De Luca: Giuli nomina esponente FdI nel Cda della Reggia di Caserta

Serve un chiarimento politico immediato, ma anche un approfondimento amministrativo serio. Non è possibile che il ministro Giuli utilizzi i musei statali come strumenti di occupazione politica, piazzando amici ed esponenti di partito e politicizzando istituzioni che dovrebbero essere autonome e libere. La misura è colma, la lista è troppo lunga”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico. “Come emerge dal decreto di nomina, nel Cda della Reggia di Caserta figura il coordinatore di Fratelli d’Italia a Caserta. È una modalità di gestione imbarazzante e inaccettabile, soprattutto quando riguarda un luogo simbolo dello Stato e patrimonio culturale riconosciuto dall’Unesco. Non siamo di fronte a un caso isolato, é una pratica che si sta diffondendo su scala nazionale: Giuli si avvale della delega alla Cultura per fini politici e per sistemare dirigenti e amici di partito. Una deriva mai vista prima”, insiste il segretario regionale del Pd. “Il ministro Giuli deve chiarire immediatamente: la Reggia di Caserta e il patrimonio culturale dello Stato non possono essere trasformati in strumenti di propaganda politica, ma sono beni pubblici che devono essere tutelati e gestiti nel rispetto dell’autonomia, della competenza e della trasparenza”, conclude.

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Michele Pinto nuovo presidente dell’Associazione nazionale stampa online

L’Assemblea nazionale di Anso – Associazione nazionale stampa online, ha eletto Michele Pinto nuovo presidente per i prossimi tre anni. Pinto succede a Marco Giovannelli, che ha guidato l’Anso negli ultimi nove anni, per tre mandati consecutivi. Un lungo periodo nel quale l’ente è cresciuto, si è strutturato e ha ottenuto la sottoscrizione del contratto di lavoro giornalistico Anso–Fisc. «La presidenza di Marco Giovannelli e il lavoro del direttivo uscente hanno costruito basi solide. Il mio impegno sarà quello di proseguire su questo percorso, affrontando una nuova fase di crescita e di sfide per l’editoria locale online», ha detto Pinto. «L’editoria vive una fase complessa, ma l’informazione resta essenziale. Anso deve continuare a fornire agli editori strumenti concreti per crescere e rafforzarsi. Editori più solidi significano anche condizioni di lavoro più stabili e serene per chi fa informazione ogni giorno», ha aggiunto. Fondata nel 2003, Anso ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare gli interessi degli editori di testate giornalistiche online a carattere locale.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni

Alla fine non ce l’ha fatta più e ha cancellato il volto di Giorgio Meloni dall’affresco situato nella cappella del Crocifisso della basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Una decisione che Bruno Valentinetti, restauratore fai-da-te, pare aver preso dopo una «richiesta del Vaticano». La storia, ovviamente, non finisce qui, perché una buona parte è ancora da scrivere.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Bruno Valentinetti (Ansa).

Per il restauro sono stati stanziati (ma non spesi) 2,6 milioni del Pnrr

I lavori di restauro conservativo di San Lorenzo in Lucina sono inseriti nei progetti del Pnrr, anche se la somma risulta non spesa. Sul sito si sottolinea che la basilica beneficia di un finanziamento totale di 2,64 milioni di euro dal ministero della Cultura, mentre il soggetto attuatore è il Fondo Edifici di Culto (Fec). Il progetto (codice CUP F89C22000410006) riguarda interventi di riqualificazione. La basilica in questione è di fatto di proprietà del ministero dell’Interno, gestito dal Fec, braccio esecutivo del Viminale per i beni acquisiti dallo Stato Italiano dopo la caduta dello Stato Pontificio per opera dei piemontesi, ovvero i Savoia. L’unico legittimato a parlare sarebbe il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che però sul tema non ha pronunciato una parola, impegnato poi com’era sui fatti accaduti a Torino.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
La facciata di San Lorenzo in Lucina a Roma (Ansa).

