di Arturo Calabrese
Le tradizioni del Cilento sono molteplici. Esse intersecano la religione al paganesimo, formando quella terza tanto decantata e tanto amata. Usi e costumi che si riverberano, gioco forza, anche sulla tavola, uno degli aspetti maggiormente apprezzati anche dal turista non cilentano, in particolare dallo straniero.
La tipologia di pasta che parla con accento cilentano è il fusillo, piatto tipico della tradizione. La preparazione stessa è un rito, tramandato di generazione in generazione, con le nonne e le donne cilentane detentrici della verità assoluta, il segreto per un fusillo perfetto. L’acqua, la temperatura giusta, la farina, il ferretto, un gesto, il rumore tipico sono tutti elementi che fanno parte della storia di un territorio e che, ad ogni cilentano, riportano alla mente ricordi, sapori, odori, profumi. Aspetti, questi, legati alla famiglia, alle domeniche passate coi parenti, a momenti che restano, come in una famosa canzone, impressi nella mente.
Un insieme che ha spinto il giovane agropolese Aldo Olivieria portare tutto ciò in un’attività, ed è così che nasce la “fusilleria cilentana”, la prima in Italia ad offrire il piatto di fusilli, tra l’altro con una variegata disponibilità di sughi e contorni, sia da consumare sul posto sia da asporto, trasformandolo in un cibo da strada. Ma non è tutto. Davanti all’attività, nella via di Agropoli che porta al centro storico, un’anziana del Cilento sarà impegnata nella preparazione, mostrando a clienti e passanti l’antica tecnica.
Un’idea che pare essere folle, ma la storia ha insegnato che dietro a ogni grande scoperta c’è proprio la follia, l’intuizione geniale capace di lastricare una via inesplorata, facendo così nascere un nuovo percorso che porta al futuro. Ed ecco che dalla fervida mente del giovane è nata una nuova idea, pronta ad imporsi sul mercato e a farsi pioniera. Aldo, già padre di numerose iniziative, si conferma una fucina di novità.
L'articolo Agropoli, nasce la prima fusilleria cilentana proviene da Le Cronache.
