Scommettiamo che in pochi si sono resi conto che le Atp Finals di tennis andavano in onda in chiaro (una partita al giorno) sui canali della Rai dal 2021, cioè da quando il prestigioso torneo era sbarcato a Torino dopo tante edizioni, dal 2009 al 2020, alla O2 Arena di Londra.
Le ruggini della redazione sportiva Rai sul tennis
La Rai, obiettivamente, negli Anni 2000 aveva perso il filo del tennis, e la redazione sportiva mostrava parecchia ruggine, poiché da molto tempo racchette e palline erano una questione pay di Sky ed Eurosport, e in chiaro di Supertennis. Con nessuno, peraltro, che se ne era troppo lamentato, nonostante i successi del tennis femminile italiano.

Ricordiamo ancora i promo in onda sui canali della tivù pubblica dove, tra i campioni protagonisti delle Finals, si mostrava erroneamente Mischa Zverev al posto del fratello Alexander Zverev, lui sì qualificatosi per Torino.
Il boom televisivo è arrivato nel 2023, grazie a Sinner
Le prime due edizioni, 2021 e 2022, furono piuttosto sfortunate perché fiaccate dal Covid, dalle limitazioni del pubblico sugli spalti e dal fatto che non ci fosse nessun italiano in campo. Il boom televisivo è arrivato nel 2023, con Jannik Sinner in finale (sconfitto da Nole Djokovic), e poi nel 2024 e 2025, con Sinner trionfatore affiancato nel 2025, in quota Italia, pure da Lorenzo Musetti, eliminato invece ai gironi.

L’impalpabile Fiocchetti e quell’addio un po’ fuori contesto
La telecronaca Rai è stata affidata, per cinque anni, all’impalpabile Marco Fiocchetti, quello che, pochi secondi dopo il match point di Sinner su Alcaraz nella finale 2025, annunciò al mondo che se ne sarebbe andato in pensione (ma a chi interessava?), salutando mamma Rai dopo decenni di onorato servizio.

Il popolo degli appassionati, naturalmente, in questo periodo ha continuato a vedere le Atp Finals su Sky, che ha i diritti pay per tutte le partite del torneo. E sarà così anche per le prossime stagioni.
La Rai pagava solo 1 milione di euro all’anno
Alla grande massa generalista, invece, dovranno parlare i telecronisti di Mediaset che dal prossimo novembre, e almeno fino al 2028, ha acquisito i diritti in chiaro delle Atp Finals (otto partite in chiaro, una al giorno) versando alla Atp circa 4 milioni di euro all’anno. Una cifra molto superiore a quella pagata dalla Rai (1 milione di euro all’anno), che però aveva sottoscritto l’intesa con Atp in anni precedenti al boom del tennis in Italia.
La concorrenza di Dazn sul calcio e i conti di Publitalia
Essendo scaduto il contratto a fine 2025, anche Rai, ovviamente, aveva rilanciato mettendo sul piatto cifre superiori. Ma non sufficienti a raggiungere l’offerta Mediaset. E tra l’altro ora sembra in difficoltà anche sui Mondiali di calcio, con Dazn pronta a comprare i diritti di alcune partite, come rivelato da Calcio e finanza. Di sicuro in Publitalia le stime ritengono che le Atp Finals, sui canali del Biscione, siano in grado di portare in cassa una raccolta attorno agli 8 milioni di euro a edizione. In effetti il tennis, con tutte le sue pause ogni due game, si presta molto all’inserimento di break pubblicitari, a differenza del calcio dove, invece, si fatica a raccogliere un milione di euro anche per le partite di cartello.

Alberto Brandi ora dovrà pensare a come allestire la squadra
Il numero uno dello sport di Mediaset, Alberto Brandi, dovrà ora decidere chi scegliere per le telecronache. Nelle ultime occasioni in cui il Biscione era stato chiamato in causa per il tennis (match in chiaro degli Internazionali d’Italia a Roma), il commento delle gare era affidato a Giampaolo Gherarducci (che però ora non fa più parte della redazione Sportmediaset, essendosi trasferito a TgCom24) e a Riccardo Trevisani, con Francesca Schiavone a fare da “spalla” tecnica.
Lo studio era condotto da Lucia Blini, con Federico Mastria inviato sui campi per interviste e commenti. C’è tempo fino a novembre per creare la nuova squadra, selezionando un nuovo telecronista principale e un talent maschile da affiancare alla Schiavone.
L’antica tradizione di Mediaset, con gli Us Open commentati da Rino Tommasi
In effetti Mediaset vanta un’antica tradizione tennistica, con le esclusive degli Us Open commentate da Rino Tommasi nei primissimi Anni 80 (quelle lunghe notti davanti a Canale 5 a guardare Björn Borg perdere regolarmente da John McEnroe o Jimmy Connors), il Torneo Olio Cuore di Milano, le finali Wct di Dallas. Tradizione che poi è stata chiusa in un cassetto per oltre 30 anni, quando il tennis è diventato un prodotto televisivo sostanzialmente pay.

E anche se 4 milioni di euro per otto partite possono sembrare molti (nonostante le ottimistiche previsioni di Publitalia), si può dire che un gruppo come Mediaset ha bisogno adesso di riaccendersi sullo sport, settore un po’ troppo trascurato negli ultimi anni.















