L’eurodeputata Elisabetta Gualmini, nel corso di una conferenza stampa al Senato, ha ufficializzato l’addio al Partito democratico e il passaggio ad Azione, cambio di casacca che a Strasburgo la porterà a “traslocare” dal gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici a Renew Europe (unica italiana). Gualmini, che era un pezzo da novanta del Pd, ha puntato il dito contro il suo ex partito: «Sono fortemente convinta che abbia cambiato natura. Penso che ci sia stato un cambiamento di tipo strutturale, una mutazione genetica che porta a un riposizionamento sulla sinistra radicale, sull’asse Conte, Landini, Fratoianni, Bonelli, che taglia un po’ fuori la cultura e quel riformismo di cui io ho sempre fatto testimonianza». Poi l’affondo nei confronti di Elly Schlein: «Si è presa tutto il partito e lo ha modellato secondo la sua idea. Lo spazio di agibilità politica per chi ha appunto una visione diversa, più moderata, più di un Pd di governo e della responsabilità, con una forte caratura sulla politica estera, si è molto ridotto».

Gualmini: «È un po’ come tornare a casa»
Quanto al passaggio ad Azione di Carlo Calenda, ha detto Gualmini, «è un po’ come tornare a casa», viste le «tante battaglie comuni» condotte in passato: «Il merito è uno dei motivi che mi ha spinto anche a aderire ad Azione, al di là di ideologie, demagogie, fuffa. La battaglia sull’Ucraina è dirimente, è il crinale». Così sull’approdo in Renew Europe: «Io sono fortemente europeista, quel gruppo è il più europeista tra quelli che ci sono. E io lì voglio costruire uno spazio dove rappresentare le mie idee».