Don Pintus, il parroco «picconatore»vicino ai monarchici

Facciamo ancora un passo indietro. In quella chiesa in qualità di parroco fu don Piero Pintus, amico del fu presidente della Repubblica Francesco Cossiga, a voler dedicare una cappellina a Umberto di Savoia, con tanto di monumento. Pintus nel 1992 venne “licenziato” dall’allora presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini. Il parroco «picconatore» (cit. L’Unità) aveva infatti accusato Ruini di essere affiliato alla massoneria. Ma dietro la decisione del capo dei vescovi c’era la preoccupazione che quella basilica diventasse punto di riferimento per quell’aristocrazia nera che non era proprio a lui amica. Pintus, inoltre, era solito inviare lettere in cui dileggiava i politici di sinistra per difendere il suo vecchio amico Cossiga.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
L’articolo dell’Unità sul ‘licenziamento’ di don Pintus.

A questo quadro già rocambolesco, si aggiunsero poi le polemiche dei monarchici, che volevano trasferire i resti dell’ultimo sovrano italiano nel Pantheon e, dopo essersi “accontentati” del busto in San Lorenzo in Lucina, difendevano la chiesa come se fosse cosa loro.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Una messa in suffragio di Maria di Savoia Borbone Parma in San Lorenzo in Lucina (Ansa).

La famiglia Memmo e il restauro del 2003

Di fronte alla chiesa si trova il complesso che fu dei Ruspoli, in parte acquistato dai Memmo, famiglia di origini leccesi. Il salotto di Daniela Memmo è caro da sempre alla destra romana. Alle sue cene spesso è presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sempre attento ai problemi della chiesa nel mondo. Si dice che Valentinetti lavori anche per loro, i Memmo, oltre che per la basilica. Al Corriere della Sera, Daniela Memmo ha dichiarato di aver finanziato personalmente i lavori della cappella nel 2003: «Fu un omaggio a mio suocero Carlo, ministro della Real Casa», cioè Carlo d’Amelio (1902-1996), gentiluomo e cameriere segreto di cappa e spada di Sua Santità, che nel 1983 sostituì Falcone Lucifero nel ruolo di ministro della Real Casa di Savoia durante l’esilio. Storie d’altri tempi che sono riemerse nel 2026 per colpa di un angelo al quale è stato dato il volto di Giorgia Meloni.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Daniela Memmo con Gianni Alemanno, Dino Gasperini, Mario de Simoni nel 2012 (Ansa).

L’obolo delle fondazioni

Ma non è finita. Nel 2005 per il restauro «delle coperture della Chiesa di San Lorenzo in Lucina e di due cappelle interne a essa», come si legge nei documenti della Camera, fu proposto di utilizzare la destinazione dell’8 per mille del gettito Irpef per un importo di 190 mila euro. Non è specificato di quali cappelle si trattasse ma la firma era dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel corso degli anni, come mecenate, nella basilica è intervenuta anche la Fondazione Camillo Caetani. Di fondi di Santa Romana Chiesa, direttamente, non se ne parla. Sono sempre girati tramite l’8 per mille. E per le emergenze c’è sempre stato il Fec. L’attuale parroco, don Cesare Micheletti, aveva parlato di due fondazioni. Esiste anche la Fondazione Memmo, che organizza iniziative culturali e gestisce lo spazio espositivo di via di Fontanella di Borghese. Il cerchio è chiuso (o quasi). Mancava solo l’apparizione, nella puntata di mercoledì de La pennicanza, su Radio2, di Fiorello con la maglietta nera con l’angelo Meloni…

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Fiorello con la t-shirt del cherubino-Meloni alla Pennicanza (da RaiPlay).
I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
La maglietta di Fiorello con l’angelo-Meloni (da RaiPlay).

Scafati, Bicchielli: “Bene adesione a FI di Berritto, Cavallaro e Accardi”

«Accolgo con entusiasmo l’adesione a Forza Italia dei consiglieri comunali Maria Berritto, Luigi Cavallaro e Filippo Accardi, con i quali ho condiviso un pezzo di strada importante e ho avuto modo di apprezzarne le qualità umane e politiche. Le mie congratulazioni a Cavallaro per la nomina a capogruppo: un impegno importante che sono certo saprà svolgere con passione, dedizione e soprattutto rispetto verso la città e le istituzioni».

Lo dichiara Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e vice responsabile nazionale Enti Locali del partito.

