I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni

Alla fine non ce l’ha fatta più e ha cancellato il volto di Giorgio Meloni dall’affresco situato nella cappella del Crocifisso della basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Una decisione che Bruno Valentinetti, restauratore fai-da-te, pare aver preso dopo una «richiesta del Vaticano». La storia, ovviamente, non finisce qui, perché una buona parte è ancora da scrivere.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Bruno Valentinetti (Ansa).

Per il restauro sono stati stanziati (ma non spesi) 2,6 milioni del Pnrr

I lavori di restauro conservativo di San Lorenzo in Lucina sono inseriti nei progetti del Pnrr, anche se la somma risulta non spesa. Sul sito si sottolinea che la basilica beneficia di un finanziamento totale di 2,64 milioni di euro dal ministero della Cultura, mentre il soggetto attuatore è il Fondo Edifici di Culto (Fec). Il progetto (codice CUP F89C22000410006) riguarda interventi di riqualificazione. La basilica in questione è di fatto di proprietà del ministero dell’Interno, gestito dal Fec, braccio esecutivo del Viminale per i beni acquisiti dallo Stato Italiano dopo la caduta dello Stato Pontificio per opera dei piemontesi, ovvero i Savoia. L’unico legittimato a parlare sarebbe il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che però sul tema non ha pronunciato una parola, impegnato poi com’era sui fatti accaduti a Torino.

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La facciata di San Lorenzo in Lucina a Roma (Ansa).

Don Pintus, il parroco «picconatore»vicino ai monarchici

Facciamo ancora un passo indietro. In quella chiesa in qualità di parroco fu don Piero Pintus, amico del fu presidente della Repubblica Francesco Cossiga, a voler dedicare una cappellina a Umberto di Savoia, con tanto di monumento. Pintus nel 1992 venne “licenziato” dall’allora presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini. Il parroco «picconatore» (cit. L’Unità) aveva infatti accusato Ruini di essere affiliato alla massoneria. Ma dietro la decisione del capo dei vescovi c’era la preoccupazione che quella basilica diventasse punto di riferimento per quell’aristocrazia nera che non era proprio a lui amica. Pintus, inoltre, era solito inviare lettere in cui dileggiava i politici di sinistra per difendere il suo vecchio amico Cossiga.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
L’articolo dell’Unità sul ‘licenziamento’ di don Pintus.

A questo quadro già rocambolesco, si aggiunsero poi le polemiche dei monarchici, che volevano trasferire i resti dell’ultimo sovrano italiano nel Pantheon e, dopo essersi “accontentati” del busto in San Lorenzo in Lucina, difendevano la chiesa come se fosse cosa loro.

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Una messa in suffragio di Maria di Savoia Borbone Parma in San Lorenzo in Lucina (Ansa).

La famiglia Memmo e il restauro del 2003

Di fronte alla chiesa si trova il complesso che fu dei Ruspoli, in parte acquistato dai Memmo, famiglia di origini leccesi. Il salotto di Daniela Memmo è caro da sempre alla destra romana. Alle sue cene spesso è presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sempre attento ai problemi della chiesa nel mondo. Si dice che Valentinetti lavori anche per loro, i Memmo, oltre che per la basilica. Al Corriere della Sera, Daniela Memmo ha dichiarato di aver finanziato personalmente i lavori della cappella nel 2003: «Fu un omaggio a mio suocero Carlo, ministro della Real Casa», cioè Carlo d’Amelio (1902-1996), gentiluomo e cameriere segreto di cappa e spada di Sua Santità, che nel 1983 sostituì Falcone Lucifero nel ruolo di ministro della Real Casa di Savoia durante l’esilio. Storie d’altri tempi che sono riemerse nel 2026 per colpa di un angelo al quale è stato dato il volto di Giorgia Meloni.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Daniela Memmo con Gianni Alemanno, Dino Gasperini, Mario de Simoni nel 2012 (Ansa).

L’obolo delle fondazioni

Ma non è finita. Nel 2005 per il restauro «delle coperture della Chiesa di San Lorenzo in Lucina e di due cappelle interne a essa», come si legge nei documenti della Camera, fu proposto di utilizzare la destinazione dell’8 per mille del gettito Irpef per un importo di 190 mila euro. Non è specificato di quali cappelle si trattasse ma la firma era dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel corso degli anni, come mecenate, nella basilica è intervenuta anche la Fondazione Camillo Caetani. Di fondi di Santa Romana Chiesa, direttamente, non se ne parla. Sono sempre girati tramite l’8 per mille. E per le emergenze c’è sempre stato il Fec. L’attuale parroco, don Cesare Micheletti, aveva parlato di due fondazioni. Esiste anche la Fondazione Memmo, che organizza iniziative culturali e gestisce lo spazio espositivo di via di Fontanella di Borghese. Il cerchio è chiuso (o quasi). Mancava solo l’apparizione, nella puntata di mercoledì de La pennicanza, su Radio2, di Fiorello con la maglietta nera con l’angelo Meloni…

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Fiorello con la t-shirt del cherubino-Meloni alla Pennicanza (da RaiPlay).
I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
La maglietta di Fiorello con l’angelo-Meloni (da RaiPlay).

Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno

Alla fine della prima giornata della Fontana di Trevi a pagamento, tutti a commentare che «è stato un successo». Però nessuno ha voluto dire che la decisione del sindaco di Roma Roberto Gualtieri di introdurre un biglietto – in questo caso non di ingresso ma di “visione” della storica fontana – è stata “copiata paro paro”, come dicono in Campidoglio, dall’idea dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano al Pantheon, una soluzione che ha permesso di creare nuovi introiti destinati al restauro del monumento. Gualtieri ha fatto la stessa cosa, omettendo il “diritto d’autore” (ma qualcuno ricorda che il copyright originale sarebbe in realtà di Dario Franceschini…). Comunque chi teme di vedere crollare i benefici per i meno abbienti è la Caritas, perché le monete lanciate venivano poi donate proprio all’istituzione caritatevole. Ora, dopo aver acquistato il ticket, quelli che lanciano i soldi nella fontana tireranno fuori 5 centesimi dalla tasca, e non certo 2 euro come spesso accadeva in passato.

Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno
Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno
Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno
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Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno

Prossimo ticket? All’Altare della Patria

Visto il risultato positivo del biglietto per Fontana di Trevi, ora ne seguiranno altri. Dalle parti del ministero della Cultura da tempo alcuni dirigenti spingono per creare un ticket per accedere all’Altare della Patria, il monumento di piazza Venezia. Il motivo è semplice: si tratta del luogo più amato dai turisti stranieri che cercano un bagno nel centro storico della Capitale, e le spese per manutenzione di quei wc sono arrivate a cifre astronomiche, per l’eccesso di utilizzo, come affermano sobriamente da via del Collegio Romano, la sede del dicastero. Una selezione all’ingresso con un biglietto a pagamento permetterebbe di avere anche i fondi per pagare tutti gli interventi urgenti di idraulica…

Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno
L’Altare della patria (foto Imagoeconomica).

Immigrati? Parla De Gennaro

Alla presentazione della ricerca intitolata “Tra accoglienza, divieti e regolamentazione. Leggi e politiche dell’immigrazione negli Usa”, organizzata dal Centro studi americani giovedì 5 febbraio, l’elenco degli ospiti è lungo. Si comincia con Gianni De Gennaro, ex capo della polizia, qui presente nella veste di presidente del Centro studi americani. «Ogni sua parola sul tema è legge», ricorda un suo antico amico. Quindi, con la moderazione di Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere della Sera, ecco Giuliano Amato in qualità di presidente emerito della Corte costituzionale e presidente onorario del Centro studi americani, poi Lauren Braun-Strumfels del Cedar Crest College, Maddalena Marinari del Gustavus Adolphus College, Rosanna Rabuano che al ministero dell’Interno è capa dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. A seguire una seconda sessione con Stefania Craxi, presidente della commissione Affari Esteri e Difesa del Senato della Repubblica, e molti altri ancora. Si nota l’assenza, tra i relatori, del vicepresidente del Consiglio e ministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.

Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno
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Brunetta, sempre prof

Preparate i popcorn. Mercoledì mattina a Roma, nell’aula dei gruppi parlamentari, è in programma un evento imperdibile: la presentazione del rapporto 2025 di italiadecide “La cultura e i territori. Valori, modelli e strumenti per lo sviluppo delle aree interne”. Indirizzo di saluto del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. Introduzione di Anna Finocchiaro, presidente di italiadecide. Presentazione del rapporto da parte di Daniela Viglione, direttrice scientifica dell’associazione. E, alla fine, lectio magistralis di Renato Brunetta, presidente del Cnel. Vuole far sempre ricordare che è stato “un prof”, Brunetta.

Fontana di Trevi, l’idea copiata di Gualtieri e il prossimo ticket: le pillole del giorno
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San Lorenzo in Lucina? Per Il Messaggero è a Trastevere

Il caso di Giorgia Meloni “affrescata” in una nota chiesa del centro storico di Roma fa venire il mal di testa. Anche a molti giornalisti. Per la cronaca del quotidiano romano Il Messaggero, la basilica di San Lorenzo in Lucina si trova a Trastevere. Non a due passi da via del Corso, nel “miglio quadrato” della politica nazionale, dove è sempre stata. E meno male che si tratta del giornale della Capitale. Altra pagina, quella della cultura, nello stesso quotidiano, con una “notizia”, quella del vino del Colosseo, che però è datata almeno tre anni fa e quindi non è certo uno scoop. Della serie «signora mia, per carità, qui non si butta via niente».

In Rai colpi di ramazza milionari per pulire gli uffici di Roma Nord: le pillole del giorno

Un colpo di ramazza da record. Per pulire le sedi Rai di Roma Nord, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi e il direttore generale Roberto Sergio hanno dato il via a un appalto “monstre”, che arriva praticamente a 13 milioni di euro. Il titolo del disciplinare è «Gara europea a procedura aperta ai sensi dell’art. 71 del D.lgs. n.36/2023, articolata in un unico lotto, per l’affidamento di un contratto avente a oggetto il servizio di pulizia presso gli insediamenti Rai di Roma Nord», con scadenza fissata all’11 febbraio per i gruppi che volessero partecipare. Sono previsti anche sopralluoghi, facoltativi, per rendersi conto del lavoro da fare. Viene chiesto «il servizio di pulizia presso gli insediamenti Rai di Roma Nord (i.e. Saxa Rubra, Centro Nomentano Fabrizio Frizzi, Salario 1 e 2)», anche perché in viale Mazzini non c’è più nessuno, dato che si tratta di un cantiere. I «servizi programmati a canone» prevedono spolveratura, lavatura a secco e a umido, lucidatura (compresa la deceratura e ceratura per le pavimentazioni in linoleum laminato vinilamianto), raccolta dei rifiuti (oltre che lo svuotamento dei raccoglitori, secondo tipologia, dei contenitori di rifiuti nei corridoi per la raccolta differenziata), disinfezione di locali, ambienti, attrezzature, pulizia dei “beverini” (erogatori d’acqua presenti lungo i corridoi delle varie palazzine), «il tutto per assicurare il comfort igienico-ambientale all’interno e all’esterno degli immobili».

In Rai colpi di ramazza milionari per pulire gli uffici di Roma Nord: le pillole del giorno
La sede Rai di Saxa Rubra (foto Imagoeconomica).

Nelle prestazioni programmate è inclusa anche la fornitura, l’installazione e la manutenzione di tutti gli apparecchi dispensatori, il periodico rifornimento dei cosiddetti «consumabili (a titolo esemplificativo, carta asciugamani, carta igienica, sapone lavamani)». I servizi di pulizia straordinaria “a richiesta” sono tanti, anche perché ogni giorno non si sa cosa può accadere. C’è anche il «lavaggio stoviglie utilizzate negli studi che potrebbero avere inserti a carattere culinario/diete (trattandosi di cibi utilizzati come elemento di scena, non sono necessari gli adempimenti previsti dall’Haccp)». E qui viene in mente la polemica che ha avuto protagonista Fiorello e la sua cucina nella sua stanzetta in Rai, con lite a distanza con Dagospia che gli rinfacciava di non aver rispettato le misure di sicurezza antincendio (ma il fornelletto era a induzione, ha risposto il conduttore). Comunque, il valore globale massimo dell’appalto è pari a 12 milioni 758 mila 168 euro, per la durata massima di 48 mesi, comprensiva dell’opzione di proroga di ulteriori massimo 12 mesi, al netto di Iva e/o di altre imposte e contributi di legge di cui 9 milioni 568 mila 921 euro per la durata base di 36 mesi. Non c’è dubbio: per essere puliti dentro (e belli fuori?) bisogna sborsare.

D’Alema e Cirino Pomicino parlano di Andreotti e Cossiga

Questa settimana il tour romano del mercoledì pomeriggio si annuncia stressante, per tutti gli amanti della politica, e non solo. Il 28 gennaio il programma prevede “piatti forti”, e si comincerà dall’istituto intitolato a don Luigi Sturzo, per la presentazione del libro La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga 1985-1992, con Massimo D’Alema, Giuseppe De Rita e Paolo Cirino Pomicino. Per gli storici si tratta di un appuntamento straordinario. A seguire, nella Biblioteca del Senato, ecco un altro volume imperdibile: I popolari di Giorgio Merlo: qui interverranno Carlo Calenda, Pier Ferdinando Casini, Dario Franceschini, monsignor Vincenzo Paglia, Antonio Tajani, con la moderazione affidata a Bianca Berlinguer. Ma il giro continua, con un gran finale nell’Associazione della Stampa estera in Italia, in via del Plebiscito, a Palazzo Grazioli, dove una volta c’era Silvio Berlusconi: altra presentazione di un libro, stavolta tocca a Quel che resta del femminismo, a cura di Anna Paola Concia e Lucetta Scaraffia. Con le autrici, a parlarne, Mara Carfagna di Noi moderati e la renziana Maria Elena Boschi.

In Rai colpi di ramazza milionari per pulire gli uffici di Roma Nord: le pillole del giorno
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Chi si rivede: l’ex ministra Cartabia

I magistrati non la rimpiangono: l’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, sparita per lungo tempo dai radar, torna a presentarsi con un libro pubblicato da Egea, Custodi della democrazia – La Costituzione, le corti e i confini del politico. Già, perché Cartabia ha ricoperto pure la carica di presidente della Corte costituzionale. Cosa scrive? Diciamo che parte da lontano, perché si occupa innanzitutto di «regressione democratica», con il dato dell’Università di Göteborg dove si indica, alla fine del 2024, «che il 72 per cento della popolazione mondiale, in 91 Paesi, viveva in regimi illiberali di stampo autocratico, caratterizzati da elezioni debolmente competitive e da un progressivo svuotamento delle libertà fondamentali, in particolare quelle di espressione e di informazione. A questo arretramento si accompagna un impoverimento dell’idea stessa di democrazia, sempre più ridotta, nel senso comune, a pura volontà della maggioranza». Forse «vuole tornare in pista per il Quirinale», spiffera un suo vecchio collega. Non resta che attendere.

In Rai colpi di ramazza milionari per pulire gli uffici di Roma Nord: le pillole del giorno
Sergio Mattarella e Marta Cartabia (foto Imagoeconomica).

