«L’oracolo è tornato», hanno sussurrato a Mediaset vedendo che nella scaletta del programma di Rete 4 Realpolitik c’era un collegamento con l’ex presidente della Rai, e ora eurodeputata del Partito democratico, Lucia Annunziata. Ai tempi di Viale Mazzini, la giornalista cresciuta nella redazione de il manifesto si era guadagnata tra i corridoi del settimo piano un soprannome curioso sulle sue presunte doti “divinatorie”, diciamo così, anche se forse lei non se n’è mai accorta. Fatto sta che il conduttore Tommaso Labate ha fatto parlare a lungo “donna Lucia”, sull’universo mondo, permettendole di lanciare un duro affondo sul caso che riguarda la grazia a Nicole Minetti. Mentre Labate ripeteva all’infinito le lodi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiamato nel 2022 da tutte le forze politiche, tranne Fratelli d’Italia, a restare al Quirinale per un secondo mandato, Annunziata ha scagliato un sasso gigantesco nello stagno di Realpolitik. L’eurodeputata ha sostenuto che «la macchina del Quirinale» dopo tanti anni va «ritarata», perché c’è gente che sta lì da tanti anni e forse non è più attenta come fino a poco tempo fa. Insomma, c’è un senso di stanchezza che andrebbe rimosso, cambiando qualche casella.
Caso grazia a #Minetti, Lucia Annunziata: "Forse la macchina del Quirinale si è un po' addormentata…" #Realpolitik pic.twitter.com/bwxfQBN3q8
— Realpolitik (@RealPolitikR4) April 29, 2026
Un affondo che salva, ovviamente, il capo dello Stato, ma mette nel mirino qualcuno che lavora al fianco di Mattarella. Tanto che nei palazzi della politica, il giorno dopo, le domande si accavallano: «Ma Lucia Annunziata ce l’aveva con il potentissimo Ugo Zampetti, segretario generale della presidenza della Repubblica? O nel suo mirino ci sono altri personaggi che ormai da 11 anni lavorano al Colle nello staff presidenziale?». A proposito, vi ricordate il caso Garofani, il consigliere ex Pd pizzicato in una chiacchierata in cui sembrava tramare contro Giorgia Meloni? Anche in quella circostanza i fedelissimi di Mattarella finirono nel mirino e si parlò di teste che rischiavano di rotolare…
Mattarella alla Piaggio prova a dimenticare le polemiche
Anticipando la festa dei lavoratori in programma il primo maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha in agenda, giovedì 30 aprile, una visita a Pontedera, allo stabilimento della Piaggio. In particolare, il viaggio riguarda il reparto principale dedicato all’assemblaggio finale degli scooter, quella Vespa che nel 2026 compie 80 anni. E la catena di montaggio è un reparto con un «alto coinvolgimento della manodopera», sottolineano dall’azienda, in stretto collegamento con i reparti verniciatura e assemblaggio. In programma c’è anche la visita al Museo Piaggio, il più grande a tema motociclistico d’Italia: nell’auditorium avrà inizio la cerimonia, con il presidente dell’Unione Industriale Pisana, Andrea Madonna, e poi il “padrone di casa” Matteo Colaninno, presidente esecutivo di Piaggio, assieme a Pamela Vanni in rappresentanza dei lavoratori Piaggio, e a Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali. Poi l’intervento del capo dello Stato.

Donnet a Roma parlerà del risiko bancario?
Al Senato il 30 aprile è atteso un personaggio centrale nel mondo dell’economia e della finanza: la commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo ha in programma l’audizione di Philippe Donnet, amministratore delegato di Assicurazioni Generali. A Palazzo Madama la curiosità è notevole, anche perché si attendono domande sulla scalata bancaria, fallita, di Francesco Gaetano Caltagirone: per ora è prevista la registrazione integrale della seduta, a meno che qualche componente non si metta a chiedere di “secretare” certi momenti dell’audizione, per non rendere pubbliche informazioni che possono terremotare il mercato borsistico…










