È stato presentato dell’artista Toti Scialoja, il Catalogo generale dei dipinti e delle Sculture 1940 – 1998 a cura di Giuseppe Appella. L’incontro di presentazione è avvenuto nella Pinacoteca Provinciale di Salerno, dove è stata allestita la mostra di disegni di Tito Scialoja denominata “Linee del tempo”. Alla presentazione del Catalogo numerosi intellettuali di Salerno ed oltre, hanno fatto cornice all’atteso evento, dove a fare gli onori di casa è stata la dirigente Gioita Caiazzo. A seguire, l’intervento di Stefania Zuliani, docente di Teoria della critica d’Arte all’Università di Salerno. Ad illustrare l’importanza del corposo volume, edito da Silvana Editoriale, Milano 2024, il presidente della “Fondazione Toti Scialoja” Armando Colasanti, il quale ha fatto emergere la rilevanza della corposa pubblicazione che racchiude l’opera omnia del maestro, mettendo in relazione il vissuto artistico verso il suo tempo e le interrelazioni che si originarono con tutta quella genia di artisti, poeti e letterati del suo tempo. Scialoja, raffinato poeta, fu un cultore attento al mondo dell’arte e può essere definito uno sperimentatore che percorse la pittura italiana sempre con nuova esperienza sia compositiva che cromatica. Colasanti nel suo dire ha intessuto la vita artistica di Scialoja con tutte le fasi espressive e sperimentali della pittura a partire dagli anni Trenta, per raggiungere la completezza sperimentale negli anni Cinquanta, a cui segue quella contaminazione dall’arte americana che genererà nuovi filoni. E nel ripercorrere la vita artistica di Scialoja si ricorda la partecipazione alla Quadriennale romana, dove parteciperà più volte, e poi la sua prima personale a Genova a cui segue la mostra di Torino nel 1941, presentata in catalogo da Cesare Brandi. Scialoja inizia la grande sperimentazione a partire dal 1948 con nuove prospettive pittoriche, tuttavia sempre legate alla figurazione. Infatti aderirà all’invito del 1949 per partecipare alla mostra Twentieth Century Italian Art al Museum of Modern Art di New York. Ricordiamo la ripetuta partecipazione alla Biennale di Venezia dal 1950 al 1954, ed ancora un successo con l’esposizione del 1956 alla Catherine Viviano Gallery. Prosegue la sua ricerca con la contaminazione degli artisti Rothko, de Kooning e Motherwell, per poi conoscere un lungo periodo di sperimentazioni tra colore e forma in cui l’arte di Scialoja si apre ad un respiro internazionale. L’atteso intervento di Giuseppe Appella, curatore del Catalogo generale è stato molto incisivo, avendo sottolineato quei sottili rapporti culturali che Scialoja costruiva giorno per giorno con gli artisti suoi contemporanei. Artisti che tracciarono insieme quell’epopea dello sperimentale, in tutte le evoluzioni, generando una nuova ventata di saperi artistici, condivisi da quella genia della Scuola Romana ed oltre che gettò nuovi ponti in divenire. Appella si sofferma sui momenti salienti in cui la personalità di Scialoja si confronta con la sua contemporaneità prima in Italia e poi in America ma mantenne sempre un’originalità espressiva, arguta nel disegno ed in continuo mutamento compositivo e pittorico. Scialoja riformula l’espressionismo di matrice statunitense e si imbeve dei nuovi concetti che attraversano la pittura dell’astrazione, dove la sua sperimentazione non ha confine. Dopo la conferenza di presentazione del volume, è stata inaugurata la mostra grafica di Scialoja nell’ala nuova della Pinacoteca dove erano in esposizione dei disegni eseguiti a Parigi nel 1938 e una seconda raccolta intitolata “I segni dello zodiaco” del 1939. Le opere inchiostro su carta, attingono ad un espressionismo grafico di forte connotazione dell’ironico e del sarcasmo, dove uno scherno latente mette in mostra gli umani vezzi. La mostra denominata “Linee del tempo” è stata curata da Gianpaolo Cacciottolo con gli studenti del “Laboratorio di Curatela: collezioni, musei, mostre e archivi d’artisti” della Laurea Magistrale in Storia e Critica d’Arte dell’Università di Salerno. L’esposizione è stata promossa dal Laboratorio Archivio di Storia dell’Arte “Filiberto Menna” e dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, in collaborazione con la Provincia di Salerno e la Fondazione Filiberto e Bianca Menna. Una serata culturale di notevole interesse per i tanti convenuti amanti dell’arte fra le personalità della cultura. Interessante il dialogo aperto con lo scrittore Rino Mele e l’artista Carmine Caputo che ha ricordato l’opera di Giuseppe Appella fondatore a Castronuovo di Sant’Andrea (PZ) del MIG (Museo Internazionale della Grafica) e della Biblioteca “Alessandro Appella”. Nello spazio espositivo del MIG vengono organizzate mostre temporanee di grafica di artisti internazionali. Attualmente vi è in corso un’esposizione (fino al 15 luglio) titolata Carlo Belli e il Mediterraneo. La mostra grafica comprende le opere di: Picasso, Mirò, Chagal, Man Ray, Harp, De Chirico, Savino, Severini, Max Ernest, Fontana, Braque, Kunellis e Paladino. Giuseppe Ianni
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