Piantedosi e il libro dalla parte delle divise (e dell’Ice?): le pillole del giorno

Il timing non è certo dei migliori. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e Annalisa Chirico presentano nella serata di lunedì 26 gennaio, a Roma, il libro edito da Mondadori Dalla parte delle divise. Proprio nei giorni dominati dalle polemiche su cosa sta accadendo negli Stati Uniti, sempre più sull’orlo di una guerra civile, attorno all’Ice, la tremenda agenzia anti-immigrazione di Donald Trump che ammazza cittadini inermi e sembra un grande laboratorio americano dello Stato di sorveglianza, tanto da essere definita la nuova Gestapo. Neanche a farlo apposta, l’ombra dell’Ice si è allungata sull’Italia dopo che è girata la notizia di un possibile suo sbarco a Milano e a Cortina per scortare gli atleti statunitensi impegnati alle Olimpiadi invernali. «Non ci risulta, ma anche se fosse vero non vedo il problema», ha detto Piantedosi. In realtà il problema lo vedono in tanti, dalle opposizioni all’ex presidente Barack Obama che, a proposito delle uccisioni, ha parlato di «campanello d’allarme per tutti». Poi il capo del Viminale ha in parte corretto il tiro, aggiungendo che «l’Ice non può svolgere attività di polizia in Italia». Alla fine, comunque, non erano solo voci: il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha confermato la presenza dei controversi agenti nel nostro Paese, anche se «soltanto per controllare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio». In ogni caso, per Piantedosi è una bella scommessa parlare genericamente di «divise» in queste ore, e celebrarle durante la presentazione di un libo. E numerosi invitati al termine dell’evento saranno accolti a cena, per festeggiare gli autori…

Piantedosi e il libro dalla parte delle divise (e dell’Ice?): le pillole del giorno
Matteo Salvini e Matteo Piantedosi (foto Imagoeconomica).

Borgonzoni ha a cuore Rimini e Riccione

Ama Rimini e Riccione, Lucia Borgonzoni. Sottosegretaria al ministero della Cultura con delega al cinema, lo aveva detto: «Nel 2026 torneremo in Riviera». Promessa mantenuta: l’Italian Global Series Festival, la kermesse dedicata alla fiction italiana e internazionale, organizzata da Apa, l’Associazione dei produttori audiovisivi, con il supporto del suo stesso ministero della Cultura, di Agis, Siae, Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Rimini e Riccione, è in programma dal 3 all’11 luglio. Borgonzoni spinge per dare visibilità all’evento, affermando che è obbligatorio stare «nella terra di Federico Fellini, dove l’immaginazione è cultura e identità. Qui le serie tivù, grazie al festival, non sono solo intrattenimento: sono racconto, industria, lavoro, futuro. Portano con sé promozione del territorio, visibilità internazionale, milioni di euro di indotto. Ma soprattutto portano orgoglio. Sono certa che anche quest’anno arriveranno grandi titoli, grandi ospiti, grandi storie». E pure grandi polemiche…

Piantedosi e il libro dalla parte delle divise (e dell’Ice?): le pillole del giorno
Lucia Borgonzoni (foto Imagoeconomica).

Giuliano Giubilei, un libro in chiesa

Da quando sulla scena è entrato il giovane cesenate Francesco Giubilei, classe 1992, onnipresente (sui social e in tivù) soldatino della narrazione di destra, nonché editore e presidente della Fondazione Giuseppe Tatarella, le cose non sono andate più bene per il “vecchio” Giuliano Giubilei, giornalista pensionato, già mezzobusto del Tg3 e candidato sindaco a Terni per la sinistra, bocciato però dagli elettori. Comunque “Santa romana Chiesa” gli ha aperto le porte, tanto che il suo libro Giovinezza è stato presentato all’interno di un luogo di culto, nel centro di Roma: addirittura in via del Tritone, di fronte a Il Messaggero, nella chiesa dedicata a Santa Maria Odigitria, cara alla comunità siciliana di stanza nella Capitale. L’evento si è svolto venerdì, con monsignor Renzo Giuliano, primicerio della confraternita, e la giornalista del Corriere della sera Antonella Baccaro.

Piantedosi e il libro dalla parte delle divise (e dell’Ice?): le pillole del giorno
Giuliano Giubilei in una foto del 2015 (Imagoeconomica).

Roma offre a Tunisi… un ascensore

Ma la cooperazione tra Tunisia e Italia cosa prevede? L’impegno del governo di Meloni riguarda «un progetto di ricerca, restauro e valorizzazione del grande santuario della Magna Mater e di Attis a Zama, nonché del sito di El-Jem (l’antica Thysdrus), attraverso azioni concrete quali la realizzazione di un ascensore, sul modello di quello inaugurato nel 2023 al Colosseo di Roma». A Tunisi, con questo dono, ora tutti si sentiranno sollevati…

Giansanti, futuro in politica?

Da tempo nelle stanze della sede romana di Confagricoltura gira la voce di un prossimo ingresso in politica del presidente Massimiliano Giansanti, ancora una volta rieletto al vertice della confederazione. Deputato o senatore? E con quale partito? Intanto Giansanti presta la sontuosa sede romana (già quartier generale della confederazione fascista dei commercianti) alle presentazioni di saggi dall’elevato significato politico: nella serata di mercoledì 28 gennaio proprio nel Palazzo Della Valle si parlerà del libro di Miguel Gotor L’omicidio di Piersanti Mattarella, con, tra gli altri, la storica Michela Ponzani. Che poi lo storico Gotor è l’ex assessore alle politiche culturali del Comune di Roma, con sindaco Roberto Gualtieri.

Piantedosi e il libro dalla parte delle divise (e dell’Ice?): le pillole del giorno
Massimiliano Giansanti (foto Imagoeconomica).

Fontana di cioccolato

A Palazzo Lombardia giornata indimenticabile per il presidente della Regione Attilio Fontana: c’è “The Winter Games Express”, ossia la presentazione del treno di cioccolato più lungo del mondo, pronto a entrare nei Guinness dei primati con i suoi 52 metri di lunghezza e 23 quintali di peso. Chissà che fine farà, dopo l’evento, tutto questo cioccolato…

Piantedosi e il libro dalla parte delle divise (e dell’Ice?): le pillole del giorno
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia (foto Ansa).

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole

Giuseppe Conte e Giorgio La Malfa, insieme, per parlare di politica: la coppia è senz’altro inedita, ma il pentastellato e il repubblicano storico si riuniranno davvero, nella mattinata di sabato 24 gennaio, a Roma. Lo scenario sarà quello di piazza Campo de’ Fiori, all’ombra di Giordano Bruno, l’eretico: nella sala del cinema Farnese andrà in scena la presentazione di Officina Repubblicana, che viene definito come «un movimento di opinione erede delle posizioni politico-culturali della sinistra democratica». Protagonista, appunto, Conte, ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 stelle. A seguire Vincenzo Amendola, già ministro per gli Affari europei del governo Conte II e sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei nell’esecutivo guidato da Mario Draghi. E poi l’emergente Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma e coordinatore di “Progetto Civico Italia”. La Malfa, alla fine dell’incontro, riassumerà i contenuti della giornata e lancerà la sfida politica, alla tenera età di 86 anni. Qualcuno dica a Conte che dai “sacri palazzi”, quelli vaticani, viene guardata con preoccupazione la sua partecipazione a questo incontro, «dal carattere sicuramente laico», si sente affermare, «e poi, con quella statua di Giordano Bruno lì davanti, che affronto per la Chiesa che lui ha tanto frequentato».

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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I funerali di Valentino o un convegno con Amato e Ruffini?

Venerdì mattina di fuoco a Roma, il 23 gennaio. Da una parte i funerali di Valentino, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, con autorità e vip provenienti da ogni parte del Pianeta. Dall’altra, all’Istituto Sturzo, ecco una mattinata in stile Prima Repubblica, sul tema “Parliamo seriamente di politica”, ossia “Ricostruire la partecipazione della politica muovendo dall’esempio di cattolici e socialisti”, con l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, il fondatore del Censis Giuseppe De Rita, il democristiano di lungo corso Marco Follini, l’eterno riformista Enrico Morando, monsignor Vincenzo Paglia e l’attesissimo Ernesto Maria Ruffini, che poi è il più giovane della compagnia, già direttore dell’Agenzia delle Entrate e fondatore di un nuovo movimento politico di ispirazione cattolica Più Uno. La sede, l’istituto dedicato a don Luigi Sturzo, è quella giusta, «anche per le origini siciliane del sacerdote e di Ruffini, nipote del cardinale Ernesto Ruffini», spiffera uno degli organizzatori.

