro, che può per la durata del mandato distaccarsene senza averne nocumento. Dovrà essere qualcuno che si dedica anima e corpo a recuperare l’identità e il prestigio perduti, e che non veda Confindustria solo come un trampolino di lancio a uso e consumo della sua carriera.

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Pagamento Assegno Unico a ottobre 2023: date accredito Inps e ultime no


L’assegno unico di questo mese verrà erogato il 17, 18 e 19 ottobre 2023 ai genitori che hanno già ricevuto la prestazione negli scorsi mesi oppure nel caso in cui la mensilità non abbia subito variazioni. Invece, i beneficiari che hanno presentato la domanda a settembre o il cui assegno sarà oggetto di un conguaglio riceveranno l’accredito durante l’ultima settimana di ottobre 2023.
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Cos’è il bonus colonnine e come richiederlo

Il governo, per incentivare il passaggio alla mobilità elettrica di cittadini e imprese, ha previsto il bonus colonnine che permette la copertura del 40 per cento delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione dei dispositivi di ricarica.

Il bonus copre le spese effettuate dopo il 4 novembre 2021

A poter beneficiare del bonus colonnine, come detto, sono le imprese nazionali di qualsivoglia dimensione e i singoli professionisti che, accedendo alla misura, possono ottenere il rimborso del 40 per cento delle spese sostenute per le colonnine di ricarica elettrica acquistate dal 4 novembre 2021 e oggetto di fatturazione elettronica. Le spese coperte dal bonus riguardano l’installazione:

  • delle colonnine;
  • degli impianti elettrici;
  • delle opere edili strettamente necessarie;
  • degli impianti;
  • dei dispositivi per il monitoraggio.

Inoltre, il contributo governativo copre fino al massimo del 10 per cento delle spese sostenute per l’acquisto e la messa in opera degli impianti, così come quelle relative alla connessione della rete elettrica e alla progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi.

Le domande entro il 30 novembre

I cittadini e le imprese interessati al bonus colonnine devono farne espressa richiesta ed inviare la domanda nel periodo compreso tra il 10 e il 30 novembre 2023. Già dalle ore 10 del 26 ottobre 2023, tuttavia, sarà possibile compilare la richiesta sulla piattaforma digitale di Invitalia. La stessa agenzia governativa mette a disposizione dei cittadini un numero verde gratuito, 800 77 53 97, e una scheda contatto online nell’area riservata sul sito www.invitalia.it.

Bonus colonnine
Colonnine elettriche per la ricarica delle auto (Pixabay).

87,5 milioni di euro a sostegno del bonus colonnine

A sostegno della misura sono stati stanziati dal governo 87,5 milioni di euro, 70 dei quali volti a sostenere le imprese che acquistano colonnine elettriche di ricarica per un valore complessivo inferiore ai 375 mila euro. Altri 8,75 milioni di euro sono riservati alle imprese che superano nel costo complessivo la suddetta soglia, mentre ulteriori 8,75 milioni sono rivolti ai professionisti.

Il ministro Pichetto Fratin: «Vogliamo accompagnare la crescita della mobilità elettrica»

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si è così espresso sul bonus colonnine: «Vogliamo accompagnare la crescita della mobilità elettrica nel Paese, già fortemente sostenuta dal Pnrr». A tal proposito si ricorda che il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede un investimento di 700 milioni di euro che, entro il 2026, consentiranno lo sviluppo di oltre 20 mila infrastrutture fra aree urbane e superstrade.