Sono diversi gli atleti olimpici statunitensi che hanno affermato di sentirsi a disagio nel rappresentare il proprio Paese a Milano-Cortina, visto il controverso operato dell’Amministrazione Trump, che ne ha surriscaldato il clima politico. Da Hunter Hess a Amber Glenn, ecco chi ha criticato l’inquilino della Casa Bianca e le sue sferzanti risposte.
Trump ha attaccato Hess, che si era detto a disagio: «Un vero perdente»
«Rappresentare gli Stati Uniti in questo momento suscita emozioni contrastanti. Penso che sia un po’ difficile», ha detto lo sciatore freestyle Hunter Hess in conferenza stampa. «Ovviamente stanno succedendo molte cose di cui non sono un grande fan, e credo che molte persone non lo siano. Solo perché indosso la bandiera non significa che rappresenti tutto ciò che sta accadendo negli Stati Uniti». In un post su Truth, Trump lo ha definito «un vero perdente», aggiungendo che «è molto difficile tifare per qualcuno così».

Contro Trump anche la pattinatrice artistica Glenn e la snowboarder Kim
Pochi giorni prima la pattinatrice artistica Amber Glenn aveva criticato le politiche della Casa Bianca nei confronti delle persone della comunità Lgbtq: «Spero di poter usare la mia voce e questa piattaforma per aiutare le persone a rimanere forti in questi tempi difficili». Le parole di Glenn avevano trovato supporto in vari atleti, tra cui la snowboarder Chloe Kim, figlia di immigrati sudcoreani. «Penso che in momenti come questi sia davvero importante per noi unirci e difenderci a vicenda per tutto quello che sta succedendo», aveva detto, precisando di essere «davvero orgogliosa di rappresentare gli Stati Uniti».

Vance: «Chi interviene su questioni politiche si espone alle critiche»
Il vicepresidente JD Vance, che è stato fischiato durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici, ha dichiarato che, intervenendo si questioni politiche, inevitabilmente gli atleti si espongono alle critiche. Anche a quelle dello stesso presidente.
