L’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych è stato squalificato dalle Olimpiadi di Milano Cortina poco prima della gara di giovedì 12 febbraio 2026. Al centro della decisione del Cio, il Comitato olimpico internazionale, la sua volontà di indossare un casco con raffigurati gli atleti e le atlete dell’Ucraina uccisi durante l’invasione russa. Un gesto che le autorità olimpiche gli avevano vietato, in quanto violava l’articolo 50 della Carta Olimpica che proibisce, in gara, «ogni tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale». L’alternativa che gli era stata proposta era quella di sostituire il casco con una fascia nera al braccio, ma lui aveva deciso di tirare dritto e non scendere a compromessi. Già durante le prove ufficiali di martedì e mercoledì aveva utilizzato il casco in questione, ribadendo che l’avrebbe indossato anche alle gare. Ma, poco prima che iniziassero, è arrivata la squalifica.
Sul caso era intervenuto anche Zelensky
Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Ha ricordato al mondo il prezzo della nostra lotta, questa verità non può essere imbarazzante, inappropriata o etichettata come manifestazione politica in un evento sportivo. Semplicemente, ricorda a tutti il ruolo globale dello sport. E la missione storica del movimento olimpico: è tutto per la pace». Il Parlamento ucraino aveva anche approvato una risoluzione a sostegno di Heraskevych, ma evidentemente non è bastato.



