di Mario Rinaldi
Poco più di un’ora di fuoco e fiamme per cancellare quasi due secoli di storia e di cultura partenopea. Il teatro Sannazaro di Napoli, fino all’incendio di martedì scorso all’alba, è stato uno dei luoghi simbolo dell’arte napoletana, dove si sono esibiti artisti del calibro di Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo, Luisa Conte (che con Eduardo ha condiviso il palco) e tanti altri. A calcare il prestigioso palcoscenico, ad oggi distrutto dalle fiamme, ci sono stati anche attori e attrici salernitane: tra queste Nunzia Schiavone, che quello storico teatro lo ha frequentato per due anni, a cavallo tra il 2017 e il 2018. Abbiamo raccolto le sue sensazioni alla notizia del rogo del Sannazzaro.
La prima sensazione che ha provato appena ha appreso la notizia del rogo al Sannazzaro.
“Un colpo al cuore, così come ho scritto anche sulla mia pagina social. Inizialmente non volevo credere a quanto visto e ascoltato dai telegiornali. Poi quando ho realizzato che il Sannazzaro è andato in fiamme ho provato una sensazione di tristezza e vuoto perché in quei momenti ho rivissuto tutte le emozioni provate in prima persona sulle tavole di quel palcoscenico così prestigioso e pieno di storia, dove ho trascorso due anni bellissimi e molto intensi tra il 2017 e il 2018 grazie a Matteo Salzano e Chiara De Vita, due attori storici del Sannazzaro, che mi hanno portato in questo luogo sacro dell’arte. Ho iniziato a fare le prime esibizioni a soli 9 anni al Teatro Verdi di Salerno e quello che ho compreso nel corso degli anni è il senso di appartenenza che le compagnie teatrali realizzano con il luogo in cui si esibiscono, come se per gli attori diventasse una seconda casa. Io al Sannazaro mi sentivo parte di una famiglia. Lara Sansone, che ha ereditato questo tesoro mi ha accolto con benevolenza e immagino che per lei e la sua famiglia sarà stato qualcosa di straziante. A loro rivolgo tutta la mia solidarietà e il mio affetto”.
Lei si è recata a Napoli? Ha visto di persona cosa è successo?
“No. Ho appreso la notizia solo dai telegiornali e poi ho letto tanti commenti di colleghi sui social. Oltre ai due anni trascorsi su quel palcoscenico, ci sono tornata altre volte per assistere ad altre esibizioni e ogni volta è stata una intensa emozione. Ricordo la mia prima volta al Sannazzaro da spettatrice, ero una ragazzina e andai ad ammirare uno spettacolo di Luisa Conte ed Enzo Cannavale.
Il mio sogno, che espressi a mia madre era quello di recitare lì un giorno. E capirete l’immensa emozione che ho provato quando, dopo tanti anni, mi sono ritrovata a calcare le tavole di quel palcoscenico. Dissi a me stessa: non è possibile che sono qui a recitare. Ho recitato in “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani con Laura Misticone, figlia del noto Salvatore e poi ho avuto una breve parte in “Masaniello” con Carmine Recano. Emozioni uniche ed indescrivibili”.
Ha sentito anche i suoi colleghi? Cosa hanno detto?
“Alcuni li ho sentiti attraverso i social e i commenti sono stati più o meno gli stessi: quelli di un immenso dispiacere alla notizia del rogo di questo tempio della cultura. Mi sono ritrovata soprattutto nelle parole espresse da Laura Misticone la quale ha affermato che “quel teatro era una bomboniera. Ho respirato la vera arte. La storia di questo teatro sempre viva e sempre presente, grazie alla grande passione tramandata da Luisa Conte alla nipote Lara Sansone che ha vissuto e recitato sin da bambina sulle tavole di questo teatro, grazie alla grande dedizione di Salvatore Vanorio, di Ingrid Sansone e di tutti coloro che hanno lavorato al loro fianco, si respirava attraversando ogni spazio di questo teatro storico fin dietro le quinte nei suoi camerini. Oggi è un giorno triste per voi e per tutta la città di Napoli come per tutti noi artisti”, parole che condivido in pieno”.
Il Ministro Giuli e il Sindaco Manfredi hanno promesso che il teatro risorgerà. Cosa ne pensa?
“Tutti noi ce lo auguriamo. Del resto abbiamo, purtroppo, assistito ai roghi di altri teatri storici come il Petruzzelli di Bari e “La Fenice” di Venezia, i quali sono stati riportati al loro antico splendore. Perché non farlo con lo storico Teatro Sannazzaro? Sono convinta che, anche se ci vorrà del tempo, questo tempio dell’arte tornerà a risplendere e ad accogliere i migliori artisti del nostro tempo, facendo rivivere le storie di leggende del passato che lo hanno reso uno dei teatri più prestigiosi d’Italia e del mondo”.
Un suo commento anche nei confronti delle famiglie sfollate che risiedono accanto allo storico teatro e l’impegno da parte sua in caso di necessità.
“Fortunatamente, dalle notizie giunte dalla stampa, si è appreso che solo poche persone sono rimaste leggermente intossicate e credo che in poco tempo potranno tornare nelle loro abitazioni. Sicuramente sarà stato un duro colpo anche per loro perché risiedono accanto a un luogo iconico. Però, anche loro sono fiduciosi che il teatro possa tornare al suo antico splendore. Da parte mia posso assicurare che se dovesse essere realizzata una raccolta fondi o qualsiasi altra iniziativa in favore del Sannazzaro io sarò in prima linea per dare il mio contributo. In questo momento mi sento di esprimere massima solidarietà nei confronti dei colleghi partenopei che erano impegnati in quel teatro, così come tutti gli altri lavoratori dell’indotto. Sicuramente anche loro dovranno essere sostenuti e indirizzati ad altri impieghi in attesa di ritornare al Sannazzaro”. Il pensiero di Nunzia Schiavone è lo stesso che accompagna quello di tanti altri artisti, salernitani, napoletani e di altri luoghi, perché l’arte non ha appartenenza: è universale e coinvolgente e tutti, oggi, desiderano la rinascita del Sannazaro.
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