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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Un prete c’è sempre

Ormai, quando si deve organizzare un convegno, il mix perfetto sembra essere questo: «Metti un po’ di politici, un rappresentante delle forze dell’ordine, un prete». Detto fatto: il 27 gennaio, nella sede della Camera di Commercio di Roma, va in scena l’incontro intitolato “Emergenza abitativa. Una casa che manca, un bisogno che cresce”. E chi ci sarà? Oltre al padrone di casa, appena confermato, il presidente Lorenzo Tagliavanti, il direttore generale di Federlazio Luciano Mocci che deve presentare il rapporto dell’Osservatorio Edilizia, e anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il prefetto di Roma Lamberto Giannini (già capo della Polizia di Stato) e don Antonio Coluccia. Il convegno può cominciare.

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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Comunicare stanca, a una certa età

Dicono che un comunicatore, ormai anziano, faccia «sempre più fatica». Un commento che viene fatto anche nel suo “quartier generale”, non solo all’esterno. Dopo una lunga carriera passata nei panni del giornalista, al comando del settore dell’economia di un importante organo di informazione, ha cambiato casacca per servire il mondo della finanza e, infine, quello dei grandi appalti. Ma la lucidità è solo un ricordo, gli acciacchi sono continui, comunicare stanca, a una certa età. E lui sta trascinando il suo datore di lavoro nella fossa delle Marianne, non rendendosi conto che è ora di andare in pensione. E che pensione…

Giustizia, tutti all’Ergife sabato con Tajani

A Roma l’Hotel Ergife, storico feudo andreottiano, sabato torna protagonista con la politica. “Valori: Più Libertà Più Giustizia”, organizzato da Forza Italia, è l’appuntamento programmato in vista del referendum. Dopo i saluti istituzionali, tra gli altri, di Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Forza Italia al Senato, e di Paolo Barelli, presidente del gruppo Fi alla Camera, ecco Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, Enrico Costa, vicepresidente della commissione Giustizia, Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale Fi, Francesca Scopelliti, presidente del comitato “Cittadini per il sì, Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, Gian Domenico Caiazza, presidente del comitato “Sì separa”, e poi Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato. Conclusioni affidate ad Antonio Tajani, nei ruoli di segretario nazionale di Forza Italia, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Olè.

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole

I funerali di Valentino e quella passione di Melania Trump: le pillole del giorno

Con Valentino è morto un imperatore, anzi The Last Emperor, come recitava il titolo del film-documentario che è stato mandato in onda nella notte, quando ormai era già martedì, su Rete4. Nel quale erano formidabili i dialoghi e le litigate, in francese, tra Garavani e Giancarlo Giammetti, la sua metà, il manager che lo ha lanciato nel business e che, soprattutto, gli ha permesso di dedicarsi totalmente alla creatività, togliendogli ogni preoccupazione pratica e materiale. Celebrazioni grandiose, quelle per l’addio a Valentino, con due giorni di camera ardente allestita a piazza Mignanelli a Roma, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, e poi il funerale, dal tono istituzionale dato che la basilica scelta per l’addio allo stilista è Santa Maria degli Angeli, quella di solito riservata per le cerimonie “di Stato”. In tanti sono attesi, e si parla anche di presidenti di varie nazioni, reali in carica e in esilio, oltre a una corte di miliardari. Le voci che girano nella Capitale indicano come possibile addirittura la presenza di Melania Trump, che amava vestirsi con gli abiti dello stilista per le occasioni importanti: per esempio ai funerali di Jimmy Carter, durante un incontro con la regina Elisabetta, oppure con la regina di Spagna o ancora durante una convention repubblicana in cui sfoggiò un verde acceso che divenne virale.

I funerali di Valentino e quella passione di Melania Trump: le pillole del giorno
I funerali di Valentino e quella passione di Melania Trump: le pillole del giorno
I funerali di Valentino e quella passione di Melania Trump: le pillole del giorno

Difficile che per salutare “l’ultimo imperatore” possa arrivare persino Donald Trump, impegnato proprio in quei giorni a Davos, in Svizzera, per il World Economic Forum (anche se, dopotutto, basterebbe un’ora di aereo). Ovviamente, nel caso si tratterebbe di «un passaggio di consegne del titolo», scherzano alcuni americani di stanza a Roma. E poi The Donald, a ben guardare, indossa quasi sempre cravatte color “rosso Valentino”.

I funerali di Valentino e quella passione di Melania Trump: le pillole del giorno
Donald Trump (Imagoeconomica).

Al Quirinale, invece, l’agenda del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fissata sempre con ampio anticipo, prevede ancora la presenza a Palermo, nella mattinata di venerdì, per una visita agli stabilimenti Fincantieri. Ma, è la domanda che gira nelle stanze del Colle, «si può mancare ai funerali di Valentino, un gigante della moda che ha rappresentato l’Italia nel mondo?».

Veltroni a Milano con Ambra

A proposito di Valentino: quando venne festeggiato all’Ara Pacis con una sontuosa mostra, il sindaco all’epoca era Walter Veltroni. Ora “Uolter” è impegnatissimo con le sue attività editoriali, e ha in programma una trasferta a Milano per presentare un suo libro, assieme ad Ambra Angiolini e a Michela Ponzani. Il titolo del volume è Buonvino e l’omicidio dei ragazzi, proprio in una stagione dominata da delitti e fatti di sangue tra gli studenti. Che poi i maligni, nel Partito democratico, dicono che «ogni volta che Walter sale su al Nord è perché deve incontrare Luciano Fontana al Corriere della Sera». Il direttore in effetti ha lavorato a l’Unità, quando Veltroni guidava il quotidiano del Pci, ed era caporedattore. Il mondo è piccolo…

Alla Camera c’è la canzone napoletana

Tenetevi forte, nel disastro internazionale la nostra Camera dei deputati ha in programma, nella giornata di mercoledì 21 gennaio, in commissione, le audizioni informali dedicate alla valorizzazione della canzone napoletana classica, grazie al parlamentare di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano (sì, quello che ha avuto una storia con Valeria Marini, per non parlare dell’ex Miss Italia Danny Mendez): verranno ascoltati Vincenzo De Luca, esperto (e qualcuno si chiede se è un omonimo o se si tratta proprio dell’ex governatore della Regione Campania…), Pier Luigi Petrillo, professore ordinario di diritto comparato dei patrimoni culturali all’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, Gino Aveta, fondatore dell’archivio storico della canzone napoletana della Rai, e Bruno Tabacchini, direttore artistico del Festival delle Ville Vesuviane. Le audizioni si svolgono nella VII Commissione, quella che si occupa di cultura, scienza e istruzione.

I funerali di Valentino e quella passione di Melania Trump: le pillole del giorno
Gimmi Cangiano (foto Imagoeconomica).

Flavio Cattaneo al Copasir

Doppietta del Copasir: nell’aula del sesto piano di Palazzo San Macuto, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica svolge martedì pomeriggio l’audizione dell’amministratore delegato e direttore generale dell’Enel, Flavio Cattaneo. Mercoledì è in programma l’audizione del direttore dell’Aisi, l’Agenzia informazioni per la sicurezza interna, Bruno Valensise.

I funerali di Valentino e quella passione di Melania Trump: le pillole del giorno
Flavio Cattaneo (Enel).

