Sanremo, la serata delle cover e il bacio proibito

Dal nostro inviat

o SANREMO. La quarta serata del Festival di Sanremo la celebre notte delle cover e dei duetti ha offerto spettacolo, emozione e performance capaci di restituire significato alle canzoni che abitano il nostro immaginario collettivo. Con Carlo Conti alla guida, affiancato da Laura Pausini e Bianca Balti, l’Ariston si è riempito di musica dal vivo, energia e quel tocco di imprevedibilità che solo questa serata sa regalare. È la notte in cui non si difende un brano in gara: si difende un’identità.ul palco anche un ospite misterioso: Mister X è il comico napoletano Alessandro Siani. Un mosaico di linguaggi, generazioni e visioni La quarta serata è stata un mosaico di estetiche e generazioni. Non solo canzoni, ma dichiarazioni artistiche. Levante & Gaia: ritmo e sguardi che raccontano Levante e Gaia hanno portato sul palco un’energia quasi febbrile. In una serata dominata da ballad e nostalgia, la loro performance è stata una scossa: movimento, complicità, magnetismo. Un’esibizione che ha giocato sui dettagli – sguardi, intesa, dinamiche – trasformando la cover in un atto scenico consapevole. Il loro bacio poi censurato dalla rai. Sal Da Vinci & Michele Zarrillo: l’intimità che ferma il tempo Sal Da Vinci e Michele Zarrillo hanno scelto la sottrazione: niente effetti, nessuna teatralità. Solo voce. La loro Cinque giorni è stata un dialogo tra timbri diversi ma complementari, un incontro tra sensibilità che si sono cercate senza sovrapporsi. L’Ariston ha risposto con un applauso lungo, quasi riconoscente. A volte la misura è la scelta più audace. Fedez, Marco Masini & Hauser: il rischio della contaminazione Fedez, Marco Masini e Stjepan Hauser hanno tentato l’ibridazione: rap, tradizione melodica e archi cinematografici. Un incontro tra mondi lontani che non ha lasciato indifferenti. Forse non perfetto, ma coraggioso. E in una serata come questa, il coraggio è già una dichiarazione. Gianni Morandi & Tredici Pietro: il passaggio di testimone Quando Gianni Morandi è salito sul palco accanto al figlio Tredici Pietro, il Festival ha smesso di essere solo show. È diventato racconto familiare. Non era soltanto un duetto: era un gesto simbolico sotto le luci dell’Ariston. Tenero, imperfetto, autentico. E per questo profondamente umano. Bambole di Pezza & Cristina D’Avena: il pop che si ribella Le Bambole di Pezza insieme a Cristina D’Avena hanno osato dove pochi osano: prendere un immaginario infantile e ribaltarlo. Un classico cartoon trasformato in omaggio pop-punk, chitarre più ruvide e un’estetica volutamente sopra le righe. Spiazzante, divisivo, ma impossibile da ignorare. La consacrazione: Ditonellapiaga & TonyPitony La grande protagonista della serata è stata Ditonellapiaga, che insieme a TonyPitony ha portato sul palco lo standard americano The Lady Is a Tramp. Non una semplice esecuzione, ma una riscrittura contemporanea: elegante, teatrale, misurata nei dettagli. Sguardi, pause, dinamiche vocali calibrate. Una performance capace di mettere d’accordo pubblico e giurie, risultando la più votata della serata.E in questa notte in cui la memoria si è fatta spettacolo, Ditonellapiaga e TonyPitony non hanno solo vinto una serata: hanno imposto una visione. LA CLASSIFICA FINALE A vincere la serata cover sono Ditonellapiaga e TonyPitony con “The lady is a tramp”, al secondo posto Sayf con “Hit the road Jack” e al terzo Arisa con “Quello che le donne non dicono”. Svelate anche le altre posizioni della top 10: al decimo posto Luchè con Gianluca Grignani con “Falco a metà”, noni Dargen D’Amico e Pupo con “Su di noi”, ottavi la cover di De Andrè di Nayt e Joan Thiele, settimini Lda e Aka 7even con “Andamento Lento”, sesto il duetto Sal Da Vinci e Michele Zarrillo, al quinto posto la coppia Morandi father&son con Tredici Pietro e papà Gianni con “Vita”, quarte le Bambole di Pezza con Cristina d’Avena.

Gaia Afeltra

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