Petroliera americana colpita al largo del Kuwait, greggio in mare

Una petroliera all’ancora nelle acque al largo del Kuwait è stata oggetto di un attacco, che è stato di fatto rivendicato dall’Iran: i pasdaran hanno infatti affermato di aver colpito una nave americana di questo tipo nel nord del Golfo Persico. L’equipaggio dell’imbarcazione è in salvo. La petroliera ha però imbarcato acqua e dal serbatoio del carico è stata rilevata una fuoriuscita di greggio, con possibili conseguenze ambientali. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto spiega che il comandante «ha udito una grande esplosione a babordo, per poi vedere una piccola imbarcazione allontanarsi». Il ministero degli Interni del Kuwait ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta «al di fuori delle acque territoriali» dell’emirato, ad almeno 60 chilometri dal porto di Mubarak Al-Kabeer.

Si tratta della sesta nave colpita in 24 ore

La petroliera colpita al largo del Kuwait è la sesta imbarcazione attaccata nelle ultime 24 ore nelle acque del Mar Arabico e del Golfo Persico. La prima nave a essere stata colpita è stata la portacontainer Safeen Prestige, al largo dell’Oman. Dove si trovava, ma ben più lontana (a 137 miglia nautiche dalla costa) anche la portarinfuse Pelagia. Al largo di Dubai, nel Golfo Persico, è stata colpita la nave cargo MSC Grace. Due gli incidenti nelle acque di Fujairah, Emirati Arabi Uniti: coinvolte la portarinfuse Gold Oak, battente bandiera panamense, e la petroliera VLCC Libra Trader, battente bandiera delle Isole Marshall.

La minaccia dei Guardiani della rivoluzione

I Guardiani della rivoluzione, che hanno dichiarato di avere il controllo completo dello Stretto di Hormuz, hanno spiegato che il passaggio attraverso il budello chiave per il commercio mondiale di petrolio è precluso solo alle navi provenienti da Stati Uniti, Israele, Europa e altri alleati dell’Occidente. E queste imbarcazioni, se individuate nel Golfo Persico, «verranno sicuramente colpite».