I giovani al centro di un grande progetto politico

Salvatore Memoli

La campagna elettorale ci porta nel clima dell’indifferenza tra tutti i contendenti. Quello che ascoltiamo é il rincorrersi di giudizi negativi verso un solo candidato, verso quello che é stato già realizzato, il resto è un vivere sopra le nuvole. Nessun confronto di programmi, nessun approfondimento di temi particolari. Eppure, dall’urbanistica al sociale, dai tributi da riformare alle società comunali e partecipate ci sarebbe molto da discutere ed approfondire. Un discorso a parte lo meriterebbe una progettualità concreta a favore dei giovani di Salerno, verso un mondo di persone che restano spesso in balia del vuoto amministrativo, in giro per loro troppi silenzi! La condizione dei giovani é fortemente indebolita per tante motivazioni. Per loro e con loro bisognerebbe fare un grande sforzo da parte di tutti per individuare cose concrete da fare che possano coprire le attese di una generazione che attende un’attenzione particolare. Ai giovani bisogna pensare attivamente perché ad essi si affida la crescita e la partecipazione per migliorare la qualità della vita. Si parla spesso della mancanza di lavoro che é già un tema importante che dovrebbe responsabilizzare molto chi vuole occuparsi di politica cittadina. La mancanza di lavoro fu un tema di grande interesse sociale ed economico nel recente passato, sostenuto da una lotta diffusa che s’impose all’attenzione della città. Quella lotta per “ lavorare tutti, lavorare meno” seppe offrire delle risposte vere sebbene non tutti ne compresero il grande valore inclusivo e determinante per la vita di tutti. Ho sempre pensato a quel tempo degli anni 1985/1990 vissuti da me intensamente, in prima persona, per sostenere i progetti di avvio di grandi imprenditorialità pubbliche che servivano alla città mentre arruolavano nel mondo del lavoro centinaia di giovani, uomini e donne, che, nel tempo, hanno dato risultati positivi, alla città. A quella gioventù che aveva lottato per creare spazi operativi nel mondo del lavoro sociale é stato possibile partecipare con dignità agli appuntamenti della vita, formare una famiglia, vivere dignitosamente e dare la vita a figli che sono cresciuti nella sicurezza economica del lavoro dei loro genitori. Ricordo un tempo che mi emoziona ancora e mi permette di invogliare a ripetere tutte le forme d’impegno e di partecipazione alla creazione di posti di lavoro che hanno avuto un valore economico e sociale immenso per la città. Forse molti di quei lavoratori, oggi, sono addirittura in pensione, altri hanno visto ruotare le disponibilità di posti di lavoro per altre persone, per la generazione futura, comunque il lavoro creato a Salerno anche attraverso forme di lotta sociale ha prodotto un valore aggiunto elevato per le occupazioni di giovani per Salerno e per i Salernitani. Che cosa si fa, oggi, per garantire alla gioventù un futuro lavorativo, sicuro, per offrire risposte sicure che avvantaggiano la città? Per la verità non sento da tutti i candidati un discorso meritevole di essere sentito e capace di scendere sul terreno reale del fabbisogno reale! Si sprecano critiche generiche da parte di settori politici e dell’opinione pubblica contro le società comunali e la cooperazione, dimenticando la realtà di un mondo che da zero ad oggi ha recuperato professionalità, gestione di aree delicate e vitali per la città, mantenuto livelli di spesa che sono ben al di sotto di quanto avrebbe speso la città per gestire aree importanti della convivenza. Mi ero ripromesso di non parlare di temi dove entra facilmente la polemica strumentale. In ogni caso, non si può evitare di aprire una riflessione seria su questa realtà che pare favorire soltanto le critiche ed ignora la piattaforma occupazionale del mondo del lavoro. Ecco perché sarebbe bene parlarne, studiare la realtà infrastrutturale, avanzare proposte di modifiche e rendere tutto moderno, imprenditorialmente attrezzato a dare risposte condivise. Infatti un piano di infrastrutture e di progetti destinati a dare risposta ad ampi settori della vita pubblica vanno ripensati e programmati anche per dare risposta alla gioventù salernitana, senza distingui. La futura amministrazione dovrebbe pensare al un Assessorato per i giovani, ne abbiamo bisogno, per programmare, accompagnare, sostenere i bisogni dei giovani di Salerno. Gli obiettivi dovrebbero riguardare le risorse disponibili per i giovani che l’Europa, il Governo Italiano, la Regione e tanti organismi pubblici e privati programmano. Un Assessorato intelligente che si struttura come istituzione che programma e accompagna e che si dota di obiettivi privi di retorica. Le idee sarebbero tante! Perché non pensare ad una società comunale per i grandi eventi, per l’impiantistica sportiva, per le Luci di Artista? Le cose da fare sarebbero molte ed io credo che sarebbe facile gestire bene questo settore se gli si consente concretezza, fattibilità degli interventi, una gestione aperta e controllata da tutti. Per i giovani non si fa mai abbastanza, uomini e donne, anche in tutti i quartieri ci vorrebbero piccoli centri sociali di servizi dedicati, per sviluppare una crescita democratica e formativa, magari attuando risorse regionali, con corsi che riconoscono vantaggi per l’inserimento sociale e lavorativo. Insomma fare di più per la gioventù richiede una capacità di visione fino agli estremi e credo che a tutti farebbe piacere partecipare e collaborare. Programmare sarà più bello di lottare per vedere riconosciuti diritti fondamentali. Ieri i giovani salernitani hanno lottato senza esitazione, ora é tempo di programmare con intelligenza politica, generosità, collaborazione e visione comune. Non sogno, sono sicuro che tutto ciò é un dovere di tutti!

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