Continua a peggiorare il punteggio dell’Italia nell’Indice di percezione della corruzione (Cpi) nel settore pubblico, pubblicato oggi da Transparency International. Dai 54 punti del 2024, l’Italia è infatti passata a 53 nel 2025. Nessun passo indietro, almeno, in classifica: risulta stabile infatti la 52esima posizione nella graduatoria globale, che conta 182 Paesi/territori in tutto il mondo. L’Italia è inoltre 19esima nell’Unione europea, dove il punteggio medio dei Ventisette è di 62 punti (su 100). Tra i Paesi Ocse, invece, l’Italia è 31esima su 38. Secondo Transparency International, a pesare è appunto l’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio, che figura fra gli interventi sulla Giustizia voluti dal governo Meloni (ottenuto con la legge Nordio). Tra le carenze anche la mancanza di una legge su lobby e conflitto d’interessi.
L’Italia è dietro a Rwanda e Botswana
Il punteggio finale è determinato in base ad una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello di corruzione percepita). Nel punteggio, l’Italia non riesce dunque a invertire la tendenza negativa iniziata nel 2024, che ha rappresentato la prima “marcia indietro” dal 2012. Ma anzi perde ancora un punto. Nel penultimo degli anni presi in esame, l’Italia aveva perso ben 10 posizioni nella graduatoria globale: passati 365 giorni è rimasta – piccola consolazione – stabile al 52esimo posto, dietro a Paesi come Rwanda e Botswana.
In testa c’è la Danimarca, ultimo il Sud Sudan
A livello mondiale, il primo posto in classifica è ancora appannaggio della Danimarca, con 89 punti, seguta da Finlandia e Singapore. All’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan, raggiunto dalla Somalia. Come detto l’Italia non brilla, ma il calo dei punteggi riguarda diversi importanti Paesi occidentali: Stati Uniti (64), Francia (66), Regno Unito (70), Canada (75), Svezia (80) e Nuova Zelanda (81). Non a caso, il numero di Paesi con un punteggio superiore a 80 si è ridotto da 12 del 2015 agli appena cinque del 2025. La maggioranza dei Paesi, osserva Transparency International, non riesce a tenere sotto controllo la corruzione: oltre due terzi (122 su 182) hanno un punteggio inferiore a 50. E l’Italia è poco sopra questa soglia.
