Il bilancio delle vittime delle proteste in Iran ha registrato un’impennata nel giro di poche ore. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dalla ong statunitense Human Rights Activists News Agency, rilanciato da Sky News, i morti sono saliti da 65 ad almeno 116. Tra le persone uccise figurano anche sette minorenni. L’organizzazione riferisce che la maggior parte delle vittime sarebbe stata colpita con munizioni vere o con armi che sparano pallini, spesso da distanza ravvicinata. Sempre secondo l’Hrana, 37 dei deceduti apparterrebbero alle forze armate o ai servizi di sicurezza, tra le vittime ci sarebbe anche un pubblico ministero. Il numero degli arresti avrebbe raggiunto quota 2.638.
Il capo della polizia iraniana: «Il livello degli scontri è aumentato»
Intanto da Teheran è arrivato un messaggio diretto a Washington. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, intervenendo davanti ai deputati, ha avvertito che «qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi» nella regione, che ha definito «obiettivi legittimi». Intanto, il comandante in capo della polizia nazionale iraniana, Sardar Radan, ha fatto sapere che «il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato», rivendicando quelli che ha descritto come «arresti importanti» e precisando che «i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati», come riportato da Sky News.