Le bordate tra Ranucci e Barbareschi in Rai, Salvini a Roccaraso e altre pillole

Panico alla Rai, e sempre con Sigfrido Ranucci nel ruolo del protagonista. Nella serata di domenica 18 gennaio è andata in onda un’altra puntata della trasmissione, arricchita dalle dimissioni di Guido Scorza, uno dei componenti del Garante della Privacy. Come al solito il presidente Pasquale Stanzione ne è uscito malissimo, così come Agostino Ghiglia e Ginevra Cerrina Feroni, tra spese per macellai, grandi alberghi, parrucchieri e auto di servizio. Scorza diceva di non aver mai usato l’auto che spetta solo al presidente, e invece era stato immortalato mentre la utilizzava lui. Adesso però c’è un altro problema, e riguarda il rapporto, sempre peggiore, tra Ranucci e Luca Barbareschi. Con il primo che ha bombardato mediaticamente il secondo. Tutta colpa di una delle solite “rodomontate” di Barbareschi, dicono alla Rai con tono grave, che l’altra domenica aveva attaccato Report e il consulente Gian Gaetano Bellavia, accusato dall’attore di averlo spiato. Lamentandosi poi, come sempre, del mancato annuncio per la sua trasmissione: un’usanza classica del sistema Rai, e non solo, visto che spesso il programma precedente “alletta” i telespettatori dicendo cosa arriva dopo.

Domenica, a fine puntata, Ranucci ha “conciato per le feste” Barbareschi, ricordando tutte le sue disavventure con il Teatro Eliseo, mettendo in mezzo pure l’ex suocero Andrea Monorchio che si interessava alle vicende dell’attore, in un crescendo rossiniano che è durato praticamente fino alle 23.30, sforando di un quarto d’ora il palinsesto, dato che Barbareschi, da tabella, doveva partire alle 23.15. In diretta. Niente da fare, i due sono molto permalosi e così Ranucci ha messo in riga l’ex parlamentare finiano, finendo il suo velenoso intervento con un passaggio di consegne che suonava beffardo: «Ora Allegro ma non troppo può cominciare». Barbareschi ha dunque iniziato la sua trasmissione, in ritardissimo, con gli occhiali da sole, evocando Bianca Berlinguer più che Emmanuel Macron. Il guaio è che la guerra tra i due sembra non sia finita, anzi…

Tutti a Davos

Giorgia Meloni è pronta per Davos. E pure Donald Trump. Lunedì 19 gennaio si apre l’edizione numero 56 del World Economic Forum che prevede la partecipazione di 65 capi di Stato e di governo, oltre a manager delle multinazionali, finanzieri, produttori di armi. Dopo il concerto inaugurale, tavola rotonda intitolata “Open forum: which 2050 do we want?”. E c’è da andare avanti fino al 23 gennaio. Martedì mattina è atteso il discorso della presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, poi quello del vicepremier cinese He Lifeng, del presidente francese Emmanuel Macron, dell’ucraino Volodymyr Zelensky, del primo ministro del Canada Mark Carney, oltre che del numero uno della Bundesbank Joachim Nagel.

Le bordate tra Ranucci e Barbareschi in Rai, Salvini a Roccaraso e altre pillole
I preparativi per Davos 2026 (foto Ansa).

Salvini a Roccaraso

Tre giorni con i leghisti a Roccaraso, in Abruzzo. Per Matteo Salvini è una bella sfida: mentre il potere sta a Davos, i fedelissimi si riuniscono da venerdì nella sala comunale del Comune abruzzese diventato famoso dopo l’invasione di turisti scatenata dall’influencer Rita De Crescenzo, e anche nella vicina Rivisondoli. Tra i panel previsti, si legge nella locandina: “La nostra forza sono i territori”. Salvini chiuderà la rassegna domenica 25, e ci saranno i ministri Giancarlo Giorgetti, Matteo Piantedosi, Giuseppe Valditara, Alessandra Locatelli e Roberto Calderoli, attesi nella giornata di sabato. Con un freddo bestiale…

Le bordate tra Ranucci e Barbareschi in Rai, Salvini a Roccaraso e altre pillole
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Mattarella a Torino per San Paolo

Giornata torinese, martedì 20 gennaio, per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che prenderà parte all’evento istituzionale “430 anni di storie e cambiamento sociale” organizzato per il 430esimo (appunto) anniversario della Fondazione Ufficio Pio. L’incontro è in programma nelle sale delle Gallerie d’Italia, in piazza San Carlo. Nel corso dell’evento, insieme a Franca Maino e William Revello, presidente e direttore della Fondazione Ufficio Pio, sono attesi gli interventi di Marco Gilli e Alberto Anfossi, presidente e segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo. Sarà presentato in anteprima il racconto audiovisivo “Volta pagina” nato dalla voce di 215 partecipanti ai programmi della Fondazione e a partire dal quale Mario Calabresi dialogherà con la Fondazione e i suoi beneficiari.

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Accuse di spese pazze alla Privacy, con rimborsi per viaggi, alberghi di lusso, cene e servizi personali: la magistratura va all’attacco di Pasquale Stanzione e dei membri del Garante, dopo l’inchiesta di Report. Quando venne realizzato il servizio, evocando potenziali conflitti d’interessi per le sue molteplici attività accademiche e le assunzioni nell’ufficio del Garante, Stanzione negò qualsiasi accusa. E non ha mai voluto fare un passo indietro, nonostante le pressioni politiche da parte delle opposizioni. «Sta di fatto che, negando ogni conflitto d’interessi, ora non potrà usarne nemmeno uno per difendersi», dice un suo vecchio amico. «La prima contestazione all’ex segretario generale Angelo Fanizza è stata firmata da Cosimo Comella, il dirigente che alla Privacy è responsabile della transizione digitale e del dipartimento tecnologie digitali e sicurezza informatica», ricordano in molti. Fanizza ha dovuto lasciare il suo posto dopo appena quattro mesi dalla nomina, capro espiatorio nello scandalo sulla richiesta di scandagliare le mail dei dipendenti per capire chi aveva fatto uscire le notizie interne del Garante, dandole a Report (alla faccia della privacy!). Ma quale sarebbe il conflitto d’interessi che Stanzione non può evocare (e fa meglio a non farlo)? «Che il suocero di Comella è il presidente del Consiglio superiore della magistratura, e si chiama Sergio Mattarella, che è anche il presidente della Repubblica», nota qualcuno. E in effetti sarebbe davvero singolare, come strategia difensiva: vorrebbe dire che in qualsiasi luogo lavorasse Comella, tutti i magistrati verrebbero ricusati perché il suocero è il numero uno del Csm che valuta e promuove la professionalità dei giudici… No, stavolta per Stanzione sembra davvero inevitabile il game over.

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Chi saranno i nove che non hanno votato Napoletano?

Ha stravinto, Roberto Napoletano: la votazione tra i giornalisti del quotidiano Il Messaggero ha registrato, tra i 91 partecipanti sui 113 aventi diritto, la bellezza di 82 voti a favore e, un po’ a sorpresa, nove contrari. Nessun astenuto. Visto che non c’erano stati particolari malumori alla notizia del ritorno di Napoletano al comando del giornale di via del Tritone, gli identikit dei dissenzienti al momento non esistono. Girano voci su qualche “capo” che, nel segreto dell’urna, avrebbe manifestato la sua contrarietà, ma nessuno è uscito allo scoperto. E per Napoletano si tratta di un grattacapo difficile da risolvere, se non riuscirà a capire chi sono davvero quei nove che lo hanno bocciato. Magari è qualcuno che ufficialmente è dalla sua parte. Una minoranza silenziosa capace però di raggiungere quasi il 10 per cento dei giornalisti interni, ragionando sul numero degli aventi diritto. Che poi, ce l’avevano con lui o con l’editore Francesco Gaetano Caltagirone e sua figlia Azzurra?

