Il comitato di redazione di Repubblica ha comunicato che, a causa di uno sciopero, martedì 10 febbraio 2026 il sito del giornale non sarà aggiornato e il quotidiano non uscirà nemmeno in edicola, né martedì (perché nella serata precedente l’edizione non è stata chiusa in tempo per via di un’assemblea dei giornalisti che si è prolungata) né mercoledì (perché martedì è appunto in programma l’agitazione). L’assemblea e il successivo sciopero sono stati organizzati per discutere delle trattative che da settimane vanno avanti per la vendita da parte della famiglia Agnelli-Ekann, tramite il suo gruppo Exor, del gruppo editoriale Gedi, che include la stessa Repubblica. Al momento c’è una trattativa per cedere il giornale al gruppo Antenna, di proprietà della famiglia greca dei Kyriakou, poco conosciuta in Italia.
La protesta del cdr: «Richieste di garanzie inascoltate»
Nel comunicato del cdr si legge: «Sappiamo che Exor è in trattativa per la vendita di Gedi con il gruppo greco Antenna. Ma questa trattativa in esclusiva è scaduta lo scorso 31 gennaio, e la società non ci ha ancora detto se c’è stata una proroga e fino a quando. Le informazioni in nostro possesso finiscono qui. Abbiamo anche chiesto perché la scelta sia ricaduta su di un editore sconosciuto ai più e non ad altri che si erano detti interessati, ed è una domanda che rimane aperta. Ci sono (state) altre offerte? Se sì, perché non prenderle in considerazione? […] Le nostre richieste di garanzie, occupazionali e democratiche, sono a oggi cadute nel vuoto di fronte a un silenzio ostinato e irrispettoso di chi, per il ruolo che ricopre, dovrebbe darcele. L’editore John Elkann, infatti, si rifiuta di incontrare le rappresentanze sindacali».
