La riconversione ecologica della città

di Gianpaolo Lambiase

Provo a suggerire un obiettivo da perseguire, che, a mio parere, potrebbe funzionare da “cornice”, da “guida” alle azioni dei nuovi Amministratori locali, che entreranno in carica a seguito delle elezioni comunali del 24/25 maggio prossimo: la riconversione ecologica della nostra città. Al termine “riconversione ecologica” bisogna dare un significato ampio, che non si riferisce solo ai temi ambientali, ma “tocca” la cultura, la comunicazione, la corretta informazione, il rispetto per le regole e per il “bene comune”, le prospettive di sviluppo economico, la partecipazione democratica alle scelte locali, la sicurezza dei cittadini. I problemi e gli ostacoli da superare sono numerosi. In una città come Salerno aumenta la disoccupazione e tanti giovani emigrano alla ricerca di lavoro e salari adeguati, persiste da tempo un rapporto clientelare e/o di “sudditanza” tra il cittadino ed i rappresentanti nelle Istituzioni, che comporta sprechi, inefficienza dei pubblici servizi, tasse locali sempre più elevate. Tuttavia, sebbene sia necessario un cambiamento radicale di approccio ai problemi, credo sia possibile oggi, da parte della Pubblica Amministrazione, porre l’attenzione su alcune PRIORITA’ e produrre alcune AZIONI utili a “costruire” una città veramente “sostenibile”. Consumo zero suolo; recupero e manutenzione del patrimonio edilizio esistente, fascicolo dei fabbricati e manutenzioni per il risparmio energetico (a partire dai pubblici edifici); limitazione graduale della circolazione delle auto private (alternativa: integrazione delle varie modalità di Trasporto Pubblico Locale e TPL in sede propria, piste ciclabili, zone pedonali, parcheggi periferici di interscambio collegati con bus-navetta); promozione di un Piano Traffico di livello comprensoriale; città a misura dei diversamente abili (per la conformazione del suo “arredo urbano” e per i servizi di assistenza); valutazione partecipata dell’impatto (economico, sociale, ambientale) e del “ritorno” occupazionale delle grandi opere; rete ecologica comunale (parchi fluviali); ampliamento della “dotazione” di verde pubblico (e privato attraverso obblighi del regolamento edilizio)e di aree giochi per bambini; spazi e locali democraticamente disponibili per arte, musica, teatro; valorizzazione di attività ed iniziative a “servizio” del risparmio energetico e del riciclaggio; sviluppo del commercio di prodotti alimentari (e non) a Km zero; diffusione degli orti urbani e degli orti sociali; rapporto con Università e Scuola finalizzato al raggiungimento della “sostenibilità”; artigianato di qualità con ciclo di produzione e prodotti “ecologici”; sviluppo degli sport dilettantistici; organizzazione dei “servizi” per la promozione di beni storico-culturali-ambientali dell’intero territorio provinciale; promozione delle aziende di media-marketing-design; agevolazioni per creativi e per il coworking; regolamentazione e limitazione degli attracchi delle grandi navi e degli sbarchi delle merci e dei camion al porto commerciale, che hanno un impatto non sostenibile sulla città per l’inquinamento ambientale e per la circolazione stradale; istituzione delle Consulta Comunale sui problemi relativi all’assistenza sanitaria e più in generale sui problemi della salute.

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