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Come rosica Vespa per i successi di Cazzullo…

«Chissà quanto starà rosicando Bruno Vespa per i successi di Aldo Cazzullo», scherza un amico del giornalista del Corriere della Sera. Tutta colpa degli ottimi risultati editoriali dei libri di Cazzullo, che in tutte le classifiche ha stracciato Vespa. Nel volume Minicifre della Cultura redatto dal ministero di Alessandro Giuli c’è una tabella con l’indicazione dei libri più venduti nel 2024, e al primo posto compare appunto Cazzullo con Il Dio dei nostri padri. Il grande romanzo della Bibbia, edito da HarperCollins. Di Vespa nessuna traccia, almeno nei primi 10. L’appuntamento natalizio con i suoi libri è ormai uno stanco rito che si trascina da anni. Evidentemente ci sono più presentazioni e battage pubblicitario che lettori reali. Nemmeno nel 2025 appena concluso è andata meglio a Vespa. I numeri narrano di una sconfitta senza precedenti per il conduttore di Porta a Porta. E poi Cazzullo ha superato Bruno pure per le presenze televisive dedicate a promuovere le sue fatiche editoriali. Senza contare che Aldo ha 22 anni in meno del collega: Cazzullo è nato nel 1966, mentre Vespa è del 1944. La battaglia ormai è persa?

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Direttivo Anm, il governo suda freddo

Due giornate di comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, sabato 17 e domenica 18 gennaio nella Corte di Cassazione, il “palazzaccio” di piazza Cavour. Ovviamente al centro dell’attenzione c’è il referendum, e a Palazzo Chigi sono molto preoccupati per la visibilità mediatica che saranno in grado di ottenere i giudici. «Qualcuno trema», sussurrano quelli che seguono per il governo la campagna per il sì, «perché la mancanza del quorum favorirà solo chi è spinto dall’ideologia ad andare a votare, e obiettivamente per quelli del “no” è molto forte».

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno

Giornata in agrodolce dedicata alla famiglia Elkann e ai suoi interessi editoriali, a Roma. Ore che, agli occhi di chi segue la situazione delle testate Gedi, a livello di emozioni ricordano le montagne russe. Cominciamo dalla nota più piccante: alla Camera dei deputati, in commissione Cultura, davanti al presidente (meloniano) Federico Mollicone si è tenuta (dalle 12.30 alle 13.15) l’audizione del sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini sulle problematiche legate alla vendita del gruppo Gedi: 45 minuti per trattare un tema che ha provocato fin qui facce lunghe, continue richieste sulle garanzie per i posti di lavoro e per l’indipendenza editoriale, scioperi e dubbi sulle intenzioni della proprietà. Su Repubblica c’è sempre forte l’interesse dei greci di Antenna (per Gedi si era fatto avanti pure Leonardo Maria Del Vecchio, che dopo la porta in faccia ha però virato su il Giornale), mentre per La Stampa si vocifera di un possibile accordo col gruppo veneto Nord Est Multimedia di Enrico Marchi (che ha già, tra gli altri, Il Mattino di PadovaLa Nuova VeneziaIl Messaggero Veneto). Una guerra che passa anche dalla comunicazione.

Ma basta qualche ora e la situazione cambia, almeno di facciata, per coinvolgere una marea di vip nella gioia di un compleanno speciale: in serata nel quartiere Testaccio, al Mattatoio, dove una volta si uccidevano i vitelli (e non solo), grande party per il mezzo secolo di vita del quotidiano la Repubblica, fondato nel 1976. Un modello che fu la più importante impresa editoriale del 900 e su cui sembra stia calando il sipario. In tanti si chiedono chi verrà della proprietà, tanto alla fine tutti pronosticano che il vero protagonista sarà il direttore Mario Orfeo, che ha chiamato a raccolta, personalmente, ogni collega direttore in circolazione, con sollecito telefonico per assicurarsi della presenza. Anche perché, di questi tempi, gli editori è meglio se non si fanno vedere. Prevista comunque una folta rappresentanza della Rai, tra gli invitati. Qualcuno, amaramente, ha già fatto trapelare la battuta: «Fanno la festa prima che gli facciano la festa».

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno
Mario Orfeo (Imagoeconomica).

Per Urso pure il guaio delle radio Fm

Non se l’aspettava nessuno, eppure la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto del codice europeo delle comunicazioni elettroniche e della direttiva quadro, ritenendo che il nostro Paese non abbia adottato misure amministrative sufficienti per eliminare le interferenze dannose causate dalle emittenti radiofoniche Fm italiane negli Stati europei nella banda di frequenza Fm. Le interferenze si estenderebbero in particolare al territorio croato, sloveno, francese (cioè alla Corsica) e maltese. L’ennesima grana da risolvere per il ministro Adolfo Urso.

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno
Adolfo Urso (Imagoeconomica).

Il Corriere e Report agli antipodi

«I laboratori di cucina degli chef stellati per ripartire dopo anoressia e bulimia», si legge sulla prima pagina romana del Corriere della Sera, con spazio visibilissimo e tanto di foto, più una testimonianza e un’intervista a Ciro Scamardella, il cuoco del ristorante Pipero di Roma. Di che si tratta? «Nelle campagne dell’orvietano, il centro Verdeluce della Fondazione Cotarella è un punto di riferimento per la riabilitazione dei giovani che hanno sofferto di disturbi del comportamento alimentare». Una bella iniziativa, a leggere il giornale diretto da Luciano Fontana. Poi la mente ricorda qualcosa: ma quel centro non era stato preso di mira da Report, la trasmissione di RaiTre condotta da Sigfrido Ranucci, con il servizio “In vino non veritas” dove si parlava di 240 mila euro raccolti grazie alla beneficenza per mettere su questa dimora? Sì, è proprio quello.

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

Alla Francia piace Rosso (Renzo)

Légion d’honneur per Renzo Rosso all’ambasciata di Francia in Italia, nel romano Palazzo Farnese. Che poi è il riconoscimento, spiffera qualcuno nei dintorni di Palazzo Chigi, «a chi non ama il governo di Giorgia Meloni». Insomma, una specie di club transalpino che mette insieme i vip italiani che detestano la maggioranza di centrodestra. L’imprenditore della moda (pure dei vini, ma non ricordatelo al gruppo Masi Agricola, quelli dell’Amarone) si è presentato in giacca, ma sotto indossava una maglietta nera con stampata una cravatta. Martin Briens, il diplomatico che rappresenta il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, ha apparecchiato una tavolata per il festeggiato. Rosso poi ha pubblicato un testo sui social per esaltare l’onorificenza ricevuta dai “galli” in terra romana. In quale lingua? In italiano? No. In francese? Nemmeno. In inglese…

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno

Il Comitato per il Sì “Pannella Sciascia Tortora” organizza una conferenza pubblica sul referendum costituzionale in materia di separazione delle carriere dei magistrati e sorteggio del Csm, in programma giovedì mattina a Roma nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina. Attesi gli interventi di Giorgio Spangher, Nicola Buccico, Valerio Spigarelli e Vittorio Feltri.

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Vittorio Feltri (foto Imagoeconomica).

Tajani da Trentini a Roccella

La lunga giornata di Antonio Tajani, in qualità di ministro degli Affari Esteri: prima all’aeroporto di Ciampino per recuperare gli italiani in arrivo dal Venezuela, a cominciare da Alberto Trentini, poi al Senato a mezzogiorno e al pomeriggio alla Camera dei deputati. Quindi appuntamento a Palazzo Borromeo con la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, per parlare di maternità surrogata. E nel pomeriggio di giovedì 16 gennaio nella sala Aldo Moro del ministero degli Esteri, altro incontro con la “collega” Roccella per la presentazione della “Guida alle adozioni internazionali”, realizzata dalla Farnesina in collaborazione con la Commissione adozioni internazionali. Una vitaccia…

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Eugenia Roccella con Antonio Tajani (foto Imagoeconomica).

Il Messaggero, Napoletano alla prova del cdr

Pomeriggio, certo non di fuoco, martedì al quotidiano Il Messaggero. Nella sede romana di via del Tritone è in programma la riunione del comitato di redazione per votare la fiducia al nuovo direttore Roberto Napoletano. L’esito è scontato…

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Roberto Napoletano (Imagoeconomica).

