Tra le quasi 40 mila firme raccolte online sulla piattaforma Change.org per convincere Claudio Lotito a cedere la Lazio ci sono quelle di alcuni personaggi pubblici, ovviamente di fede biancoceleste, esasperati dal “braccino corto” del presidente, in sella dal 2004. Tra le persone che hanno sottoscritto la petizione c’è Fabrizio Alfano, ovvero il capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, uomo di fiducia di Giorgia Meloni. Rimanendo all’ambiente politico, ha anche firmato l’ex M5s Alessandro Di Battista. Diversi i giornalisti tifosi biancocelesti ad aver firmato, come Mauro Mazza, Guido Paglia (già responsabile comunicazione della Lazio), Riccardo Cucchi, Guido De Angelis e Roberto Arduini. Assieme a loro hanno firmato pure Angelo Mellone (direttore Intrattenimento) e Andrea Stroppa, ossia il referente in Italia di Elon Musk. E poi anche due figli dei calciatori della Lazio campione d’Italia nel 1974: Gabriele Pulici (figlio di Felice, portiere) e James Wilson (figlio di Pino, difensore e capitano).

La lettera a Lotito pubblicata su Change.org
Nella “Lettera al presidente Lotito”, scritta dai due giornalisti laziali Federico Marconi e Alberto Ciapparoni, si legge: «Questi 22 anni sono stati anni in cui qualche trionfo non è mancato, ma sono stati principalmente costellati da tante amarezze sportive. Il peggio però è che non abbiamo mai potuto ambire a qualcosa di più di una buona stagione dopo una cattiva stagione, con la sempre disattesa speranza di un salto di qualità mai arrivato». E anche: «Ci rivolgiamo a lei, presidente Lotito, per chiederle di permettere a noi tifosi di sognare fuoriclasse e trofei. Se non può, come appare evidente a tutti, le chiediamo di fare quello che tante altre proprietà calcistiche hanno fatto in questi anni: passare la mano, e concentrare i proventi della vendita, che siamo sicuri non sarebbero esigui, in altri settori». La lettera poi continua: «La preghiamo, non ci risponda con i suoi soliti articolati ragionamenti: se non è in grado di riportare la Lazio a competere per il vertice italiano ed europeo, lo riconosca e come ha dichiarato anche lei in una recente intervista, poiché “tutto ha una fine” si faccia da parte: i laziali gliene sarebbero grati, rendendole i giusti meriti».

Lotito pensa alle plusvalenze, i tifosi no
Lotito, chiamato “Lotirchio” da una buona fetta di tifosi laziali, è diventato particolarmente inviso al popolo biancoceleste per le sessioni di calciomercato poco ambiziose, spesso caratterizzate da munifiche cessioni seguite da cauti investimenti. L’ultima finestra di mercato, che ha visto giocatori chiave come Matteo Guendouzi e Valentin Castellanos salutare Formello, si è chiusa con un saldo positivo di 46,9 milioni di euro, rafforzando la percezione che la dirigenza abbia badato più alle esigenze di cassa che alle ambizioni sportive. Tutto questo dopo che in estate la Lazio non aveva potuto rafforzarsi a dovere, a causa del blocco del mercato. In segno di protesta contro quella che è stata definita una «persistente mancanza di rispetto nei confronti di un intero popolo», la Curva Nord della Lazio ha indetto uno sciopero del tifo.
Le indagini sulle minacce al presidente laziale
A fronte di una “innocua” petizione online, la possibile cessione della Lazio è già finita al centro anche di un’indagine per tentata estorsione e manipolazione del mercato ai danni di Lotito: a dicembre, infatti, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito perquisizioni nei confronti di cinque persone, accusate in concorso di aver tentato di costringere il presidente a cedere il capitale della società o, in almeno un caso, a procedere a un aumento di capitale con minacce tramite social, mail e telefonate anonime.