«I miei auguri più sinceri con la consapevolezza che Forza Italia potrà contare su tre validi amministratori, sempre pronti a mettersi a disposizione della città e della comunità. A loro, chiaramente, il mio pieno sostegno», ha aggiunto Bicchielli.

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Il ruolo della Lombardia nell’industria chimica europea

La Lombardia ha consolidato il proprio ruolo di regione leader nell’industria chimica a livello europeo, guidando dal 2024 l’European chemical regions network (Ecrn), l’alleanza continentale dei territori più rappresentativi del settore. Durante la presidenza affidata all’assessore regionale Guido Guidesi, la rete si è ampliata da 10 a 21 membri diventando un interlocutore diretto della Commissione europea nei tavoli per il rilancio del comparto e offrendo alle aziende, allo stesso tempo, un sostegno per accedere alle opportunità di finanziamento europee attraverso la partecipazione a sei progetti comunitari che hanno generato stanziamenti per circa 19 milioni di euro. Rilevanti anche gli sforzi per agevolare le connessioni tra i diversi distretti industriali rafforzando la capacità di fare sistema. La presidenza lombarda cederà ora il testimone a quella catalana, anche se la Regione manterrà comunque un ruolo da protagonista con la vicepresidenza dell’associazione con delega alla Critical chemicals alliance, il gruppo di lavoro che contribuisce allo sviluppo e alla concretizzazione del piano di azione europeo per l’industria chimica.

Il ruolo della Lombardia nell’industria chimica europea
Riunione dell’Ecrn.

Guidesi: «Continuare a supportare il settore per renderlo più efficiente e sostenibile»

Il passaggio di consegne è avvenuto a Rotterdam, dove l’assessore Guidesi è intervenuto ribadendo che, senza la chimica, l’economia europea non ha futuro: «È nostro compito continuare a supportare il settore per renderlo più efficiente e sostenibile, ma è anche nostro dovere difenderne la presenza e migliorare la competitività delle nostre imprese. Siamo riusciti, attraverso un importante lavoro di squadra, a far sì che l’Unione europea sia tornata a occuparsi con attenzione di un comparto fondamentale, che non può e non deve essere abbandonato». Nel settore, la Lombardia è tra le prime cinque regioni europee per numero di addetti (45 mila) e la terza per la chimica fine e specialistica a uso industriale. Ecrn comprende 17 regioni di otto Stati, oltre a quattro membri associati. Le regioni sono Drenthe, Groningen, Limburg, Zuid-Holland, Zeeland (Paesi Bassi), Catalogna (Spagna), Fiandre (Belgio), Emilia-Romagna, Sassonia-Anhalt, Baviera (Germania), Lombardia, Masovia (Polonia), Ústí (Cechia), Liguria, Abruzzo, Piemonte, Valencia (Spagna). I membri associati sono Polish chamber of chemical industry (Pipc), Confapi, Hungarian chemical industry association (Mavesz) e Green chemistry cluster.

Picierno attacca il Pd sul referendum: cosa è successo

«La linea comunicativa del Partito Democratico che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente. Da fondatrice e militante del Pd sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista». Lo ha scritto Pina Picierno in un duro post su X contro l’ultimo passo falso del suo partito, avvenuto sui social.

L’infelice accostamento tra chi voterà “Sì” e i neofascisti

L’amarezza di Picierno nasce dalla clip pubblicata sulla pagina Instagram del Partito democratico, con i saluti romani dei neofascisti ad Acca Larentia e il messaggio in sovrimpressione: «Loro votano sì. Ricordagli che la Costituzione è antifascista». E si legge anche: «CasaPound annuncia il sostegno alla riforma del governo Meloni. Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione: il 22 e il 23 marzo VOTA NO!».

Il messaggio di FdI: stessi toni (al contrario) di quello dem

La campagna del Pd ha ricalcato, al contrario, quella di Fratelli d’Italia, che ha pubblicato sui social un video degli scontri di Torino per Askatasuna, con il messaggio: «Noi non siamo come loro e voteremo sì».