Rai Cinema scopre il banchiere Giannini

Giuseppe Tornatore, regista premio Oscar che ha prestato la sua arte al servizio di un film per Brunello Cucinelli, ora con Rai Cinema e Kavac Film sta lavorando alla scrittura della sceneggiatura di The first dollar – Il primo dollaro, per una pellicola dedicata alla figura di Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy, poi divenuta Bank of America. Il film sarà girato interamente in inglese, con un cast di attori italiani e internazionali. Giannini, figlio di emigrati liguri, nato in California nel 1870, «seppe rivoluzionare il sistema bancario mettendo il credito al servizio delle persone comuni: immigrati, lavoratori, donne, famiglie fino a quel momento escluse. Amava ripetere che non si può diventare mai così grandi da dimenticarsi della gente comune, un principio che ha guidato ogni sua scelta», evidenziano da Rai Cinema presentando il contenuto del film. Fu di Giannini «il sostegno decisivo alla nascita della grande industria cinematografica, finanziando opere di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra; la costruzione del Golden Gate. Finanziò inoltre sia il New Deal sia il piano Marshall e contribuì alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia nel secondo Dopoguerra». Roba da far paura ai ministri Alessandro Giuli e Matteo Salvini, che si occupano, rispettivamente, di Cultura e di Infrastrutture. E Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, per parlare del film si imbarca in una lezione di politica bancaria, affermando che verrà sottolineata «la coerenza morale di un uomo che ha dimostrato come il successo economico possa andare di pari passo con la responsabilità sociale». Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sarà senz’altro in prima fila alla proiezione dedicata ai vip.

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Amadeo Peter Giannini, il figlio di emigrati italiani negli Usa e diventato uno dei più grandi banchieri americani, ricordato nel 2020 con un francobollo (foto Ansa).

Chi si rivede: l’85enne Bertinotti

Fausto Bertinotti non ha smesso di combattere. E di cercare la piazza. L’ex leader di Rifondazione Comunista, già presidente della Camera dei deputati, classe 1940, il pomeriggio di martedì 20 gennaio sarà a Roma nell’Accademia di San Luca per presentare un libro intitolato L’aula e la piazza. Dialogo sull’architettura, l’università e la società, di Alessandro Armando e Carlo Olmo. Un testo che sembra cercare un nuovo moto di rivolta nelle università che, secondo gli autori, «sono diventate luoghi di riproduzione piuttosto che di elaborazione del sapere. Il docente, sempre più incapsulato in un sistema di valutazione impersonale, si trova a destreggiarsi tra l’obbligo di costruire curriculum e pubblicazioni scientifiche e il vuoto di una comunità che non riesce più a dialogare al suo interno. L’internazionalizzazione, che avrebbe dovuto ampliare gli orizzonti della disciplina, è spesso ridotta a un meccanismo che promuove la globalizzazione dei saperi senza favorire una vera comprensione tra le diversità». Per questo, sottolineano, «non si tratta solo di riflettere su come restituire valore e orizzonti alle pratiche universitarie e professionali, ma di ritrovare spazi per un dialogo che vada oltre il semplice scambio accademico. Il confronto tra saperi, idee e tradizioni deve essere il cuore di un’architettura che non voglia ridursi a mera prestazione di servizio e riscopra la propria forza politica ed etica». Parole che sembrano ideate proprio per scatenare un esponente del sindacato, e poi della politica, come Bertinotti…

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Fausto Bertinotti (foto Imagoeconomica).

Il passo indietro di Diddi dal processo Becciu e le altre pillole del giorno

Un passo indietro prima della decisione. Il promotore di Giustizia vaticana Alessandro Diddi (l’equivalente del pubblico ministero) si è chiamato fuori dal processo contro il cardinale Angelo Becciu prima che la Cassazione vaticana sostenesse l’inammissibilità dell’appello. Diddi aveva impugnato la sentenza di primo grado del 16 dicembre 2023, dopo che le difese di Becciu avevano fatto ricorso in appello per tentare di ribaltare la condanna (il caso è quello della compravendita di un palazzo a Sloane Avenue a Londra). Solo che aveva commesso degli errori formali e così la Corte d’appello vaticana, presieduta da monsignor Alejandro Arellano Cedillo, aveva dichiarato l’inammissibilità dell’appello. La Cassazione ora doveva decidere se ricusare il promotore di Giustizia vaticana, escludendolo dal processo. Ma lui ha anticipato tutti. Per i suoi detrattori, adesso dovrebbe essere anche rimosso dal suo ruolo di promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano…

Il passo indietro di Diddi dal processo Becciu e le altre pillole del giorno
Alessandro Diddi (Ansa).

Forza Italia punta tutto sul Sì

Sulla Giustizia Forza Italia non scherza. Del resto la separazione delle carriere dei magistrati è da sempre un cavallo di battaglia dei berluscones. In nome del Cav, il partito ha deciso così di puntare pesante sul Sì al referendum con una serie di iniziative in ogni regione e pure all’estero. Un impegno che non sarà soltanto a parole, ma anche a suon di danè. Quelli raccolti con la campagna di tesseramento – 250 mila circa i nuovi iscritti nel 2025 – sicuramente, ma si sta pensando anche a un contributo ad hoc da parte degli eletti azzurri. Così almeno hanno stabilito Tajani, il coordinatore del comitato per il sì Giorgio Mulè, Enrico Costa, Pierantonio Zanettin e il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini. Si parte con una tre giorni nel weekend del 24 gennaio a Milano, Roma e Napoli. E proprio nella Capitale ci si concentrerà sulla giustizia con un evento – il 24 – all’hotel Ergife. Saranno presenti Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente del comitato nazionale dei cittadini per il sì, il radicale Maurizio Turco, Giandomenico Caiazza. La ciliegina sulla torta sarebbe l’apparizione di Marina e Pier Silvio, ma l’ipotesi di una loro discesa romana al momento è remota. Intanto Tajani, impegnato a difendere la propria leadership tra richiami di Arcore e correnti interne, si gode i complimenti ricevuti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che nel corso della conferenza stampa di inizio anno ha definito i suoi ultimi tre anni di gestione «miracolosi»: «Forza Italia non aveva più il carisma di Silvio Berlusconi», ha detto la premier. «Nessuno pensava che fosse possibile vedere lo stato di salute attuale di Forza Italia. Antonio Tajani ha fatto un lavoro straordinario». Mentre in qualità di ministro degli Esteri non può che fare silenziosamente il tifo per Donald Trump: grazie all’interventismo spregiudicato del presidente Usa, anche lui si è riconquistato i riflettori di tg e quotidiani…

Il passo indietro di Diddi dal processo Becciu e le altre pillole del giorno
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Toh, chi si rivede: Enrico Letta

Elly Schlein, tanto per cambiare, deve preoccuparsi: torna Enrico Letta. L’ex segretario del Partito democratico ed ex presidente del Consiglio sarà protagonista del convegno conclusivo del programma Restart, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca guidato da Anna Maria Bernini con 116 milioni di euro nell’ambito del Pnrr. L’incontro, dal titolo: Shaping Horizons In Future Telecommunications si svilupperà lungo tre giornale, dal 19 al 21 gennaio, a Roma, nell’Auditorium della Tecnica di Confindustria. Il programma coinvolge oltre 130 partner tra università, grandi imprese, con l’obiettivo di rilanciare e rafforzare il settore delle telecomunicazioni in Italia. Tra i presenti, Livia Ferraro head IT Digital Public Policy di Amazon Italia, Giuseppe Gola ceo Open Fiber, Alessandro Gropelli direttore di Connect Europe, Stefano Grieco ceo Nokia Italia, Benedetto Levi ceo iliad, Andrea Missori ceo Ericsson Italia, Antonio Perrucci presidente Astrid, Federico Protto ceo Cellnex Italia. Letta partecipa in qualità di presidente di Arel, l’Agenzia di Ricerca e Legislazione nata da un’idea di Beniamino Andreatta.

