La guardia costiera cubana ha ucciso a colpi di arma da fuoco quattro persone che viaggiavano su un motoscafo immatricolato negli Stati Uniti, intercettato a un miglio dalla costa settentrionale dell’isola caraibica. Sei i feriti. Secondo L’Avana i 10 uomini a bordo dell’imbarcazione avevano intenzione di «compiere un’infiltrazione con fini terroristici». L’incidente è avvenuto in un contesto di crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e Cuba: ora si teme l’escalation.
La versione di Cuba: gli spari e la risposta della motovedetta
L’imbarcazione, registrata in Florida, è stata intercettata a un miglio nautico (meno di due chilometri) da Cayo Falcones, che si trova lungo la costa settentrionale di Cuba. Secondo la versione dell’Avana, quando una motovedetta della guardia costiera si è avvicinata per le procedure di identificazione, dal motoscafo «sono stati esplosi colpi di arma da fuoco», che hanno ferito il comandante dell’unità cubana. A quel punto c’è stata la risposta della motovedetta. A bordo del motoscafo c’erano tutti cubani residenti negli Usa. Il sito Cubadebate riporta che a bordo erano presenti fucili d’assalto, armi corte, esplosivi artigianali, giubbotti antiproiettile, cannocchiali e uniformi mimetiche. Il governo dell’Avana, che intende restare impegnato nella «protezione delle proprie acque territoriali», ha comunicato l’arresto di un uomo – Duniel Hernández Santos – che sarebbe stato inviato dagli Stati Uniti per coordinare l’azione. Alcuni dei sospetti poi «risultavano già ricercati per terrorismo secondo la Risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza Onu».
Rubio: «Accertati i fatti reagiremo di conseguenza»
Marco Rubio, segretario di Stato Usa, ha spiegato che Washington «reagirà di conseguenza» una volta accertati i fatti: «Scopriremo esattamente cosa è successo, chi è stato coinvolto, e poi prenderemo una decisione. Non ci limiteremo a ciò che ci dice qualcun altro». Rubio ha inoltre affermato che «è molto insolito vedere sparatorie in mare aperto come questa».
Il Cremlino difende l’operato della guardia costiera cubana
Sull’incidente si è espresso anche il Cremlino. Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha dichiarato che la guardia costiera dell’Avana «ha fatto quello che doveva fare», anche perché «i cittadini cubani catturati, che con armi in mano hanno provato a infiltrarsi nell’isola, hanno ammesso l’intento di compiere atti terroristici». Peskov ha poi invitato le due parti alla moderazione.