Picierno: «Voterò sì, come molti elettori e militanti del Pd»

Chiedendo di non trasformare il referendum sulla riforma della giustizia «in una contesa politica sul governo in carica», perché «per quello ci saranno le elezioni politiche», Picierno ha poi scritto: «Io voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti. Basta con una campagna che sembra ricalcare, al contrario, i toni e lo stile di Fratelli d’Italia, anche loro impegnati in una penosa linea comunicativa per cui chi vota no è assimilabile ai violenti degli scontri di Torino». Poi: «So bene che esiste una linea maggioritaria nel mio partito, e sono sicura che esistono molti modi per argomentare sulle ragioni del “No”. In tutta onestà mi pare che quelle osservate e ascoltate fin qui non siano quelle più giuste e quelle più convincenti».

Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina

Il restauratore Bruno Valentinetti ha cancellato il volto di Giorgia Meloni sull’angelo (o vittoria alata) della chiesa di San Lorenzo in Lucina (Roma). «A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato», ha detto, confermando che è stata direttamente la Santa Sede ad avanzare la richiesta di ripristinare l’opera, realizzata nel 2000, nella sua forma originaria. Sul caso si è mossa anche la Sovrintendenza di Roma, che ha aperto un’indagine dei Beni Culturali e avviate ricerche d’archivio sull’affresco. Ospite di Fiorello a La Pennicanza, Valentinetti aveva scherzato: «Ero posseduto. Dormivo e mi è apparsa la Meloni in sogno, vestita di bianco. Sembrava la Madonna di Fatima! Mi diceva: “Bruno, dipingi l’angelo a mia immagine; mettigli la mia faccia”. La mano andava da sola!». Ecco i migliori meme sul caso dell’angelo-Meloni.

Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina

Live Nation ha acquisito il Gruppo ForumNet

Live Nation ha firmato un accordo per l’acquisizione del Gruppo ForumNet, uno dei principali operatori di venue in Italia, da Bastogi Spa, rafforzando il proprio impegno a investire nel dinamico ecosistema dell’intrattenimento dal vivo italiano. Fulcro dell’operazione è l’Unipol Forum, una delle arene più iconiche del Paese per musica e sport che, dalla sua inaugurazione nel 1990, accoglie ogni anno circa 2 milioni di spettatori e ha ospitato superstar internazionali e grandi protagonisti della musica italiana come Vasco Rossi, Cesare Cremonini, Tiziano Ferro e Marco Mengoni. Oltre alla musica, l’Unipol Forum è la casa dell’Olimpia Milano di basket e ospiterà le competizioni di pattinaggio di figura e short track alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Previsti investimenti sull’Unipol Forum

Live Nation prevede un piano di investimenti significativi sull’Unipol Forum per migliorare ulteriormente la partecipazione del pubblico, potenziare le infrastrutture dedicate ad artisti e produzioni e introdurre interventi orientati alla sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbone. Gli interventi valorizzeranno il lascito olimpico della venue, assicurandone il ruolo di riferimento nel lungo periodo per l’intrattenimento di livello internazionale e lo sport d’élite. L’accordo include, inoltre, Teatro Repower e la gestione della venue open-air Carroponte.

L’operazione verrà completata entro aprile 2026

Nel loro insieme, queste venue svolgono un ruolo chiave nel settore dell’intrattenimento dal vivo in Italia, che nel 2024 ha generato un valore complessivo di 4,5 miliardi di euro a livello nazionale. L’attuale team ForumNet continuerà a gestire le venue, accogliendo tutti gli organizzatori di eventi. Live Nation proseguirà l’attività di promozione degli spettacoli su tutto il territorio italiano. Il completamento dell’operazione è subordinato alle consuete condizioni di closing ed è previsto entro aprile 2026.

