di Arturo Calabrese
A Roccadaspide lo scorrimento di graduatoria non è un atto amministrativo, ma pare essere un esercizio di prestidigitazione. L’ultima deliberazione da prendere in considerazione è quella della giunta, la numero 73 dello scorso primo aprile e è uno scherzo che rispetta la tradizione di tale data.
Essa certifica che Sergio Gargiulo, il segretario comunale, si è trovato in una situazione di “potenziale conflitto di interessi”. Situazione che sembra evidente solo a guardare l’incastro. La candidata che potrebbe essere assunta tramite scorrimento è Marta Gnazzo. Si tratta della vice sindaco di Felitto, lo stesso comune dove il segretario comunale di Roccadaspide esercita le stesse funzioni come da nomina del sindaco Carmine Casella. L’intreccio diventa ancora più raffinato quando si scopre che a richiedere formalmente il posto è proprio il responsabile del Settore I, cioè lo stesso segretario che è in conflitto.
Il professionista autorizza un solo posto per scorrimento mentre un secondo, identico per profilo e categoria, viene lasciato ad un altro concorso attualmente in essere. Il primo posto, quello per scorrimento, porta alla vice Marta Gnazzo. Gargiulo si tira indietro perché incompatibile, essendo segretario comunale anche in quel di Felitto, ma firma la richiesta per il posto.
Intanto, sullo sfondo, resta la sequenza di incastri che in parte ho già documentato: nella graduatoria del Comune di Roccadaspide infatti risultano collocati due candidati residenti a Felitto, il terzo classificato già assunto in passato, indicato come figlio del sindaco di Felitto, e poi il quarto classificato primo attualmente degli idonei a scorrimento, salvo dietro-front, identificato come la vice sindaco.
Ma il segretario, che a Felitto firma, verbalizza e opera, non può procedere. Troppa simmetria. Nel frattempo, alla Comunità Montana Calore Salernitano, il cui presidente è lo stesso Casella, la coincidenza e il fato vogliono che a vincere il concorso sia stata la cognata del sindaco di Roccadaspide, argomento ampiamente trattato su questo giornale. Articoli che hanno fatto indispettire non poco qualcuno, tanto da spingerlo a minacciare chi redige il presente articolo.
Ovviamente è tutto agli atti. Tornando al fatto: Roccadaspide assume il figlio del sindaco di Felitto, e a breve dovrebbe assumere un’amministratrice di Felitto; la Comunità Montana assume una parente del sindaco di Roccadaspide sotto la presidenza del sindaco di Felitto. Un’opera d’arte istituzionale. La delibera non accusa nessuno, ma certifica un fatto: gli intrecci sono così stretti da impedire perfino a chi li ha creati di firmare l’atto finale.
E resta una domanda tanto a Roccadaspide quanto in buona parte del territorio cilentano dove da tempo vige un sistema dove non è ben chiaro se a scorrere sia la graduatoria o la convenienza. È tutto scritto nelle carte e su qualche aspetto si era già anticipato il fatto prima che accadesse. Ora tante tessere stanno andando al proprio posto.
L'articolo Roccadaspide: nel Cilento valgono ancora le competenze? proviene da Le Cronache.