Il passo indietro di Diddi dal processo Becciu e le altre pillole del giorno
Enrico Letta (Imagoeconomica).


Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno

«L’uomo è ambizioso, oltre che esuberante», spifferano dalle parti di via del Tritone, dove ha sede Il Messaggero: al centro delle chiacchiere c’è Roberto Napoletano, appena tornato alla guida del principale quotidiano dell’editore-costruttore Francesco Gaetano Caltagirone (e, non dimentichiamo, della figlia Azzurra), che ha mostrato subito la sua caratteristica voglia di fare. E così, visto che nella giornata di venerdì 9 gennaio è fissata la conferenza stampa di fine anno, anche se si tiene all’inizio dell’anno successivo, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ci si presenta con un bel biglietto da visita: il titolone, lunghissimo tanto da occupare due righe, a tutta pagina, che recita “Il potere d’acquisto delle famiglie cresce di 20 miliardi in un anno”, sottolineando che si tratta di «numeri veri» sul «reddito reale disponibile». Paginata da sfoggiare davanti alla premier, occasione straordinaria per annunciarsi alla conferenza stampa, nutrendo magari ambizioni per il futuro. «Con un titolone così puoi anche aspirare a diventare direttore del Tg1», si sente commentare davanti a Palazzo Chigi, e «possiamo dire che Napoletano con questa pagina si è portato avanti con il programma». Da notare c’è anche il fondo firmato in prima pagina da Marco Fortis, accademico di chiara fama, che elogia i numeri diramati dall’Istat: roba da inserire il suo nome nelle prossime nomine delle grandi società, magari in un board eccellente…

Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
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Casini, Follini e Mauro Moretti per Guarguaglini

Ultimo saluto, nel pomeriggio di mercoledì 7 gennaio a Roma, nella basilica di Santi Apostoli, a Pier Francesco Guarguaglini, storico “comandante” di Finmeccanica morto a 88 anni. Immancabile, come in tutte le cerimonie, Gianni Letta, sempre pronto a ricordare le storie di chi non c’è più, sottolineando le note positive del compianto. Poi ecco Pier Ferdinando Casini, «uno che non dimentica», come si è sentito dire nella chiesa. Presente anche Mauro Moretti, già gran capo delle Ferrovie dello Stato e poi amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, da tempo assente dalle scene dopo le disavventure giudiziarie. Nella basilica, come storico esponente democristiano c’era, oltre a Casini, Marco Follini, che è stato notato mentre commentava: «Pensavo di vedere qui anche Fabiano Fabiani, ma non c’è».

Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
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Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno

Giorgetti tra question time e debito pubblico

La disastrosa gestione francese dei conti pubblici sta valorizzando ancora di più il nostro ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. E il primo impegno istituzionale, nel pomeriggio di giovedì nell’aula del Senato, a Palazzo Madama, è tutto per Giorgetti, con un question time. Nell’aria, comunque, i 350 miliardi di euro di emissioni di titoli a medio e lungo termine. Numeri che fanno sempre impressione, anche se le agenzie di rating promuovono l’Italia.

Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

Con de Meo, moda a tutto gas

Luca de Meo ha lasciato il mondo dell’auto per traslocare in quello della moda, da Renault a Kering. Ma sta andando a tutto gas nel far arrivare nel mondo del fashion tanti suoi amici che hanno lavorato nel settore delle quattro ruote: l’elenco è lungo e sembra non finire mai. Ecco così Luca Stoppelli, già Fiat, ora chef industrial officer di Gucci. Da Renault è arrivato a Kering Thomas Cuntz, “head of global talent development and people engagement”. Sempre dalla “casa della losanga” ecco Philippine de Schonen alle relazioni con gli investitori, quindi Gianluca de Ficchy nella veste di direttore finanza di Gucci. A quanto dicono, la lista non è ancora completa: sono in arrivo altri rinforzi a Kering, per la gioia delle case automobilistiche che devono tagliare il numero dei dirigenti.

Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
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Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno

La signora Cattaneo aiuta Canale 5

Commenti in Rai dopo i dati degli ascolti di mercoledì sera: «La “signora Cattaneo” aiuta Canale 5». Già, perché la fiction A testa alta – Il coraggio di una donna con Sabina Ferilli ha sbancato, arrivando al 25,2 per cento di share. Rai1 è riuscita a totalizzare solo alla metà degli ascolti. E pensare che Flavio Cattaneo ha guidato anche il servizio pubblico radiotelevisivo, quando viale Mazzini regnava e vantava tanti record…

Il vero obiettivo di Napoletano dietro le lusinghe a Meloni: le pillole del giorno
Flavio Cattaneo e Sabrina Ferilli nel 2011, anno in cui si sono sposati (foto Imagoeconomica).

Ma in Confindustria vige ancora il Protocollo Montante?

Sul sito della confederazione degli Industriali si trova un documento del 2010 relativo alle «iniziative per accrescere i livelli di legalità e di concorrenza leale nello svolgimento dell’attività d’impresa». Ma c'è di più: il loro coordinamento risulta affidato all'imprenditore siciliano coinvolto in vari scandali e tuttora colpito da obbligo di dimora ad Asti.

Quando si dice la tempestività della comunicazione. Se vi capita di entrare nel sito della Confindustria – ma ci vuole una password – a sinistra troverete una serie di voci, tra cui una chiamata “Normativa di sistema”.

Dentro trovate un documento di 10 anni fa dal titolo “Protocollo di legalità 10 maggio 2010” siglato tra il ministero dell’Interno e Confindustria, i cui contenuti sono poi stati rinnovati il 19 giugno 2012. Trascuratezza, direte voi. Certo, perché un sito con in bella vista documenti così vecchi è a dir poco scarsamente o distrattamente manutenuto.

DIECI ANNI DI NULLA DI FATTO

Ma non finisce qui. Perché, vi si legge, «quel Protocollo si inserisce nel contesto delle numerose iniziative promosse da Confindustria per accrescere i livelli di legalità e di concorrenza leale nello svolgimento dell’attività d’impresa». Allora voi penserete: vuol dire che negli ultimi 10 anni su questo terreno la Confindustria non ha più fatto niente. Imperdonabile, ma c’è ancora di peggio. Perché – si legge sempre – «lo sviluppo e il coordinamento di tali iniziative, sia all’interno del Sistema associativo che nei rapporti con le istituzioni pubbliche e con le principali componenti della società civile ed economica impegnate nel contrasto alla criminalità, è stato affidato ad Antonello Montante, sulla base di una specifica delega per la Legalità, istituita nel 2008 con la Presidenza di Emma Marcegaglia e riconfermata nel 2012 dal Presidente Giorgio Squinzi».

Il Protocollo di Legalità sul sito di Confindustria.

IL PROTOCOLLO MONTANTE È ANCORA VALIDO?

Sì, avete letto bene: Montante. Proprio l’imprenditore siciliano, diventato simbolo della lotta alla mafia e salito ai vertici di Confindustria nazionale, che è stato coinvolto in vari scandali e arrestato, e tuttora colpito da obbligo di dimora in quel di Asti. Domanda: ma quel documento è ancora valido? Le modalità per l’adesione al Protocollo e per la realizzazione dei relativi impegni – poi precisate nelle linee guida attuative e negli altri documenti predisposti dalla commissione per la Legalità, istituita presso il ministero dell’Interno e composta dai rappresentanti delle parti firmatarie del Protocollo – sono ancora attuali per cui le imprese oggi possono farvi riferimento? Perché delle due l’una: o sono cose superate, e allora sarebbe bene toglierle di mezzo, o sono ancora pienamente operative, e allora se si vuole rendere minimamente credibile quel Protocollo sarebbe bene togliere di mezzo il nome di Montante, che ha scritto una delle pagine peggiori della storia della confederazione degli industriali. Come si vede, c’è lavoro da fare per il nuovo Presidente

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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