Disney, Josh D’Amaro nuovo ceo

Josh D’Amaro, responsabile della divisione Experiences (parchi a tema, crociere e prodotti), assumerà il ruolo di ceo Walt Disney dal 18 marzo 2026, giorno in cui è in programma l’assemblea annuale della società. Il manager, incoronato da un voto unanime del cda, prenderà il posto di Robert A. Iger, che resterà nel consiglio di amministrazione e come consulente senior fino a fine anno A capo del più grande segmento di attività dell’azienda, con un fatturato annuo di 36 miliardi di dollari nel 2025, D’Amaro è un veterano Disney, in cui ha lavorato negli ultimi 28 anni. La sua divisione ha generato, nell’ultimo anno fiscale, il 38 per cento dei ricavi e il 57 per cento dell’utile operativo. La nomina chiude una corsa interna che ha visto in lizza anche Dana Walden (co-presidente dell’intrattenimento), Alan Bergman e Jimmy Pitaro.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza

Soldi: parecchi. Tempo: almeno un anno e mezzo per organizzare il concorso. Tra riunioni, contro-riunioni e affanni vari dei commissari e dell’unica superstite della cattedra che aspetta rinforzi da troppi mesi. E alla fine? Tutto buttato via. Pare abbiano ragione le serpi: il capo dipartimento dell’Università di Brescia vorrebbe rinunciare all’assunzione di un docente associato in Malattie respiratorie.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Medici degli Spedali Civili di Brescia (Imagoeconomica).

Il motivo l’abbiamo già scritto: non ha vinto il candidato designato, cioè il plenipotenziario primario degli Spedali civili, che ha ottenuto oltre 50 punti in meno rispetto agli altri due aspiranti al posto. Sì, cinquanta punti: un abisso, visto che di solito queste dinamiche si giocano sullo zero virgola.

Quanto è probabile la cancellazione della cattedra?

Tuttavia, dopo l’auto-defenestrazione del vincitore – ha primeggiato anche all’Humanitas di Rozzano e preferisce quella destinazione -, il secondo classificato non avrebbe la minima idea di rassegnarsi a un’eventuale cancellazione della cattedra, nonostante l’ipotesi sia prevista dal regolamento della facoltà. Ed è pronto a spedire una lettera al dipartimento in cui dichiara la volontà di assumere l’incarico a Brescia. Un atto cortese e formale per ribadire la sua disponibilità, che sarà all’ordine del giorno della riunione di dipartimento di mercoledì 4 febbraio. Cosa succederà quindi? Non si sa, ma il secondo classificato spera in un intervento in suo favore da parte del magnifico rettore Francesco Castelli.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Francesco Castelli, rettore dell’Università degli studi di Brescia (foto Imagoeconomica).

L’altra grana: l’apertura di una seconda facoltà di Medicina

Le rogne per il concorso comunque non sono le uniche dell’università. C’è molta, moltissima, preoccupazione – praticamente disperazione – per una voce che gira da mesi: in città viene data ormai per certa l’apertura di una seconda facoltà di Medicina! Il punto esclamativo è più che lecito: come dicono i docenti della Statale, se dovesse succedere «saremmo spacciati».

Dietro questo disegno, secondo gli arcinemici, ci sarebbe l’ex rettore, ex responsabile della conferenza dei rettori delle università italiane, ex papabile candidato a sindaco di Brescia (lisciato dal Partito democratico), nonché commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana Maurizio Tira.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Maurizio Tira (foto Imagoeconomica).

Potenziali conflitti d’interessi? Non segnalati

Oltre a mantenere la cattedra di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Brescia, infatti, il nostro è nel consiglio di amministrazione della Poliambulanza. Il suo incarico triennale, retribuito con 30 mila euro, è stato autorizzato dal direttore di dipartimento che deve valutare anche potenziali conflitti d’interessi. Evidentemente non li ha intravisti. La domanda (lecita) che si fanno in facoltà è la seguente: «Da rettore, Tira ha elaborato il piano strategico della Statale e ora cosa fa? Approva la convenzione fra Poliambulanza e UniCattolica per aprire Medicina?». Lo scopriremo presto.

Il prete che vuole diventare padre: “Decisione presa dopo anni di solitudine”, chi è Don Giovanni Gatto


51 anni, originario di Montebelluna, don Giovanni Gatto lascia il sacerdozio per costruirsi una famiglia e diventare padre. Critico verso la chiesa (“un’Istituzione che spesse volte incatena in schemi mentali, formalismi e moralismi”), l’ex parroco di Tempera ha chiesto la dispensa a Papa Leone XIV dopo un lungo percorso personale e spirituale. "Non amo nessuna donna, ma voglio una famiglia".
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