Pina Testa nel segno del “Sacre”

Le allieve del Professional Ballet incontreranno il coreografo Diego Watzke sulle note di rottura di Igor Stravinskij, nel corso delle quattro giornate di danza dal 29 maggio al 4 giugno al Teatro delle Arti. Le eroine dei grandi balletti rivivranno con Giada Cavallo, Swami Galdi, Martina Gaudioso, Antonella Nobile, Arianna Oliva, Mariella Verasani
Di Olga Chieffi
Settimana della danza al teatro delle Arti, con tutti gli allievi e le licenziande del Professional Ballet di Pina Testa. Da oggi al 4 giugno ben quattro le serate per applaudire i ballerini, protagonisti in diversi generi di danza, dal repertorio al moderno contemporaneo, dalla video-dance all’Hip-hop, sino all’operetta, un ritorno de’ Die lustige witwe di Franz Lehar in uno scintillio di colori, musica ed emozioni. Ben sei le licenziande, Swami Galdi, Giada Cavallo, Martina Gaudioso, Mariella Versani, Arianna Oliva e Antonella Nobile, che si trasformeranno in Kitri, Giulietta, Medora, Clara, Esmeralda e Carmen, in duo con i primi ballerini Marco Protano, Ferdinando De Filippo, Davide Guzzo, Davide Raimondo e Luigi Lambiase. La rassegna si aprirà il 29 maggio alle 20 con i corsi superiori e i diplomi. In scena il pas de deux del “Don Quixote” con Swami Galdi e il primo ballerino ospite Marco Protano, una Kitri certamente di temperamento, dal carattere, frizzante ma con gestualità di grazia deliziosa, quindi la immortale musica del “Romeo e Giulietta” di Sergej Prokofiev interpretato da Giada Cavallo e Davide Guzzo, la bellezza dell’amore libero e giovane: una sola parola può essere sufficiente a descrivere la partitura shakespeareana del genio russo: poesia, quindi “Le Corsaire” con Martina Gaudioso che sarà una Medora piena di lirismo e eterea e Davide Raimondo, un Alì elegante e indomabile, uniti nella tecnica altissima e nella capacità di disegnare il proprio personaggio. Clou delle serate dei corsi superiori sarà la coreografia del Maestro Diego Watzke del “Sacre du printemps di Igor Stravinskij: una bruciante modernità che evoca i fantasmi del primordiale, una partitura complessa di una violenza inaudita datata 1913. Un balletto profetico il Sacre, perché fece piazza pulita di ogni illusione e, sia pure per metafora, riportò le coscienze alla loro verità, niente affatto buonista e consolatoria. Nijnsky, che fu anche il satiro del Prelude, al tempo sconvolse la tecnica coreutica, inventando una postura costrittiva, che privava il movimento della grazia e dell’ampiezza per forzare a movimenti ruvidi e brutali. La gestualità brusca, con le mani serrate a pugno, il corpo spesso scosso da tremolii, i salti senza plié. Spesso la parte inferiore del corpo teneva un ritmo differente rispetto alla parte superiore. Ne nacque una coreografia troppo nuova e sconvolgente per il pubblico di allora, che non riusciva a sopportare né i suoni né i movimenti dei ballerini. Il Maestro Watzke si è ispirato all’Henri Matisse de’ La Danse un’ode alla vita, alla gioia e all’abbandono fisico, insieme al dipinto complementare La Musica, figure dai contorni rozzi che richiamano gli stili primitivisti, figure che si muovono in armonia all’interno di un paesaggio vuoto, forse “vergine” una necessaria riunificazione con la natura, un rifiuto della civiltà moderna, che diventa, così, un simbolo di unità tra l’uomo, il cielo e la terra. E dopo il sacre si giungerà sino al pop attraverso i vari generi di danza, dall’Hip Hop alla Video Dance, attraverso Vibes, Pop Divas e il Musical Moulin Rouge. Quindi, tutti insieme siederemo ai tavolini di Chez Maxim’s, seguendo le code di due fluttuanti frac, il 29 del baritono Antonio Palumbo e il 31 del tenore Salvatore Minopoli, con la partecipazione della violinista Fiammetta Drammatico e del pianista Antonio Gallone per il famoso “Tace il labbro”. Il valzer, col suo girare in tondo, con le sue ebbrezze veloci, con il suo magico distendersi nella felicità più immediata, rappresentava lo scintillio di un momento di magia, di abiti svolazzanti e di divise che non avevano più nulla di marziale. Ed ecco la nostra “Vedova Allegra”, esempio di una piccola cultura danubiana, che suggerisce una delle ultime avventure mondane, in un mondo di ambasciatori, contesse, gigolò, viveurs squattrinati e alcove proibite, un mondo dove la pochade si unisce alla commedia di sentimenti e dove ci si può ancora commuovere. Il 31 maggio, ancora le eroine del grande balletto, con Clara che sarà Mariella Verasani insieme al principe Schiaccianoci, Marco Protano, compiendo il suo sogno nella notte in cui crediamo che i nostri desideri diventino realtà, una ragazzina come tante, alle prese con uno dei passaggi più importanti della vita, dalla adolescenza all’età adulta nel grand pas de deux scoprirà l’amore. Giungerà, poi, la Esmeralda con Arianna Oliva, gitana sensuale, e Ferdinando De Filippo, col suo tamburello che dovrà  deve colpire con precisione millimetrica usando le mani, i gomiti e persino i piedi mantenendo un ritmo perfetto. Quindi, arriverà “Un demonio”, “una strega”, il fiore di gaggia all’orecchio, le gambe sottili e bellissime, la figura minuta, gli occhi lucenti come diamante, lo scatto dei reni pari a quello di un felino, una forza d’inferno, una inafferrabile forza amorosa, dove amore sta per devastazione e morte, come negra esaltazione e guerra, interpetrata da Antonella Nobile e Davide Guzzo. Il 2 giugno, alle 17, toccherà ai corsi predanza e preparatori con “A ritmo di musica”, ispirato alle composizioni di Leroy Anderson, e con il magico mondo de “Il Circo”, tra tigri, pagliacci, domatori, acrobati e danza aerea. A rendere ancora più spettacolare la scena saranno la partecipazione di Antonio Adriatico, delle ginnaste della società Maeva diretta da Vanessa Marsano e delle allieve del corso di danza aerea dell’Ars Scenicae di Serena Stella. Nella stessa giornata spazio anche a “Mary Poppins”, spettacolo che unirà musica, fantasia e teatro con Francesca Canale e Gianni D’Amato, insieme alla Compagnia dell’Arte diretta da Antonello Ronga. Alle 20 del 2 giugno saranno protagonisti i corsi medi con “La Notte degli Oscar”, grande omaggio ai musical internazionali attraverso coreografie ispirate a “Blues Brothers”, “Hairspray”, “La La Land” e “Moulin Rouge”. In scena anche Antonella Nobile e Davide Guzzo. Gran finale il 4 giugno alle 20 con i corsi superiori di moderno e con “Le Sacre du Printemps”, che vedrà protagoniste ancora una volta le sei diplomande insieme ai ballerini ospiti Antonio Adriatico, Cesare Alfano e Luigi Lambiase. La serata conclusiva sarà un’esplosione di linguaggi e contaminazioni artistiche: da “Pop Divas” a “Moulin Rouge”, passando per “Opera”, “Vibes”, “Express”, “Solas”, “Liberian Girl” e il suggestivo adattamento di “Titanic” firmato da Maurizio Russo.

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